Ma guarda un po’ ‘sti americani

Seguito di
National Lampoon’s Vacation,
grande successo commerciale negli Stati Uniti. La famiglia Griswald (padre, madre e due figli), partecipando a uno stupidissimo gioco a premi, vince un viaggio di quindici giorni in Europa. A zonzo per il Vecchio Continente, i quattro ne combineranno di tutti i colori. Inferiore al precedente, ma non del tutto privo di momenti divertenti, anche grazie alle verve di Chevy Chase.
(andrea tagliacozzo)

Un natale esplosivo!

La divertente saga — anche se al solito sgangherata e talvolta di cattivo gusto — delle disastrate vacanze dei Griswold, con Chase nei panni del capofamiglia irrecuperabilmente stupido. Nel suo calderone “slapstick”, la vicenda sfodera momenti credibilmente acuti con sorprendente abilità. Terzo capitolo della serie, scritto da John Hughes. Seguito da Las Vegas — Una vacanza al casinò e da uno spin-off finito direttamente in homevideo.

Fletch – Un colpo da prima pagina

Fletch è il nome di un reporter che lavora per un quotidiano di Los Angeles. Indagando su un traffico di droga, il giornalista riesce ad arrivare ad uno scoop più importante e a sventare la truffa di un cinico manager, marito di una ricchissima donna. Un giallorosa sufficientemente divertente sorretto dalla simpatia di Chevy Chase, qui meno demenziale che in altri precedenti occasioni. Tra gli interpreti figura anche Geena Davis, all’epoca ancora sconosciuta o quasi.
(andrea tagliacozzo)

L’allegra fattoria

Stanco della soffocante e tentacolare vita della città, un giornalista decide di trasferirsi in campagna per ritrovare ai sani valori di una volta. Ma anche la vita nella nuova fattoria di sua proprietà non si prospetta facile come aveva sperato. Esile ed episodico (per non dire prevedibile), anche se il film può contare sulla simpatia di Chevy Chase e un cast tecnico di tutto rispetto (il regista è quello di
Butch Cassidy e La stangata
).
(andrea tagliacozzo)

Avventure di un uomo invisibile

In una industria di ricerche chimiche avviene uno strano incidente. Il manager Nick Halloway, esposto casualmente a una misteriosa sostanza, diventa invisibile. David Jenkins, dirigente dell’FBI, vorrebbe catturare l’uomo del quale intende servirsi per scopi personali. Nick sfugge agli uomini di Jenkins e si nasconde nella villa di un amico. John Carpenter rilegge alla sua maniera un soggetto caro al Cinema di Fantascienza rispettando allo stesso tempo le leggi dell’intrattenimento impostegli dalla casa di distribuzione (la major Warner Bros.). Il risultato è un film personale, intelligente, spesso molto divertente (per merito anche del misuratissimo Chevy Chase), che comunque al botteghino non rese quanto sperato (14 milioni di dollari d’incasso contro i 40 complessivi del budget). (andrea tagliacozzo)

I tre amigos

Negli anni Venti gli abitanti di un villaggio messicano assoldano un trio di attori western, che credono abili pistoleri, per essere difesi dalle scorribande di un pericoloso bandito. I tre, convinti di dover prendere parte ad una rappresentazione, accettano con entusiasmo. Ma una volta compreso l’equivoco scappano a gambe levate. Una parodia del cinema western sostanzialmente poco riuscita, ma con alcune gag da antologia (dal cespuglio canterino al bandito messicano «che ne ha una plétora» interpretato da Alfonso Arau).
(andrea tagliacozzo)