Conta solo l’avvenire

Durante la prima guerra mondiale, un uomo, ridotto dalle ferite quasi a un relitto, lascia che si dia notizia della sua morte. Un valente chirurgo riesce a salvargli la vita, ma il reduce, tornato a casa dopo vent’anni del tutto trasformato nell’aspetto, scopre che la moglie si è risposata. Mediocre melodramma che si ricorda solo per le presenze di Orson Welles e di una piccolissima Natalie Wood, che all’epoca aveva solo otto anni.
(andrea tagliacozzo)

Accadde una notte

Ellie è una ricchissima ereditiera, viziata e bizzosa; Peter è un giornalista orgoglioso e cocciuto. La ragazza fugge dalla famiglia per sposare un improbabile fidanzato altrettanto ricco e viziato. A bordo di un autobus conosce Peter, e i due attraversano l’America rurale durante la Grande Depressione. Inutile dirlo, nasce una complicità che poi… Capolavoro riconosciuto di Frank Capra, uno dei pochi registi che negli anni Trenta poteva vantare di avere «il nome sopra il titolo». Vera e propria incetta di Oscar (cinque), con due attori nel pieno del fulgore. Celebrazione del patto sociale del New Deal, attraverso un viaggio iniziatico di una coppia di (futuri) sposi nel volto «autentico» dell’America. Monumento al self-made man americano e alla libertà di stampa. Ma anche inno a una sessualità interclassista e gioiosa, prima che le maglie del codice hollywoodiano di autocensura si stringano sui registi. Due scene su tutte: l’autostop di Claudette Colbert che mostra la giarrettiera e lo spogliarello di lei e Clark Gable in un motel, separati da una coperta denominata «Mura di Gerico». (francesco pitassio)

La signora di mezzanotte

A Montecarlo, una ballerina americana, avendo sperperato tutti i suoi averi al tavolo da gioco, è costretta a impegnare il suo guardaroba. Giunta a Parigi, la donna viene assoldata da un ricco signore allo scopo di sedurre un giovanotto che da tempo gli insidia la moglie. Una commedia sofisticata, divertente e spumeggiante, soprattutto per merito della strepitosa sceneggiatura di Billy Wilder e Charles Brackett (in quello stesso anno i due, assieme a Walter Reisch, avevano realizzato il copione di
Ninotchka
di Ernst Lubitsch). La regia di Mitchell Leisen – in origine uno scenografo – è raffinata, ma priva dell‘efficacia di un maestro come Lubitsch. Rifatto dallo stesso Leisen sei anni più tardi con il titolo
Mascherata in Messico
.
(andrea tagliacozzo)
.

Cleopatra

Questa opulenta versione della vicenda di Cleopatra firmata da DeMille è fedele all’ambientazione storica e si distingue come uno dei migliori film del regista, grazie soprattutto alle buone interpretazioni di tutti. Intrattenimento al top, con la fotografia (vincitrice dell’Oscar) di Victor Milner.

La più grande avventura

Girato da John Ford nello stesso anno del suo celeberrimo
Ombre rosse
, il film narra la grande epopea dell’indipendenza americana vista attraverso uno scorcio di vita familiare: i pionieri Gil (Fonda) e Lana (Colbert) sono costretti a fuggire di stato in stato per scampare agli assalti degli indiani alleati con gli inglesi. Uno dei migliori film del regista – il suo primo a colori – praticamente ineccepibile nello stile narrativo, allo stesso tempo spettacolore e intimista.
(andrea tagliacozzo)
.

Arrivederci in Francia

In Spagna, il pilota Tom Martin sta per essere fucilato dai franchisti, quando viene salvato dall’intervento di una giornalista americana che, spacciandosi per la moglie, convince il governatore a concedergli la grazia. Prima che venga scoperto l’inganno, il pilota e la reporter riescono a partire per Parigi. Una divertente commedia sofisticata travestita da film di propaganda (o viceversa), abilmente sceneggiata da Billy Wilder e Charles Brackett. Il soggetto, scritto invece da Benjamin Glazer e John S. Toldy, vinse un Oscar.
(andrea tagliacozzo)