Asilo di polizia

Avendo fallito con i più disparati mestieri, Donald decide di intraprendere la professione di investigatore privato e diventa allievo di uno strambo detective, Paul Miller. Dopo varie peripezie, i due, quasi per caso, si ritrovano in un complicato intrigo tra bande mafiose. Scialbo filmetto sul filone demenziale, coprodotto con gli Stati Uniti. I protagonisti, David Lansdberg e Loryn Dreyfuss, sono anche autori della sceneggiatura assieme al regista del film, Filippo Ottoni.
(andrea tagliacozzo)

Sapore di mare

Negli anni Sessanta, i fratelli Paolo e Marina, in vacanza in Versilia, entrano a far parte di un affiatato gruppo di coetanei. Ma l’estate, scandita dalle canzoni e dagli inevitabili filarini amorosi, passa in fretta. Film prevedibile, quasi quanto la colonna sonora infarcita di successi dell’epoca, ma di grande successo. Eppure, nonostante la mediocrità regni sovrana, risulta tutto sommato sopportabile, specie se confrontato ai successivi film dei Vanzina come Via Montenapoleone o Miliardi . Nel 1983, verrà realizzato un ideale seguito di questa pellicola con il titolo Sapore di mare 2 , un anno dopo, per la regia di Bruno Cortini. (andrea tagliacozzo)

Natale a Miami

Giorgio, abbandonato e tradito da sua moglie Daniela, parte con l’amico Mario alla volta di Miami in Florida. Dopo poco scopre che è proprio l’amico ad essere l’amante della moglie. Per vendicarsi cede alle lusinghe di Stella, la giovane figlia di Mario, da sempre invaghita di lui.

I pompieri

Alcuni giovani di leva e qualche elemento più attempato formano la squadra numero 17 del corpo dei Vigili del fuoco di Roma. Sono in cinque, imbranatissimi, e, per la disperazione del loro comandante, durante le esercitazioni ne combinano di tutti i colori. Un’accozzaglia di vecchi e nuovi comici costituiscono, invece, il cast di questo filmetto senza pretese. Mediocre, come al solito, la regia di Neri Parenti.
(andrea tagliacozzo)

Viuuulentemente… mia

Un poliziotto riesce a gabbare una finanziera, resistendo in modo impeccabile ai suoi corteggiamenti. Ma, come premio, viene trasferito in Barbagia. Buon per lui, ci sarà però un lieto fine. Purtroppo niente di simile a Eccezzziunale…veramente. Si salva Abatantuono, che in pratica ripete sempre le sue gag. Un film che, non avendo nulla da dire, non poteva far altro che riuscire noioso dal primo all’ultimo minuto.

Natale a Rio

Fabio (Fabio De Luigi) è innamorato della collega Linda (Michelle Hunziker), ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. A causa di uno scambio di indirizzi elettronici, Fabio pensa che Linda lo abbia invitato a passare con lei le vacanze di Natale in Brasile. Arrivato in aeroporto, si accorge dell’equivoco: Linda stain realtà partendo con il suo fidanzato segreto Gianni (Paolo Conticini)per il Brasile. Non potendo più tirarsi indietro, Fabio è costretto a partire come terzo incomodo. Una volta arrivati a destinazione, Gianni cade in tentazione e si lancia in un avventura amorosa con una bella brasiliana. Scoperto da Linda, viene immediatamente scaricato. La ragazza non vuole tuttavia rivelare al padre di essere stata nuovamente presa in giro da un uomo e chiede a Fabio di fingere di essere il suo futuro marito. Fabio non può crederci e mette in atto ogni stratagemma per prolungare la finzione. Ma il ritorno di Gianni è all’orizzonte. Paolo (Christian De Sica) e Mario (Massimo Ghini), due divorziati cinquantenni, hanno organizzato una vacanza lussuosissima a Rio de Janeiro per le feste di Natale. Ignorano, tuttavia, che i loro figli Piero (Ludovico Fremont) e Marco (Emanuele Propizio) hanno prenotato un viaggio low-cost per la stessa destinazione. A causa dell’omonimia tra padri e figli, le due vacanze vengono scambiate, così mentre i figli si godono ville di lusso e auto superaccessoriate, i padri finiscono in un comico vagabondare, tra ostelli pulciosi e auto sgangherate, per le strade più malfamate di Rio.

Amici miei- Come tutto ebbe inizio

Continua la saga di “Amici Miei”, ma le avventure della compagnia di “toscanacci” si spostano questa volta nella Firenze della fine del 400, alla corte di Lorenzo De Medici.

Duccio (Michele Placido), Cecco (Giorgio Panariello), Jacopo (Paolo Hendel), Manfredo (Massimo Ghini) e Filippo (Christian De Sica) sono protagonisti di scherzi e vicende vissute nell’intento di prolungare lo stato felice della giovinezza e fuggire dalle responsabilità della vita adulta. Neanche la peste li fa desistere dalle loro “zingarate”.

Anzi quella drammatica situazione pare la pù fertile per agire liberi ed indisturbati e dare seguito ai loro scherzi. Una città rinchiusa e spaventata è infatti l’ideale per far cadere dei malcapitati nelle beffe ordite dai cinque amici per esorcizzare la paura della morte con la vita. E quando, dopo l’ultima beffa ai danni del legnaiolo ed eroe del calcio in costume Alderighi (Massimo Ceccherini), sembrano scarseggiare le vittime, perchè non prendere di mira a sua insaputa proprio uno di loro?

E’ così che Cecco diventa oggetto di una memorabile bravata dei goliardici amici. Bravata in cui giocherà la sua parte anche Lorenzo il Magnifico in persona (Alessandro Benvenuti).

Borotalco

Sergio Benvenuti, imbranato rappresentante di enciclopedie musicali, contatta una sua più brava collega per imparare i rudimenti del mestiere. Quando la ragazza, che non l’ha mai visto, si presenta all’appuntamento, Sergio finge di essere un altro e si atteggia a playboy con l’intento di conquistarla. Terza regia di Carlo Verdone, ancora piuttosto inesperto, ma senza le pretese dei film successivi. L’attore confeziona una commedia gradevole, ma tutt’altro che originale. (andrea tagliacozzo)

Natale in crociera

Il Natale si avvicina e Paolo (Christian De Sica), un affermato professionista, ha progettato di spedire la moglie Francesca (Nancy Brilli) e il figlio in vacanza sulla neve per potersi dedicare completamente alla sua amante Magda (Aida Yespica). Le cose si complicano quando suo cognato Felice (Alessandro Siani) tenta il suicidio dopo una delusione amorosa. Paolo però vede proprio nelle sofferenze del cognato la soluzione ai suoi problemi così si offre di accompagnarlo in vacanza per distrarlo dalle pene amorose: in realtà il suo progetto è di abbandonarlo al suo destino e spassarsela con l’amante, alla quale prospetta a sua volta una splendida crociera ai Caraibi, scordandosi di menzionare la presenza del cognato.

Faccione

Daniela, una ragazza paffutella ma vivace che lavora in una galleria d’arte, aspetta un bambino da Mubu, un musicista senegalese. Ma l’uomo, ignaro, si trova a Napoli per una scrittura. Intanto, la giovane ospita nel suo appartamento Michele, elettricista con aspirazioni d’attore. Poco riuscito ma tutto sommato dignitoso esordio di Christian De Sica dietro alla macchina da presa (in seguito farà sempre peggio), completamente al servizio di un’interprete modesta ma dotata di un’innata simpatia. (andrea tagliacozzo)

Fratelli d’Italia

Il filo conduttore del film, diviso in tre episodi, è un’automobile a noleggio utilizzata nell’arco di tre giorni da altrettanti clienti: da un commesso romano che, spacciandosi per il figlio di un noto industriale, trascorre un week-end in compagnia di numerosi vip; da un giovane impiegato che vorrebbe portarsi a letto la moglie del principale; da un ragioniere, milanese e milanista, che, incautamente, dà un passaggio a due scalmanati tifosi romanisti. L’unico spunto realmente divertente (si fa per dire…) viene da quest’ultimo episodio, con un Massimo Boldi impegnato in un’improbabile imitazione del dialetto romanesco.
(andrea tagliacozzo)

Missione eroica – I pompieri 2

Una squadra di pompieri, formata da cinque imbranatissimi elementi, combina l’ennesimo pasticcio. I responsabili della caserma decidono di ricorrere ai ripari. I cinque vengono quindi affidati ad un istruttore fatto arrivare apposta dall’America. Questi si dimostra non meno folle dei suoi nuovi allievi. Regia migliore e più curata rispetto all’episodio precedente diretto da Neri Parenti, ma le trovate comiche sono comunque risapute e poco divertenti. (andrea tagliacozzo)

Natale in India

Il plurindagato faccendiere romano Fabio Detassis cerca in tutti i modi di liberarsi dalla marcatura di Enrico Paci, l’integerrimo magistrato incaricato di indagare sulle sua malefatte. Partito per una vacanza in India in compagnia della moglie e del figlio, vi incontra proprio il rivale, salutista e appassionato di yoga, anch’egli in compagnia del figlio. Raggiunto dal suo avvocato con fidanzata al seguito, incontra sulla sua strada anche due saltimbanchi e un rapper accompagnato dal suo manager. E un dubbio lo assale: come mai suo figlio è onesto e gentile mentre il figlio del magistrato è un pigro mascalzone? La sua memoria torna allora a sedici anni prima, allorché la clinica in cui nacque suo figlio fu colpita da un improvviso black out…

Che bello sarebbe stato, almeno quest’anno, ridere di gusto delle battute di Christian De Sica e vedere la strepitosa mimica di Boldi caratterizzare una macchietta diversa dal solito. O appassionarsi, almeno un po’, alla storia raccontata da Neri Parenti. Niente di tutto questo. Nonostante il grande successo di pubblico fatto registrare durante il primo weekend di programmazione, l’immancabile film-panettone del trio Boldi-De Sica-Parenti si regge su spunti a dir poco esili, scaturiti dalla scarsa vena dello stesso regista e dei cosceneggiatori Fausto Brizzi, Lorenzo De Luca e Marco Martani. Si ride a denti stretti, ma solo a tratti, grazie a battute di una banalità sconcertante che fortunatamente si succedono a buon ritmo, permettendo a un lazzo di De Sica di far dimenticare il precedente frizzo di Boldi (e viceversa). Ma i due campioni del botteghino non sono i peggiori fra i membri del cast assemblato da Parenti. I Fichi d’India ripetono se stessi fino alla nausea, tanto che persino i loro personaggi si chiamano Max e Bruno, proprio come chi li interpreta. Enzo Salvi è un rapper tanto fastidioso quanto scontato nella sua caratterizzazione, così come l’avvocato napoletano interpretato da Biagio Izzo. Forse tra vent’anni diventerà un film di culto, come sembra stia accadendo al suo «antenato»
Vacanze di Natale.
Oggi
Natale in India
è solo un brutto film.
(maurizio zoja)

Bordella

Il segretario di Stato americano Kissinger, idolo dalle donne, annuncia una sua iniziativa: intende fondare un’azienda multinazionale che produca e distribuisca sesso e felicità. Un suo emissario di origini sicule fa un sopralluogo a Milano per sondare il terreno e avviare una casa di tolleranza di cui possano fruire le signore milanesi, che accolgono l’idea con entusiasmo. Film mediocre: una commedia all’italiana piuttosto scollacciata e con ambizioni (rimaste tali) di ritrarre la confusione di una società in via di cambiamento.

Yuppies – I giovani di successo

Un notaio, un dentista, un pubblicitario e un rivenditore d’auto, con il mito dei soldi, del potere, della fama, delle belle donne e, ovviamente, di Gianni Agnelli, tengono banco per oltre un’ora. Uno dei film più brutti e volgari del cinema italiano.

Natale in Sudafrica

Carlo (CHRISTIAN DE SICA) è in vacanza in Sudafrica con l’amata Susanna (BARBARA TABITA), la sua seconda moglie. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando, per uno strano scherzo del destino, incontra il fratello minore Giorgio (MAX TORTORA) in compagnia della moglie Marta (SERENZA AUTIERI). Tra i due non corre buon sangue: in passato sono stati soci in affari ma Giorgio ha truffato il fratello portandogli via il patrimonio e la moglie. Carlo però ha saputo risalire la china e, grazie anche all’amore di Susanna e all’incontro con un nuovo giovane socio, è riuscito a dimenticare la sua ex e a ritornare ricco come prima, anzi molto di più. La cosa sorprende Giorgio e ancora di più Marta che si convince di avere scelto il fratello sbagliato. Giorgio al contrario di Carlo è, infatti, riuscito a dilapidare il patrimonio che aveva scippato al fratello. Tuttavia un’amara sorpresa attende Carlo che, al suo rientro in albergo, scopre di essere stato ancora una volta pugnalato alle spalle e lasciato in bolletta dal nuovo socio. Senza più un soldo per pagare il conto del lussuoso albergo, lui e Susanna sono costretti a fuggire di nascosto dall’hotel e a trasferirsi in una bettola. Ma sia Carlo che Giorgio sono intenzionati a recuperare le fortune perdute ed entrambi iniziano ad escogitare una serie di stratagemmi per cercare di truffarsi a vicenda. Galeotto sarà un viaggio attraverso la Savana…

Massimo Rischio (Massimo Ghini) è un noto chirurgo ed è amico di vecchia data di Ligabue, detto Bue, (Giorgio Panariello), un ricco macellaio toscano. I due decidono di regalarsi per Natale una vacanza-safari nella Savana per partecipare alla leggendaria caccia grossa insieme ai loro rispettivi figli: Laura (Laura Esquivel) e Vitellozzo (Alessandro Cacelli), da sempre fidanzatini. Intanto in un bioparco italiano la bellissima Angela (Belen Rodriguez), una giovane entomologa italo-argentina, riceve un’inaspettata notizia: è stata trovata traccia nella Savana del mitico Lepidotterus Ceruleus Paradisiacus, meraviglioso insetto a cui Angela ha dedicato anni di ricerca. Senza perder tempo, la bella studiosa parte alla volta del Sudafrica. Durante il volo si imbatte in Massimo e Ligabue, ma l’incontro non è dei migliori. Arrivata a destinazione, la ragazza scopre con disappunto di alloggiare nel loro stesso albergo. Dopo una cena, durante la quale Massimo e Ligabue tentano maldestramente di corteggiarla, Angela decide di fare buon viso a cattivo gioco e di sfruttare i due amici per farsi aiutare nella ricerca del rarissimo insetto. Mentre Massimo e Ligabue si contendono le attenzioni della bella entomologa, Laura si trova a dover scegliere fra il proprio fidanzato Vitellozzo e lo spasimante Mauro (Brenno Placido), che l’ha raggiunta a sorpresa nel luogo di vacanza…

Night Club

A Roma, nel 1960, due impiegati di banca organizzano una serata galante per un industriale dal quale vorrebbero ottenere un finanziamento. A trovare le ragazze ci pensa un amico dei due, Walter, che guida il gruppo nei locali più rinomati della capitale. Il film si svolge nella notte della morte di Fred Buscaglione. Lo spunto è interessante, ma lo svolgimento, in linea con la maggior parte delle pellicole di Sergio Corbucci (qui al suo ultimo lavoro), è dozzinale. Buono il cast, in cui si distinguono due future dive del Cinema italiano, Sabrina Ferilli e Claudia Gerini.
(andrea tagliacozzo)

Grandi magazzini

I locali dei Grandi Magazzini ospitano una numerosa schiera di variegati personaggi che vanno dal direttore affascinante allo sfortunato fattorino, dai ladri pasticcioni al giovane commesso, fino ad arrivare all’ambizioso capo del personale. Il classico elefante che partorisce il topolino: un cast davvero imponente per un film sciatto e scarso di trovate. Si salvano in pochi. Tra questi, spicca Nino Manfredi, nel ruolo di un attore costretto a lavorare per la pubblicità, che fa spiritosamente il verso a se stesso.
(andrea tagliacozzo)

Il conte Max

Christian De Sica riprende il personaggio già interpretato nel ’37 dal padre Vittorio ne Il signor Max e da Alberto Sordi vent’anni più tardi nell’omonimo Il conte Max . Un giovane meccanico romano si reca a Parigi per ritrovare una modella italiana della quale si è innamorato. Nella capitale francese, il giovanotto si fa passare per il conte Max, un nobile suo amico. De Sica – discreto attore ma regista di sconvolgente mediocrità – riesce a rovinare e banalizzare un soggetto che, nelle versioni precedenti, aveva fatto faville. Un sacrilegio. (andrea tagliacozzo)

Natale a Beverly Hills

Nuovo capitolo del Natale di Neri Parenti: due episodi ambientati sulle spiagge di Beverly Hills.
Cristina (Sabrina Ferilli) incontra per un caso fortuito a Los Angeles, diciassette anni dopo, Carlo (Christian De Sica), il mascalzone che l’aveva abbandonata incinta di sette mesi e che oggi, cinquantenne, vive ancora come un gigolo insieme a una donna molto più vecchia di lui.
Serena (Michelle Hunziker) e Marcello (Alessandro Gassman) sono in procinto di sposarsi ed entrambi organizzano una festa per dire addio alla loro vita da single. Ma durante il party Serena s’imbatte in Rocco, vecchio compagno di liceo di Marcello. Tra i due non succede nulla, ma Serena, in preda a un’amnesia da dopo sbornia, è convinta di avere tradito il futuro marito…

Mi faccia causa

In un tribunale romano, davanti al giudice Giovanni Pennisi, sfila un variegato campionario di vicende e di individui: una impiegata dello Stato che diserta l’ufficio per fare la squillo; un pugile fallito che ha rapito un cane a scopo di lucro; un mafioso che vorrebbe servirsi di un incidente d’auto come alibi per un omicidio; due tifosi scalmanati e altri ancora. Un imponente gruppo di interpreti italiani banalmente sprecato in un film che vorrebbe rifarsi a
Un giorno in pretura
(diretto nel 1954 dallo stesso Steno), ma che è ben lontano dai livelli del modello (in cui imperversava Alberto Sordi nel ruolo di Nando Mericoni).
(andrea tagliacozzo)

Compagni di scuola

Dopo quindici anni, la trentacinquenne Federica riunisce nella sua villa i suoi ex compagni di scuola. Qualcuno ha fatto strada, qualcun altro no. La maggior parte, comunque, è terribilmente insoddisfatta di quello che la vita gli ha riservato. C’è anche chi, però, non ha perso il gusto per gli scherzi goliardici. Il più maturo dei film di Carlo Verdone, alle prese con una storia corale piuttosto difficile da gestire, ma risolta con una buona dose di sana cattiveria. L’attore-regista è comunque aiutato da un cast di tutto rispetto e una buona sceneggiatura scritta dallo stesso Verdone con Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Rimarrà, purtroppo, un tentativo isolato di uscire fuori dagli schemi, vanificato da un prosieguo di carriera a tratti imbarazzante. (andrea tagliacozzo)

Il figlio più piccolo

Un imprenditore truffaldino, mosso dal suo attaccamento al denaro, porta la sua holding verso il fallimento. Nel tentativo di salvare il salvabile, segue il consiglio del suo disonesto commercialista intestando al figlio la proprietà delle società in pericolo.

Avati vorrebbe sferzare l’Italia della corruzione e dei “furbetti” alla Ricucci, e al tempostesso riflettere su ciò che resta della famiglia in una società dominata dal culto del denaro. Ma tutti i personaggi sono caricature sopra le righe, privi di agganci con la realtà: il padre mostruosamente cinico, la madre ex-sessantottina suonata, e soprattutto lo sprovveduto Baldo, ennesima incarnazione del ‘fanciullino’ inetto alla vita tanto cara al regista. Molta pubblicità per l’esordio di De Sica in un ruolo drammatico: non strafà, ma è mal servito da una sceneggiatura sbrigativa e piena di buchi.

Bodyguards-Guardie del corpo

Tre guardie del corpo devono badare a una showgirl, un altro al cane di Anna Falchi, il terzo a Luca Laurenti… Una breve premessa. Non si può giudicare un film o un filone in base agli incassi (vecchio discorso liquidato da una battuta di
Cuore
: «Mangiate merda. Cento miliardi di mosche non possono sbagliare»). Però, di fronte alla commedia becera, di cassetta, dei vari Vanzina, Oldoini, Neri Parenti, sarebbe anche scorretto rigettare tutto con sdegno, facendo finta che ogni Natale milioni di spettatori spediscano al cinema la loro controfigura deleteria e che qualsiasi cosa compaia in questi film sia necessariamente schifosa.

Questo per dire che sì,
Bodyguards
è un film di lazzi piuttosto meschini, di tipi che si compiacciono della propria idiozia e di spezzoni di calendari con belle figliole nude-look. Una formula collaudata, di per sé poco interessante. Tuttavia, stavolta, ci sono almeno 20 minuti di grande cinema che ci sentiremmo di consigliare a chiunque. Parliamo della parte di film in cui Boldi finisce per badare il cane di Anna Falchi dentro lo zoo in cui stanno scattando le foto per il prossimo calendario della ragazza. Con modestia ed efficacia, Boldi sottopone il suo personaggio alla parata animalesca con cui si sono cimentati prima o poi tutti i grandi del passato e del presente, dai Marx (
Animal Crackers
) a Jim Carrey, passando per il geniale belga Alfred Machin che, ai tempi del muto, fece della animal comedy un vero e proprio marchio di fabbrica.

Neri Parenti, tutt’altro che stupido, sa che quella è la parte buona del film, e attribuisce ai suoi personaggi nomi in tema (Leone, Pecora, Marmotta sono i cognomi dei tre carabinieri…), suggerendo una similitudine lusinghiera per i suoi attori. Il resto è tette, camei televisivi, battutacce dialettali. Ma se 20 minuti di cinema, coi tempi che corrono, vi sembran pochi…
(giacomo manzoli)

Natale a New York

Un giovane chirurgo (De Luigi), si reca a New York in viaggio di nozze. Il suo chirurgo, lo spietato professor Benci (Bisio), lo obbliga a portare un dono al figlio, studente con il cugino in una università della Grande Mela. I due, a differenza di quanto lascino credere alle rispettive famiglie, sono perfetti fannulloni. Ma anche il primario, che li raggiunge inaspettatamente, rivela una doppia personalità. Intanto, Lillo (De Sica), un ex cantante di piano bar, si invaghisce della bella Barbara (Ferilli), essendone ricambiato. Entrambi sono però sposati con coniugi facoltosi, e un loro tradimento li priverebbe di qualunque eredità. Per evitare che ciò accada, Lillo fa di tutto per far sì che Claudio (Ghini), il marito di Barbara, apra gli occhi sull’infedeltà della moglie…

Dopo la “scissione” della coppia d’oro dei film natalizi, con De Sica rimasto fedele a Neri Parenti e Massimo Boldi accasatosi alla corte dei Vanzina, l’immancabile «cinepanettone» sullo sfondo della rutilante metropoli a