Pranzo di Natale

Plurale femminile. È questa la formula di
Pranzo di Natale
di Danièle Thompson, servito a meraviglia da un trio femminile d’eccezione: Sabine Azéma, Emmanuelle Béart, Charlotte Gainsbourg. Tre sorelle, tre stili di vita, un bel po’ di complicazioni familiari e sentimentali, un solenne tacchino al tartufo preparato meticolosamente per il tradizionale pranzo natalizio, due genitori separati, l’amante della madre morto e una serie di rivelazioni clamorose che rimettono in gioco parentele e legami: in parole povere, una versione sofisticata di
Segreti e bugie
di Mike Leigh, con una serie di battute felici e memorabili, che, come spesso accade nelle commedie francesi di elegante livello medio, centrano il bersaglio. Alla fine, nel ritratto di famiglia allargata e in fieri, trionfa l’equilibrio: ognuno può contare su un partner imprevisto da collaudare, e nessuno cade nell’incesto. Colonna sonora doc, firmata da Michel Legrand.
(anton giulio mancino)

Asterix e Obelix: missione Cleopatra

Siamo nel 52 avanti Cristo e in seguito a una scommessa tra Cleopatra e Giulio Cesare, l’architetto Numerobis deve costruire un palazzo imperiale in tre mesi di tempo. Scoraggiato dall’impresa, l’egiziano si ricorda di un racconto di suo padre riguardo un druido gallo e di una pozione magica. Trovato il gallo e la pozione, Numerobis porta i suo nuovi amici in Egitto: Asterix, Obelix, Panoramix e il piccolo cagnolino Idefix. La pozione funziona e i lavori procedono a gonfie vele, fino a quando… Secondo episodio della serie ispirata ai fumetti francesi e rispetto al primo film la qualità migliora, anche perché era decisamente impossibile peggiorare. La svolta è stata quella di togliere spazio ai due beniamini, fortemente sotto tono, e di giocare più sul contrasto tra presente e passato, che a volte, con giochi di parole e gag, si mischiano. Non certo un capolavoro, ma divertente per i più piccoli. Per i grandi, invece, da non perdere una splendida Bellucci-Cleopatra e una Lenoir-Dammenukis, bellissima ancella della regina che fa perdere la testa ad Asterix. Per il resto poco altro. (andrea amato)

Concorrenza sleale

Roma, dalle parti del Vaticano, 1938. Accanto all’antica sartoria di Umberto Melchiorri apre il merciaio Leone Simeoni. Vende vestiti confezionati e dozzinali, ha uno stile spregiudicato, coi clienti ci sa fare. È ebreo. Col vicino è subito concorrenza spietata: ma quando gli effetti delle leggi razziali cominciano a farsi sentire, Umberto passa dalla parte giusta.

Fin dalle prime immagini (un bimbo che sembra tanto uno sceneggiatore fa un riassunto dello stato dei personaggi e dell’intera Italia nel 1938), il nuovo film di Scola materializza i peggiori timori della vigilia: didascalico, lento, farcito fino a scoppiare di zeppe narrative, dominato da due gigioni che rimangono altrettante macchiette. Si può capire l’indignazione e la voglia di comunicare alle giovani generazioni, ma tutto ciò non giustifica la demagogia (il fratello scemo e parassita che diventa fascista in quanto scemo e parassita) e la sciatteria (i personaggi si perdono per strada, e si ha l’impressione che interi blocchi narrativi siano stati rimossi all’ultimo momento). Il resto, a partire dal solito valzerino di Trovajoli, è risaputo. Ma lo spettatore, sebbene provato, sfotte pur sempre con dolore. Fa male pensare che il regista di questo film sia lo stesso del capolavoro
Una giornata particolare
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(emiliano morreale)

Il colonnello Chabert

Notevole film in costume, adattato da un romanzo di Balzac, sul tardivo ritorno di un ufficiale creduto morto nelle guerre napoleoniche e le conseguenze sulla cosiddetta vedova (che stava usando la sua eredità per aiutare la carriera del secondo marito). Ben recitato e con un buon montaggio, ma i costumi sono un po’ troppo inamidati; il regista Angelo, qui al suo esordio, è lo stimato direttore della fotografia di Tutte le mattine del mondo e di Un cuore in inverno. Julie Depardieu è la figlia di Gérard.

Cuori

Incrocio di vite di sette personaggi, diversi caratterialmente ma uniti nella ricerca della felicità. Nicole vive una crisi matrimoniale con il marito Dan ma nel frattempo cerca una nuova casa da condividere grazie all’aiuto dell’agente immobiliare Thierry che vive insieme alla sorella Gaelle. Questa è alla ricerca del vero amore sul Web e?

Stavisky il grande truffatore

Uno strano esperimento. Doveva essere un’operazione commerciale, che ripercorreva un celebre scandalo finanziario della Francia degli anni Trenta, e per giunta con un divo come Belmondo. Un film provocatoriamente classico e limpido, tutto dolly e carrelli, in anni dominati da zoom e macchine a mano. Ma in realtà è un’opera complicata e segreta, in cui i paralleli storici (Stavisky e Trotskij in esilio) e le premonizioni (l’Europa alle soglie della catastrofe, e Stavisky che ironicamente mostra «il re nudo») costituiscono dei rimandi misteriosi e paralleli. Alla fine ne risulta una riflessione sugli enigmi e le trappole della Storia, sulla Storia come truffa e inganno. Un intreccio di eventi e situazioni, un’atmosfera di tristezza e minaccia: un film che riesce a trasmettere, se non la tragedia della Storia, almeno la sua malinconia.
(emiliano morreale)