Excalibur

Nascita, infanzia e vocazione di Artù, fino alla formazione dei Cavalieri della Tavola Rotonda, alla lotta contro gli incantesimi di Morgana e all’amore di Ginevra e Lancillotto. Su suggestioni New Age-Tolkien-metacinema (il Drago che è la Natura, Merlino-regista) e sempre a un passo dal kitsch (i Carmina Burana , Wagner…), Boorman – che nel 1972 aveva diretto Deliverance/Un tranquillo week-end di paura – ritrova nella leggenda alcuni dei suoi temi prediletti e si dimostra perfettamente a suo agio nel creare una visione particolarmente ambigua del Male e della Natura. Ne è venuto fuori un grande e rutilante spettacolo (del resto bisognava sostenere il confronto con il trionfante Spielberg, ma anche con Apocalypse Now ), pur se la limpidezza del connubio tra fiaba, allegoria e visione ne risulta intasata. Un film di crisi, sospeso e senza equilibrio tra Inghilterra, Irlanda e Hollywood, con momenti abbaglianti e un’atmosfera barbarica e artificiosa che oggi appare piuttosto datata. (emiliano morreale)

La ragazza con la pistola

Una ragazza siciliana viene rapita e sedotta da un compaesano che, subito dopo, l’abbandona e fugge in Inghilterra. La ragazza si arma di pistola e lo segue, decisa a vendicare l’onore offeso. Primo ruolo brillante per Monica Vitti che si esibisce in una divertente caratterizzazione della ragazza siciliana. La sceneggiatura porta le firme di Luigi Magni (che in quello stesso anno esordirà nella regia con
Faustina
) e Rodolfo Sonego (abituale collaboratore di Alberto Sordi).
(andrea tagliacozzo)