Da qui all’eternità

Adattamento sotto tono ma pur sempre vigoroso del romanzo di James Jones sulla vita in una base dell’esercito alle Hawaii poco prima di Pearl Harbor. Il racconto dell’attacco a sorpresa dei giapponesi mescola indimenticabili scene d’azione con veri filmati dei combattimenti. Magnifica la recitazione di tutto il cast, compreso Sinatra al suo “ritorno” nel ruolo dello sfortunato soldato Maggio. Otto Oscar, fra cui miglior film, regia, sceneggiatura (Daniel Taradash), fotografia (Burnett Guffey) e attori non protagonisti (Sinatra e la Reed) e altre cinque nomination. Rifatto nel 1979 come miniserie tv, che a sua volta diede origine a una breve serie.

La valle dei mohicani

In questo stupendo western torna ad affacciarsi lo scontro emblematico di razze, culture e prerogative violente. Randolph Scott, sulle tracce della moglie rapita dagli indiani, si imbatte in un’altra bianca, la signora Lowe. Riesce nell’impresa di riscattarla con lo scopo di restituirla al marito, la difende da alcuni banditi e quindi riparte per la sua caccia.
La centralità della famiglia, la donna perennemente in pericolo, le logiche di scambio elette a costante di rapporti interpersonali: le somiglianze di La valle dei mohicani con L’albero della vendetta vanno decisamente oltre la presenza canonica di Randolph Scott. Il film si ricorda anche per l’ampio respiro offerto dal Cinemascope, che in questa versione televisiva viene preservato, fortunatamente, nel formato originale. (anton giulio mancino)