Via col vento

Nel profondo Sud, durante la guerra di Secessione, la giovane Rossella s’innamora del cugino che però le preferisce la cugina Melania. Al termine del conflitto, Rossella sposa Rhett Butler, affascinante avventuriero, ma il matrimonio si rivela tutt’altro che tranquillo. Dall’omonimo romanzo di Margareth Mitchell, uno dei film più celebri della storia del cinema, mastodontico nel suo sfarzo scenografico, nell’impianto narrativo e nella sua interminabile lunghezza. Com’era prevedibile, si aggiudicò numerosi Oscar, tra i quali quelli per il film, la regia, l’attrice protagonista (Vivien Leigh) e quella non protagonista (Hattie McDaniel, la prima nera a conquistare il premio). Gable, invece, si vide soffiare lo statuetta da Robert Donat, candidato con
Addio Mr. Chips!.
(andrea tagliacozzo)
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Saratoga

L’ultimo film della Harlow — che morì durante la lavorazione — vede la presenza della sostituta Mary Dees in molte scene, ma risulta abbastanza buono, con Jean nel ruolo della nipote dell’allevatore di cavalli Barrymore e Gable in quello di un affascinante bookmaker.

La baia di Napoli

L’improvvisa morte del fratello chiama a Napoli un avvocato americano. L’uomo scopre che durante il lungo soggiorno italiano il congiunto ha avuto un figlio, ora affidato allo cure di una vivace ragazza del luogo. Commedia turistica piuttosto banale, interpretata da un Clark Gable, all’epoca sessantenne, ormai anzianotto per il ruolo del seduttore (l’attore morirà in quello stesso anno per un attacco di cuore).
(andrea tagliacozzo)

Accadde una notte

Ellie è una ricchissima ereditiera, viziata e bizzosa; Peter è un giornalista orgoglioso e cocciuto. La ragazza fugge dalla famiglia per sposare un improbabile fidanzato altrettanto ricco e viziato. A bordo di un autobus conosce Peter, e i due attraversano l’America rurale durante la Grande Depressione. Inutile dirlo, nasce una complicità che poi… Capolavoro riconosciuto di Frank Capra, uno dei pochi registi che negli anni Trenta poteva vantare di avere «il nome sopra il titolo». Vera e propria incetta di Oscar (cinque), con due attori nel pieno del fulgore. Celebrazione del patto sociale del New Deal, attraverso un viaggio iniziatico di una coppia di (futuri) sposi nel volto «autentico» dell’America. Monumento al self-made man americano e alla libertà di stampa. Ma anche inno a una sessualità interclassista e gioiosa, prima che le maglie del codice hollywoodiano di autocensura si stringano sui registi. Due scene su tutte: l’autostop di Claudette Colbert che mostra la giarrettiera e lo spogliarello di lei e Clark Gable in un motel, separati da una coperta denominata «Mura di Gerico». (francesco pitassio)

San Francisco

Intrattenimento di prima categoria con una produzione altamente sontuosa. Jeanette esagera un po’ nel ruolo di una bellezza di San Francisco, ma la musica, la prova di Tracy e la scena clou del terremoto sono ancora belle. In origine c’erano sequenze del Golden Gate Bridge in costruzione; altre immagini di San Francisco montate con ritmo furono cambiate in una successiva versione. Sceneggiatura di Anita Loos. Esiste anche in versione colorizzata al computer. Un Oscar e altre cinque nomination.

Le due strade

Due orfani crescono insieme, ma diventati adulti prendono strade diverse: uno diventa integerrimo magistrato, l’altro incallito delinquente. Si rincontrano grazie a una donna, della quale sono entrambi innamorati. Il film, piuttosto mediocre, riuscì a ottenere una notevole pubblicità da un fatto di cronaca: fu l’ultima pellicola vista dal gangster Dillinger prima di essere ucciso dagli uomini dell’FBI, all’uscita del cinema. (andrea tagliacozzo)

Controspionaggio

In Inghilterra, durante la seconda guerra mondiale, la giovane Carla Van Oven, vedova di un eroe della Resistenza olandese, viene addestrata da Deventer, un ufficiale dei servizi segreti. La donna torna poi in patria per una pericolosa missione. Il fallimento di alcune azioni militari viene attribuito all’operato di un collaborazionista. Deventer sospetta di Carla, ma il traditore è un altro. Il carisma dei due interpreti (per la quarta ed ultima volta assieme sullo schermo) e i paesaggi olandesi sono le uniche cose interessanti del film.
(andrea tagliacozzo)

Gli spostati

Nel deserto del Nevada, negli anni Sessanta, un vecchio cowboy cattura cavalli per una fabbrica di mangimi e vive una dolente storia d’amore con una donna che sta per divorziare. Da una sceneggiatura di Arthur Miller, il grande avventuriero cinico Huston trae un’elegia dell’avventura defunta, della decadenza e dell’eroismo nonostante tutto. Film di loser, di perdenti tanto perdenti da essere già cadaveri,
The Misfits
ha il suo punto debole proprio nei dialoghi di Miller, letterari e decadenti. Ma Huston è in gran vena, e fa un western moderno sommesso, lento e melodrammatico. I mustang nel deserto sono insieme epici e spettrali, il bianco e nero di Russell Metty abbagliante. Soprattutto, insuperabile il cast: per Clark Gable e Marilyn Monroe è l’ultima apparizione sullo schermo, Clift ha un’aria sofferente (si dice che proprio nel deserto del Nevada, luogo di esperimenti atomici, abbia contratto il male che qualche anno dopo lo ucciderà).
(emiliano morreale)

Caino e Adele

Un pubblicitario organizza una finta storia d’amore fra una stella di Broadway (Davies, fuori parte) e un campione dei pesi massimi (Gable), che si detestano reciprocamente. I numeri e una produzione gigantesca non aggiungono nulla a una trama scontata, salvata in qualche modo dalle briose battute degli attori di contorno. Una nomination agli Oscar.

10 in amore

Jim Gannon, esperto capo cronista di un grande giornale, non perde occasione per ironizzare sui corsi universitari di giornalismo. Deciso a divertirsi alle spalle di una giovane insegnante, il giornalista comincia frequentare le lezioni della ragazza. Commediola non troppo originale, ma interpretata con sufficiente brio da Clark Gable e Doris Day. Singolare la grande differenza d’età tra i due: lui all’epoca aveva cinquantasei anni, mentre lei ne aveva ventitré in meno.
(andrea tagliacozzo)