Crimini invisibili

Il primo film americano di Wenders dopo Paris, Texas è splendido da guardare, ma complessivamente un po’ confuso e poco maturo. Un produttore cinematografico (Pullman) si nasconde presso una famiglia messicana dopo aver rischiato la morte perché coinvolto in un progetto ad alta sicurezza nell’osservatorio di Griffith Park. La Lind è affascinante come controfigura; la MacDowell un po’ meno convincente, vestita di soli slip e reggiseno. La musica di Ry Cooder rappresenta un punto a favore, così come il brano Until the End of the World degli U2. Super 35.

La zona grigia

Potente dramma sulla quotidianità di Auschwitz, basato sulle memorie di un medico ebreo che mise in pratica gli esperimenti di Josef Mengele per poter preservare la propria vita e quella della sua famiglia. Ad aiutarlo c’erano i “Sonderkommandos”, prigionieri ebrei che prolungavano la propria esistenza guidando i compagni di sventura verso le camere a gas. Frammentario e stilizzato ma comunque intenso, perché pone la questione su fino a che punto ci si possa spingere per sopravvivere. Keitel è anche co-produttore esecutivo. Sceneggiato dallo stesso Nelson, dal suo dramma teatrale.