Bebé mania

Duffy è un disegnatore di fumetti di grande successo. Nonostante mille tentativi, sua moglie Meg non riesce a dargli un figlio. Per questa, e altre ragioni, il loro matrimonio si va rapidamente deteriorando. Duffy si unisce a una ragazza molto più giovane di lui che, dopo un breve periodo di convivenza, rimane incinta. Prevedibile commedia di sentimenti, tenuta in piedi dalla presenza di Gene Wilder e dall’ottima prova della solare Mary Stuart Masterson.
(andrea tagliacozzo)

Di chi è la mia vita?

Un celebre scultore, vittima di un incidente stradale, rimane completamente paralizzato. Non potendo più usare le mani per il suo lavoro e sentendosi un essere ormai inutile, chiede ai dottori di lasciarlo morire. Al rifiuto di questi, l’artista decide di rivolgersi al tribunale. Un film non banale sul tema dell’eutanasia, interpretato da uno straordinario Richard Dreyfuss. L’attore tornerà a lavorare con Badham nell’87 in Sorveglianza… speciale . (andrea tagliacozzo)

Vivere in fuga

Da quindici anni, una coppia sposata, assieme ai due figli adolescenti, vive nella clandestinità per aver compiuto un attentato ai danni di una fabbrica di napalm durante gli anni del Vietnam. Costretto a trasferirsi da uno Stato all’altro con i genitori, il maggiore dei due ragazzi, pianista di grande talento, si vede preclusa una carriera altrimenti assicurata. Ben diretto dal veterano Sidney Lumet, in una delle sue ultime prove convincenti (dopo flop come
Il mattino dopo
e
Power
). Da brivido l’interpretazione del compianto River Phoenix, che venne candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Swing Shift – Tempo di swing

Tentativo fallito di creare una storia di fantasia basata sulla reale esperienza delle casalinghe che diventarono operaie in fabbrica durante la seconda guerra mondiale. Tutte le donne sono interessanti (specialmente la Lahti, in una performance meravigliosa), ma gli uomini non sono profondi e definiti male, e di conseguenza lo è anche il film. La sceneggiatura è accreditata a “Rob Morton”, pseudonimo che cela diversi bravi autori; si dice che mezz’ora del film sia stata girata da un altro regista su insistenza della Hawn, anche produttrice. Una nominatio agli Oscar.

Un medico, un uomo

Jack McKee è un valente chirurgo, ma si comporta in modo cinico e quasi sprezzante con i suoi pazienti. Quando scopre di avere un tumore alla gola la prospettiva improvvisamente cambia e il medico si rende conto di quanto sia difficile la condizione del malato. Le buone prove di William Hurt ed Elizabeth Perkins e una sceneggiatura ben calibrata evitano che il film scivoli sul patetico. Randa Haines aveva diretto con successo il protagonista in
Figli di un dio minore
.
(andrea tagliacozzo)