California Skate

Un sedicenne irrequieto e perdigiorno, amante dello skateboard, sospetta che il fratello, apparentemente morto suicida, sia stato in realtà assassinato. Snobbato dalla polizia, il ragazzo indaga per suo conto. A metà tra il film giovanilistico e l’action-movie, ma poco riuscito su entrambi i fronti. (andrea tagliacozzo)

Qualcuno da amare

Storia romantica di due adulti con vari problemi. La cameriera Tomei non sembra avere un fidanzato, mentre il timido aiuto cameriere Slater è un ragazzo ben intenzionato e orfano con un disturbo cardiaco. La solida produzione e le buone interpretazioni (specialmente da parte dei due protagonisti) permettono di compensare il lato più commovente della storia. Film sicuramente gradito ai romantici di ogni età.

I racconti del gatto nero

Ispirato alla serie televisiva
The Tales From the Darkside
. Un bambino, catturato da una sconosciuta che vorrebbe cucinarselo, prende tempo raccontando alla donna tre storie dell’orrore: la prima ha per protagonista una mummia riportata in vita da uno studente; la seconda un gatto nero dotato di poteri soprannaturali; la terza un demone di pietra. Quest’ultimo episodio è il migliore del film, un horror di discreta fattura anche se non troppo originale. Buona anche la seconda storia, ben sceneggiata da George Romero da un racconto di Stephen King.
(andrea tagliacozzo)

Nome in codice: Broken Arrow

Un action movie straordinariamente stupido su un pilota della Air Force, addetto alla sicurezza nazionale, e dotato di un equipaggiamento super tecnologico, che decide di far precipitare un aereo americano in mezzo allo Utah, custodendone l’armamento nucleare per il riscatto. Ma non ha tenuto conto del giovane co-pilota (Slater) e di un ranger (Mathis) che si è unito a quello nel tentativo di ostacolarlo. Carico degli effetti speciali che ci si aspetterebbe in un film d’azione di Woo, ma il cattivo sopra le righe di Travolta è monotono, e la continuità dell’azione, oltre che la sua credibilità, inesistente. Doveva proprio essere così insulso?

Robin Hood principe dei ladri

Dopo aver lungamente combattuto in Terra Santa, Robin Hood riesce a fuggire da una prigione araba e torna in Inghilterra assieme a un guerriero saraceno, suo nuovo amico. Assente re Riccardo, il Paese è finito nelle mani dei normanni capeggiati dall’infido sceriffo di Nottingham. La più improbabile delle avventure del celebre arciere di Sherwood, con un Kevin Costner simpatico ribelle, ma decisamente troppo americano e moderno per calarsi nel ruolo. La spumeggiante regia di Kevin Reynolds e la divertente interpretazione di Alan Rickman riscattano un film spettacolare ma minato da una sceneggiatura (di Pen Densham e John Watson) che spesso rasenta la stupidità. (andrea tagliacozzo)

Schegge di follia

Veronica, allieva in un liceo di Westerburgh, forma un insolito quartetto assieme a tre ragazze di nome Heather. Timida e remissiva, la giovane odia le altre tre compagne, dispotiche e malvage, che la costringono a bravate di ogni genere. Le cose cambiano con l’arrivo nell’istituto dell’aggressivo e anarcoide Jason. Piccolo
cult movie
giovanilistico che non manca di intuizioni felici, anche se non di rado gli capita di scadere nel volgare. Con questa
black comedy
il regista Michael Lehmann, al suo esordio, mostra un talento non comune e uno stile personale anarcoide e corrosivo che in seguito si rivelerà poco adatto ai meccanismi hollywoodiani (è il caso dell’incredibile e immeritato flop di
Hudson Hawk
, che quasi gli ha stroncato la carriera). Peccato per il finale un po’ moralista e consolatorio. Bravi la Ryder e Christian Slater (in un personaggio non lontano da quello che interpreterà nel successivo
Pump Up The Volume
).
(andrea tagliacozzo)

Windtalkers

Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcuni indiani Navajo vengono reclutati tra le fila dei marine, impiegati dall’esercito per comunicare fra i vari reparti in codice usando la lingua nativa. A ogni Navajo è assegnato una sorta di guardia del corpo, incaricata di proteggere il codice, anche a costo, in caso di cattura da parte del nemico, di uccidere il soldato pellerossa. Sopravvissuto per miracolo a una dura battaglia nelle Isole Salomon, Joe Enders riceve l’incarico di seguire come un’ombra il soldato indiano Ben Yahzee. Dato l’incarico e i rischi che questo comporta, Joe, che si è fino a ora dimostrato un marine ligio al dovere, vorrebbe evitare di stringere amicizia con la recluta Navajo. Ma gli avvenimenti lo costringeranno a cambiare idea. Windtalkers è un brutale dramma bellico, in cui confluiscono alcuni temi cari a John Woo, primi fra tutti la vocazione più o meno consapevole all’eroismo – meno cavalleresco che in altre occasioni, venendo stavolta a mancare il rispetto per il nemico, praticamente invisibile o quasi – e l’amicizia virile. Il regista di Hong Kong aveva già affrontato il genere bellico, seppur in una prospettiva completamente diversa, in altre due occasioni: nel 1983 con Heroes Shed No Tears (il film venne poi distribuito tre anni più tardi con il titolo Sunset Warriors) e nel 1990 in uno dei suoi lavori più ispirati, l’epico Bullet in the Head. Il risultato questa volta è tutt’altro che perfetto, specialmente nella prima parte, a causa della zoppicante sceneggiatura di John Rice e Joe Batteer, pronti a mettere nel calderone ogni luogo comune del genere. Il film migliora nella seconda metà in cui Woo si concentra nel complesso rapporto tra Joe e Ben, sulle radici culturali e religiose dei Navajo (con esiti suggestivi, senza fortunatamente ricorrere a prevedibili stereotipi) e in alcune eccellenti (se non proprio memorabili) sequenze d’azione, la maggior parte delle quali d’inaudita violenza (in particolare nei corpo a corpo). Su tutto aleggia come al solito la spiritualità del regista, da sempre affascinato dal doloroso calvario (con l’inevitabile immolazione dell’eroe) di stampo prettamente cristiano. (andrea tagliacozzo)

Il nome della rosa

Un film quantomeno insolito, basato sul best-seller di Umberto Eco, che pone un monaco stile Sherlock Holmes (Connery) nel bel mezzo di una misteriosa abbazia italiana durante l’Inquisizione del XIII secolo. Troppo provocatorio per poterlo liquidare, troppo baracconesco per poterlo godere interamente, tenuto a galla in buona misura dalla carismatica performance di Connery.

Intervista col vampiro

Intervista col vampiro

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV trio
Kirsten Dunst, Brad Pitt e Tom Cruise in una scena del film

Tratto dall’omonimo romanzo di Anne Rice, Intervista col vampiro è un film del 1994 diretto da Neil Jordan. Il protagonista, Louis de Pointe du Lac (Brad Pitt) è un vampiro che ha deciso di raccontare la propria vita a un giornalista, Daniel Malloy (Christian Slater). Per farlo, la creatura torna indietro fino al 1791, anno di inizio della sua nuova vita. Tra ricordi di viaggi e di eventi dolorosi, il vampiro spiega cosa significa vivere del sangue umano ed essere immortale. Un racconto, quindi, che attraversa ben tre secoli, a ridosso dell’arrivo del nuovo millennio.

Attenzione: il film, a causa dei suoi contenuti, è vietato ai minori di 14 anni.

Accoglienza

mame cinema INTERVISTA COL VAMPIRO - STASERA IN TV brad e antonio
Brad Pitt e Antonio Banderas in una scena del film

La pellicola fu un clamoroso successo al botteghino, affermandosi dunque come uno dei migliori film del proprio genere. Gli incassi superarono grandemente il budget di 60 milioni di dollari, arrivando a ottenere oltre 230 milioni di dollari.

Il film fu candidato a numerosi premi Oscar e Golden Globe, ma vinse solamente due riconoscimenti MTV Awards (per l’interpretazione di Brad Pitt e Kirsten Dunst) e il Premio Blockbuster a Tom Cruise come migliore attore in un thriller/horror.

Curiosità

  • Inizialmente, il giornalista doveva essere interpretato da River Phoenix, il quale purtroppo morì quattro settimane prima dell’inizio delle riprese.
  • L’attore che rimpiazzò Phoenix, Christian Slater, volle donare tutto il suo stipendio alle organizzazioni di beneficenza predilette dal collega defunto.
  • Nei titoli di coda c’è una dedica a River Phoenix.
  • Nel film, inoltre, debuttò l’attrice italiana Domiziana Giordano nel ruolo di Madeleine, oltre alla giovane Kirsten Dunst.
  • Brad Pitt e Tom Cruise vinsero il premio “peggiore coppia“, conferito dai Razzie Awards del 1995.