La visione del sabba

Maddalena è rinchiusa in un ospedale psichiatrico: ha ucciso il proprio violentatore e sostiene di essere una strega nata nel 1630. Un giovane psichiatra deve fare una perizia su di lei e si lascia coinvolgere nel suo universo visionario. Pellicola suggestiva dal punto di vista figurativo, ma irrisolta a livello di storia.

La condanna

Una donna si trova rinchiusa in un museo con un architetto e ha un rapporto sessuale con lui, salvo denunciarlo per stupro subito dopo. Il tribunale deve stabilire se si è trattato effettivamente di violenza o se c’era un’intesa tra i due. Film controverso (sul confine, a volte labile, tra stupro e sesso consensuale), non completamente riuscito: troppo astratto e teorico.

Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti

Complesso resoconto — con traffico di stupefacenti, omicidi e gambizzazioni — delle peripezie dell’ex prostituta Molina. Impegnato il ritratto dei ragazzini usati e abusati per spacciare droga. Nel complesso è migliore delle opere successive della regista, ma rimane diverse miglia al di sotto delle perle degli anni Settanta.