Domani accadrà

Verso la metà dell’Ottocento, Edo e Lupo, due butteri maremmani, tentano una rapina ma falliscono miseramente e si danno alla fuga. Vagabondano per le campagne della Toscana fino a quando i due arrivano alle porte di uno strano castello. Esordio alla regia di Daniele Lucchetti, non felicissimo, nonostante l’occhio vigile del produttore Nanni Moretti. Interessante, comunque, l’ambientazione della Maremma riletta quasi in chiave western.
(andrea tagliacozzo)

Mio fratello è figlio unico

Accio (Elio Germano) è un ribelle e come tutti i ragazzi della sua età e della sua epoca non conosce le mezze misure. La sua famiglia vive a Latina e, nonostante viva davanti alla tv gli eventi a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, la sua voglia di emulazione è irrefrenabile. Diventa un picchiatore fascista e, di conseguenza, la pecora nera della famiglia: suo padre operaio e suo fratello maggiore (Riccardo Scamarcio) stanno dall’altra parte, dalla parte dei comunisti. Accio cresce a suon di botte e in continuo litigio con il fratello. Deluso dai suoi compagni di partito, si converte e passa dall’altra parte, proprio quando suo fratello partecipa all’assassinio del direttore di una fabbrica. I due sono costretti a separarsi e partono entrambi per il Nord. Due anni dopo si ritrovano a Milano ma il fratello muore per mano della polizia.

Il portaborse

Per arrotondare le proprie scarse entrate finanziarie, un professore di liceo accetta di lavorare per un importante Ministro al quale dovrà scrivere i discorsi, gli interventi e le dichiarazioni ufficiali destinate alla stampa. Inizialmente affascinato dal politico, l’insegnante scopre solo in seguito i retroscena e gli intrallazzi che si nascondono dietro a una facciata apparentemente rispettabile. Film schematico e prevedibile nei suoi sviluppi, ma a suo modo coraggioso ed efficace, che alla sua uscita suscitò molte polemiche. Il ritratto del politicante senza scrupoli, magistralmente interpretato da Nanni Moretti, irritò soprattutto quella classe dirigente che di lì a poco verrà spazzata via (anche se non del tutto…) dallo scandalo di Tangentopoli.
(andrea tagliacozzo)

La nostra vita

Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le “cose”. Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna (Stefania Montorsi), il fratello timido e imbranato (Raoul Bova), il pusher vicino di casa (Luca Zingaretti).