Vagone letto per assassini

Movimentato giallo d’atmosfera con la polizia che dà la caccia a un folle omicida. Bella fotografia di Jean Tournier; buono l’intreccio originale, rovinato però dal doppiaggio. Basato su un romanzo di Sébastien Japrisot. Debutto alla regia di Costa-Gavras. CinemaScope.

Z – L’orgia del potere

Oscar per il miglior film straniero e per il montaggio, basato su fatti realmente accaduti e incentrato sull’assassinio politico di Montand e sulle sue agghiaccianti conseguenze. Troppo parlato, apprezzabile più per la sua attualità che non per le qualità cinematografiche, ma comunque avvincente. Buona la recitazione.

Cacciatore di teste

Bruno Davert (Jose Garcia) è un chimico dell’industria cartiera, licenziato a causa di una «ristrutturazione» dall’azienda per la quale ha lavorato per quasi vent’anni. Perso il suo posto di dirigente, sembra che gli sia stata scippata la vita intera: a quarant’anni è difficile ricominciare da zero. Passano tre anni, nel corso dei quali Bruno si presenta a diversi colloqui, sempre senza esito. Le grandi aziende sembrano cercare giovani rampanti capaci di sorridere sempre, con un’immagine perfetta; lui è solo un professionista che sa fare bene il suo lavoro. Senza stipendio è dura mantenere il tenore di vita precedente: è costretto a vendere la sua automobile e la moglie Marlene (Karin Viard) si arrangia facendo piccoli lavoretti. Le preoccupazioni di Bruno aumentano: che futuro potrà dare ai suoi due figli, appena adolescenti, un disoccupato come lui? L’unica soluzione: ricominciare a lavorare. Bruno è disposto a tutto, anche a eliminare fisicamente i potenziali concorrenti. Si tratta di altri manager del suo livello, freschi di licenziamento, un pugno di persone che potrebbero soffiargli un’occasione d’impiego. Così, Bruno si improvvisa serial killer. E inizia la sua personale guerra.