Come è difficile farsi ammazzare

Burt Simpson è un poliziotto vicino all’età pensionabile, al quale, per uno scambio di analisi, viene diagnosticato un male incurabile. La sua polizza assicurativa prevede il pagamento solo in caso di morte in servizio, quindi Burt decide di farsi assegnare solo missioni ad alto rischio. Ma per sua «sfortuna» ne esce sempre indenne. Commediola piuttosto prevedibile (l’espediente dell’uomo che si crede gravemente ammalato è stato usato diverse volte: una per tutte, da Jerry Lewis in
Jerryssimo!
), ma sorretta con sufficiente brio dal simpatico Dabney Coleman.
(andrea tagliacozzo)

Una volta ho incontrato un miliardario

Meravigliosa commedia realistica ispirata alla storia di Melvin Dummar, che una volta diede un passaggio al brizzolato Howard Hughes e più tardi tirò fuori un testamento che lo nominava erede delle fortune dello stesso Hughes. Fiaba americana toccante, dolce e amara, con la Steenburgen (vincitrice dell’Oscar) che regala i momenti più brillanti, inclusa una memorabile sfida televisiva di talenti. Anche la sceneggiatura di Bo Goldman vinse l’Oscar. C’è anche il vero Melvin Dummar dietro la cassa del bar a una stazione dei bus.

Moonlight Mile – Voglia di ricominciare

Primi anni Settanta, gli Usa sono in piena guerra del Vietnam, intere generazioni di giovani mandati al fronte. Nel New England due genitori e un fidanzato (Jake Gyllenhaal) stanno per seppellire una ragazza uccisa per errore in un bar. Tutta la città è sconvolta, ma il fidanzato della vittima sembra sapere qualcosa che gli altri non sanno. A giorni si dovevano sposare e poi lavorare insieme nella ditta del padre (Dustin Hoffman), un’agenzia immobiliare e commerciale. La madre (Susan Sarandon), scrittrice, si chiude in se stessa, senza dare cenni di ripresa, mentre il padre si immerge immediatamente nel lavoro, coinvolto e coinvolgendo il nuovo socio, quello che doveva essere il genero e che ora appare come un figlio. Si rimane sospesi in una sorta di attesa, aspettando che il ragazzo vuoti il sacco e dica quello che ha dentro. Un dramma che ricorda molto
La stanza del figlio
di Nanni Moretti. L’elaborazione del lutto da parte dei genitori, che non si rassegnano alla perdita della figlia, con sensi di colpa per non essere stati un bravo padre e una brava madre. La figura del ragazzo come seconda chance, per cercare di recuperare gli errori fatti, ma proprio lui aprirà gli occhi ai due adulti. Un cast d’eccezione, ben assortito, con tre Oscar e quindici candidature a fare da richiamo, per un film scritto in maniera troppo retorica e prevedibile.
(andrea amato)

Niente di personale

Sutherland è un professore che tenta di impedire a una società di trucidare dei cuccioli di foca, la Somers è un avvocato che lo aiuta. Insensata commedia romantica. Occhio ai cammei di Craig Russell, Tony Rosato Joe Flaherty e Eugene Levy.

Dalla parte del cuore

Farsa deludente su un ricco esperto di demolizioni di New York (Coleman) che decide di insegnare alla famiglia l’umiltà (e il valore del denaro) cacciandoli di casa e lasciandoli su una strada. Guazzabuglio dalle buone intenzioni, troppo bizzarro per essere preso sul serio. Sceneggiato da Boorman e dalla figlia Telsche; alcuni ci hanno visto un aggiornamento di un film precedente di Boorman, Leone l’ultimo.

Tootsie

Un attore disoccupato, travestitosi da donna per ottenere una parte in un importante serial televisivo, trova il successo e diventa una «beniamina» del pubblico. Commette, però, lo sbaglio d’innamorarsi di una bella collega, mentre il padre di questa, intanto, comincia a fargli la corte. Una sceneggiatura dai meccanismi quasi perfetti e l’esilarante performance di Dustin Hoffman fanno di questo film una delle migliori commedie degli anni Ottanta. Jessica Lange vinse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Grande cast di contorno, in cui spiccano Charles Durning, Bill Murray e lo stesso Sydney Pollack nei panni del manager del protagonista. Esordio di Geena Davis.
(andrea tagliacozzo)

Wargames – Giochi di guerra

Una sorta di A prova di errore per la generazione “Pac-Man”: un film “pop” su un genietto del computer che si inserisce nel sistema di preallarme del governo e per poco non fa scoppiare la terza guerra mondiale. Divertente fino a un certo punto ma sempre più artefatto via via che procede, per poi concludersi come un conciliante vecchio B-movie. Per inciso, è semplice capire perché ha avuto così tanto successo tra i ragazzi: quasi tutti gli adulti del film sono stupidi. Tre nomination agli Oscar (fotografia, sonoro e sceneggiatura).

Sul lago dorato

Gli anziani coniugi Norman ed Ethel Thayer lasciano la città per ritirarsi nella loro casa di campagna, sulle rive del Lago Dorato. In occasione dell’ottantesimo compleanno di Norman, i due vengono raggiunti dalla figlia Chelsea, con la quale il padre non ha mai avuto buoni rapporti. La donna è accompagnata dal nuovo fidanzato e dal giovane figlio di questi. Dalla commedia di Ernest Thompson (autore anche della sceneggiatura, che vinse l’Oscar), una storia che tende decisamente al mieloso, ma confezionata in maniera quasi impeccabile, in perfetto stile Hollywood. Anche Henry Fonda e Katharine Hepburn si aggiudicarono l’Oscar: il primo in precedenza ne aveva vinto solo uno (per giunta alla carriera), mentre per la seconda si trattava della quarta statuetta su dodici nomination.
(andrea tagliacozzo)