Il fiore del mio segreto

Una donna di mezza età (Paredes), un tempo felice e scrittrice di successo, sembra soffrire un esaurimento. Il suo lavoro e il suo matrimonio (con un marito stratega militare spesso assente) non significano più nulla e deve imparare di nuovo a godere delle gioie della vita. Un ritratto più nitido e più cupo del solito per Almod&Aelig;var — anche se non privo di fiammate farsesche — che sembra stranamente ricordare le collaborazioni fra Douglas Sirk e Jane Wyman nella Hollywood degli anni Cinquanta.

Aquamarine

Due ragazzine dodicenni trascorrono i loro pomeriggi nella piscina di un club situato a due passi da casa. Dopo un violento temporale scoprono che nella piscina si è insediata niente meno che una sirena. Le due ragazze entrano in confidenza con lei e l’aiuteranno a conquistare il bel proprietario del bar del club.

Innocua commedia per ragazzine ai primi bollori, mixa La Sirenetta e Baywatch, con memorie di Splash e una punta di malizia erotica non necessariamente etero.

Volver

Un film di Pedro Almodóvar

Volver. Un altro film al femminile ambientato nella Spagna rurale. Tra dramma e commedia, iperrealismo e sogno, con almeno due personaggi femminili che sarà difficile dimenticare, interpretati da Penélope Cruz e Carmen Maura. «La cosa più difficile nei miei film è scrivere la sinossi», ha detto il regista spagnolo presentando il suo film a Cannes.

I temi sono quelli tradizionali dell’universo almodovariano (superiorità femminile, solidarietà di classe e di sesso, inutilità del maschio per costruire un nucleo familiare) però distillati con maestria. Il film affronta le storie dei suoi personaggi “dal fondo”, per far emergere pian piano dal passato (“volver” dice il titolo, cioè tornare) le ragioni dei loro comportamenti, delle loro paure e nevrosi. Senza le provocazioni folcloristiche di alcuni lavori precedenti, ma con la consapevolezza che la giostra della vita è più ironica e sorprendente di ogni immaginazione.

Penélope Cruz protagonista

Il ruolo della protagonista inscrive definitivamente  la Cruz all’interno del parco muse del cinema, qui, in Volver, borderline senza mai perdere una goccia del suo fascino e della sua dolcezza. Idea subdola e intelligente, quella di Almodòvar di introdurre nel cast Carmen Maura (Irene), già protagonista dei film del regista spagnolo degli anni ’80: un ritorno dal mondo dei morti che aggiunge suspense e un tocco di gotico alla successione degli eventi narrati. Il paradossale buon umore del suo personaggio è un tocco surreale che si inserisce nel film con grande armonia.

Premio per la sceneggiatura e Prix d’interprétation féminine per il cast femminile (oltre a Penelope Cruz e a Carmen Maura, alle straordinarie Lola Dueñas, Chus Lampreave Blanca Portillo, Yohana Coboal.

Donne sull’orlo di una crisi di nervi

Una doppiatrice cinematografica, abbandonata da un collega con cui convive, ospita un’amica ricercata dalla polizia. Contemporaneamente, riceve la visita della moglie dell’ex amante, seriamente intenzionata a uccidere il marito. Candidata all’Oscar 1988 come miglior film straniero, una scatenata commedia che si fa apprezzare sia per il brio della realizzazione che per l’estroso gusto visivo. Grande (e meritato) successo di critica e di pubblico. (andrea tagliacozzo)