Domani accadrà

Verso la metà dell’Ottocento, Edo e Lupo, due butteri maremmani, tentano una rapina ma falliscono miseramente e si danno alla fuga. Vagabondano per le campagne della Toscana fino a quando i due arrivano alle porte di uno strano castello. Esordio alla regia di Daniele Lucchetti, non felicissimo, nonostante l’occhio vigile del produttore Nanni Moretti. Interessante, comunque, l’ambientazione della Maremma riletta quasi in chiave western.
(andrea tagliacozzo)

Farfallon

Curiosa (ma non del tutto riuscita) parodia di
Papillon
, il film di Franklin J. Schaffner campione d’incassi nel 1973. Farfallon, un pasticciere siciliano condannato al carcere per aver tentato d’uccidere la moglie, tenta più volte la fuga deciso a portare a termine il delitto.
(andrea tagliacozzo)

Kaos

Il film, ispirato alle
Novelle per un anno
di Luigi Pirandello, è composto da cinque episodi (
L’altro figlio, Mal di Luna, La giara, Requiem ed Epilogo
), uniti fra loro dal volo di un corvo. L’uccello è conteso da un gruppo di contadini, finché uno di essi, legato al collo del volatile un campanello, gli rende la libertà. Ben girato, ai limiti del calligrafico, ma l’approccio intellettuale ai racconti di Pirandello non giova al film. Eccellente, comunque, l’episodio tratto da
La giara
interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
(andrea tagliacozzo)

Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio

Omaggio della coppia Ciprì e Maresco alla Sicilia cinematografica, attraverso le vicende di un’altra celebre coppia cinematografica quella dei comici Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Diversamente dalle loro pellicole precedenti, si tratta di un docu-fiction con tutti i crismi sugli esordi, la carriera fino agli ultimi giorni di Francesco Benenato e Francesco Ingrassia, nomi di battesimo dei due attori protagonisti di un’infinità di pellicole negli anni ’70 e ’80. Tuttavia, sembra che gli autori abbiano un pò smarrito la vena dissacrante e grottesca che aveva contraddistinto i primi lavori. Del film, il critico e giornalista Goffredo Fofi ebbe a dire: “La parodia di una finta opera d’arte è migliore dell’originale. Per questo ‘Ultimo tango a Zagarolo’ è più bello di ‘Ultimo tango a Parigi’…”.

Amarcord

Uno dei film di Fellini che più hanno subito l’apprezzamento midcult, la celebrazione televisiva, la mitizzazione volgare (e il quarto Oscar). Ma
Amarcord
non è un film gentile; è anzi uno dei film più antropologicamente profondi, più gaddianamente atroci sugli italiani e il fascismo. C’è la poesia, certo, c’è Tonino Guerra e ci sono i matti, c’è il trascorrere delle stagioni che scandisce il film (dalla fine dell’inverno con l’arrivo delle manine, alla Gradisca che si sposa e se ne va alla fine dell’estate); ma c’è un gusto parodico spinto al grottesco che seppellisce anche la commedia all’italiana: la famiglia, gli insegnanti, il sesso… L’elegia dell’inizio, corretta a dosi massicce di ferocia, si rivela per quello che è, un’elegia funebre. Il set mentale di
Amarcord
è meno notturno di quelli di Toby Dammit o di Satyricon, ma non è meno artificiale e ossessivo.
Amarcord
è innanzi tutto un film disperatamente italiano, anche se gente come Vincenzo Mollica non lo ammetterà mai.
(emiliano morreale)

Capriccio all’italiana

Film a episodi, l’ultimo girato da Totò prima della scomparsa avvenuta il 15 aprile del 1967. Il principe della risata compare in due dei sei segmenti: nel primo (diretto da Steno) è un anziano signore che rapa a zero i capelloni; nel secondo (diretto da Pasolini) è una marionetta che recita l’Otello in un teatrino popolare. La pellicola si ricorda soprattutto per quest’ultimo episodio, il più personale e poetico, mentre gli altri sono piuttosto trascurabili. (andrea tagliacozzo)

Don Chisciotte e Sancio Panza

Desideroso di emulare le nobili gesta dei cavalieri erranti, Don Chisciotte della Mancia parte in cerca di avventure accompagnato dall’inseparabile scudiero Sancio Panza. Con tutti i suoi limiti, il film risulta comunque tra i lavori più curati della celebre coppia di comici siciliani; più un affettuoso omaggio che una satira del celebre romanzo di Cervantes.
(andrea tagliacozzo)