The Libertine

Inghilterra, fine XVII secolo. Carlo II (John Malkovich) è un monarca autoritario ma incline alle arti in voga nelle corti europee di allora: la danza, il canto e il teatro. Mentre il regno è in lotta con il sempre più potente parlamento, il re richiama a corte il Conte di Rochester (Johnny Depp), libertino, illustre poeta e artista maledetto, in precedenza espulso da Londra per oltraggio al re. Eccellente scrittore di poesie, amante smodato del teatro, autore di versetti osceni e pungenti, alcolizzato, e ossessionato dal sesso e dalla perversione che impazzano a corte, John Wilmot, questo il suo vero nome, torna alla lugubre e fangosa Londra, felice di potersi dedicare ai suoi passatempi prediletti: le donne, l’alcool e il teatro. Il re gli affida la composizione di una piéce teatrale in occasione della visita di un ministro francese ma il conte, in pieno delirio estatico, mette in scena un monologo sulla vagina e sul pene. Costretto alla latitanza, gravemente malato di sifilide, si converte a Dio e dopo aver prestato soccorso al re detronizzato, muore glorificato da un’opera teatrale interamente dedicata alla sua vita.