Tutti possono arricchire tranne i poveri

: Due coniugi torinesi vincono una grossa somma al Totocalcio. L’improvvisa fortuna dà loro alla testa. Si trasferiscono a Montecarlo ed entrano nel giro dei nababbi, convinti ormai di farne parte. Dall’omonimo libro di Terzoli e Vaime, una banale commedia all’italiana, appena ravvivata dell’estro di Montesano.
(andrea tagliacozzo)

Peccatori di provincia

Alla morte del ricco genitore, la giovane Domitilla, una suora, eredita un’enorme fortuna. I parenti della ragazza tentano in tutti modi di entrare in possesso dell’ingente patrimonio, ma invano. Domitilla deciderà di lasciare tutto quanto al più piccolo e meno avido dei suoi congiunti, l’adolescente Aldo. Il lato peggiore della peggiore commedia all’italiana. In sintesi, un film di uno squallore sconcertante che non è nemmeno così spinto come vorrebbe far credere il titolo.
(andrea tagliacozzo)

Tutti a Squola

L’allora compagnia teatrale del «Bagaglino» al gran completo per una pseudosatira sulla contestazione studentesca. Un timido professore (Pippo Franco, in una delle sue peggiori interpretazioni) viene assegnato a un liceo dove la droga e la violenza sono all’ordine del giorno. Ricattato da due spacciatori, il poverino è costretto a smerciare stupefacenti nell’istituto. Un film che si può definire con tre semplici aggettivi: brutto, avvilente, insopportabile.
(andrea tagliacozzo)