Daisy Miller

Intelligente e godibile adattamento del romanzo di Henry James, che però manca il bersaglio: lo stile è freddo e l’improbabile performance della Shepherd, nella parte dell’ingenua fanciulla americana alla conquista della società europea di fine Ottocento, quasi affonda la pellicola. Girato in Italia.

Alice

A New York, Alice, una donna di mezza età, sposata e con figli, vive nel benessere, ma si sente irrealizzata. Mentre le sue ambizioni da scrittrice vengono frustrate dal marito e dall’amica Nancy, dirigente televisiva, la timida e complessata Alice, grazie all’aiuto di alcune erbe magiche, trova il coraggio di dedicarsi ad una relazione extraconiugale. Un Woody Allen in tono minore, apparentemente impeccabile nella confezione, con uno stile elegante che alla lunga finisce per diventare pura maniera. Alcune perle comiche tipiche del regista (la sequenza della festa verso la fine del film) riscattano in parte il piccolo scivolone. (andrea tagliacozzo)

Sette criminali e un bassotto

A Montecarlo, un funzionario di polizia (Giancarlo Giannini) indaga sulla morte di una vecchietta. L’uomo sospetta di tre coppie di turisti. Deludente rifacimento americano di
Crimen
, un film del 1960 di Mario Camerini. Lo stesso Camerini ne aveva realizzato un rifacimento nel 1971 intitolato
Io non vedo, tu non parli, lui non sente
. Nell’edizione originale, il commissario, qui interpretato da Giancarlo Giannini, aveva il volto rubicondo di Bernard Blier.
(andrea tagliacozzo)

Finalmente arrivò l’amore

Reynolds e la Shepherd non sono certamente Ginger e Fred. Questo tributo di Bogdanovich ai musical classici degli anni Trenta ha tutto ciò che i soldi possono comprare (scenografia, costumi), ma manca un cast appropriato. Lo stesso regista ha girato un’ulteriore versione per la televisione, della durata di 115 minuti.

Il prossimo uomo

Durante un’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Khalil Abdul, afferma che per migliorare la situazione economica dell’area mediorientale sarebbe auspicabile un’alleanza con Israele. Le clamorose dichiarazioni finiranno per portare il diplomatico nel mirino di una killer professionista. Un discreto melodramma con molti scenari (New York, Bavaria, Londra, Marocco ecc.) e uno Sean Connery nelle inusuali vesti dell’arabo (già indossate l’anno precedente ne
Il vento e il leone
). Il film, curiosamente, anticipò la svolta di Sadat, protagonista, nel 1977, dello storico accordo con lo Stato ebraico.
(andrea tagliacozzo)

Taxi Driver

Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes 1976. Un reduce del Vietnam, disperatamente solo e sofferente d’insonnia, trova lavoro come tassista notturno. Alle prese con i clienti più disparati e con storie quotidiane di ordinaria follia, l’uomo si erge a paladino di una minorenne (Jodie Foster) biecamente sfruttata sul marciapiede. Già fattosi notare con gli eccellenti
Mean Streets
e
Alice non abita più qui
, Martin Scorsese realizza il suo primo, vero capolavoro, disperata e angosciante discesa nella solitudine e negli inferi della violenza urbana. Oltre alla stilizzata regia di Scorsese, straordinaria anche la sceneggiatura firmata da Paul Schrader, che tornerà a lavorare con il cineasta newyorkese in
Toro Scatenato, L’ultima tentazione di Cristo
e
Al di là della vita
. La Foster, appena tredicenne, fu candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

L’ultimo spettacolo

Acuto ritratto (tratto da un romanzo di Larry McMurtry, sceneggiato dallo stesso Bogdanovich) della vita in una cittadina del Texas negli anni Cinquanta e di come le esistenze dei protagonisti finiscono per intersecarsi. Johnson e la Leachman vinsero l’Oscar per la loro eccellente interpretazione, ma tutto il cast funziona benissimo. Ottima la fotografia in bianco e nero di Robert Surtees. Debutto cinematografico della Shepherd. Con un sequel: Texasville. L’edizione speciale rieditata da Bogdanovich nel 1990 include sette minuti di materiale originariamente tagliato.