Flippaut

Gli anni passati a lavorare al Fillmore East, tempio del rock, sono serviti ad Arkush per porre le basi di questa fantastica commedia, dal sapore fumettistico, che inscena la tormentosa organizzazione di un concerto di capodanno a New York. Le gag volano come proiettili, alternate a deliziose esibizioni musicali. Superbe le parodie di Mick Jagger (McDowell), Bob Dylan (Lou Reed) e Muddy Waters (Henderson), oltre alle molte altre brevi apparizioni di famose rockstar e caratteristi.

Mamma, ho perso l’aereo

A Natale, la numerosissima famiglia McCallister lascia Chicago per trascorrere le festività a Parigi. Quando è già in volo verso l’Europa, la signora McCallister si accorge improvvisamente di aver dimenticato a casa uno dei suoi figli, il piccolo Kevin. Il bambino, rimasto solo, è costretto a difendersi da una coppia di ladri che tenta ripetutamente di irrompere in casa. Scritto da John Hughes, piuttosto scaltro (e abile) nel dosare elementi di sentimentalismo e cattiveria pura, il film si rivelò a sorpresa come uno dei grandi successi della stagione. Divertenti Daniel Stern e Joe Pesci nei panni dei due lestofanti. Due seguiti: Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York del ‘92 e Mamma ho preso il morbillo del ’97 (il secondo senza Macaulay Culkin). (andrea tagliacozzo)

Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche

Mitch Robbins entra in crisi con l’arrivo dei quarant’anni. Gli amici Ed e Phil gli propongono una vacanza alternativa: due settimane da veri cowboy tra pascoli, mandrie e cavalli. L’esperienza si rivelerà salutare, e non solo per Mitch. Una commedia scacciapensieri che riesce a divertire e a commuovere senza ricorrere a trovate di facile effetto. Scatenatissimo il protagonista, Billy Cristal. Oscar 1991 al veterano Jack Palance come attore non protagonista. Tre anni più tardi Cristal tornerà in Scappo dalla città 2. (andrea tagliacozzo)

A cena con gli amici

A Baltimora, cinque amici, lasciatisi ormai alle spalle l’adolescenza, si riuniscono periodicamente per ricordare con nostalgia le vecchie imprese. Qualcuno è maturato, qualcun’altro meno. Tutti, comunque, sono alle prese con i problemi che comporta inevitabilmente l’età adulta. Film d’esordio di Barry Levinson (e per gli attori Ellen Barkin e Paul Reiser), si distacca da altri prodotti del genere grazie a una sceneggiatura sufficientemente intelligente e alla discreta interpretazione corale degli attori, allora sconosciuti, ma di lì a poco destinati quasi tutti al successo. (andrea tagliacozzo)

D. O. A. – Cadavere in arrivo

Rifacimento di
Due ore ancora
(1949) di Rudolph Maté. Ad Austin, nel Texas, un giovane professore della locale università viene misteriosamente avvelenato e scopre di avere solo ventiquattro ore di vita. Aiutato da una sua giovane allieva, l’uomo utilizza le sue ultime ore per tentare di scoprire l’avvelenatore e l’oscuro motivo del suo gesto. Inferiore all’originale e stroncatissimo dalla critica, il film risulta interessante soprattutto per alcune soluzioni visive (che i maligni hanno ricollegato allo stile dei videoclip).
(andrea tagliacozzo)

Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York

Natale: Culkin sale sull’aereo sbagliato, si separa dalla sua famiglia e finisce a New York. Qui farà amicizia con la Fricker, amante dei piccioni, e tornerà ad affrontare gli stolidi Pesci e Stern, ridotti più che mai a un duo da cartoon in carne ed ossa. Fondamentalmente, si tratta di una rivisitazione del campione d’incassi originario; ma in quanto a violenza, lo supera ampiamente. La pubblicità occulta all’Hotel Plaza non conosce vergogna: c’è anche una comparsata per il suo proprietario Donald Trump. Scritto e prodotto da John Hughes.