L’eletto

Mongolia, quarant’anni fa. Una coppia di occidentali libera un uomo tenuto prigioniero, ma durante la fuga i due sono fermati e uccisi. Parigi, oggi. Laura, un’interprete dal russo, si accorge che lei e suo figlio sono al centro di strani fenomeni: la notte fanno gli stessi incubi con i medesimi animali e inoltre sul petto del ragazzo, adottato sette anni prima in un orfanotrofio della Mongolia, è apparso uno strano segno. Una notte i due hanno un incidente in macchina e il ragazzo rimane in coma. Laura inizia ad avere allucinazioni in cui vede animali feroci, conoscenti e persone direttamente coinvolte nell’adozione muoiono e, come per miracolo, Liu-san guarisce. La donna inizia delle ricerche sulle vere origini del figlio e scopre che gli amici che l’avevano aiutata ad adottarlo facevano parte di un gruppo di ricercatori nel quale lavoravano anche i suoi genitori, morti tragicamente. Liu-san viene rapito e la madre si mette alla sua ricerca in una zona della Mongolia in cui un tempo viveva una tribù di stregoni con poteri taumaturgici.