Major League – La squadra più scassata della Lega

A Cleveland, una ricca vedova eredita dal marito la squadra di baseball degli «Indians». La donna, che vorrebbe andarsene dalla città dell’Ohio, fa di tutto per farla arrivare all’ultimo posto in classifica, condizione richiesta dal regolamento per trasferire il team in un altro luogo. Ma non ha fatto i conti con l’orgoglio dei giocatori. Piacevole e interpretato da un buon cast, ma il film aggiunge poco o nulla alla già sterminata filmografia americana sul baseball. Cinque anni dopo lo stesso Ward ne girerà un sequel. (andrea tagliacozzo)

Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà

La telegiornalista Cindy Campbell indaga sugli strani fenomeni che turbano la quiete che solitamente circonda la fattoria di Tom Logan. Intanto Brenda, la sua migliore amica, muore dopo aver visionato un misterioso videotape. Grazie all’aiuto di un oracolo, la combattiva anchorwoman riuscirà a svelare il mistero riguardante la fattoria stregata e la videocassetta killer, aiutando il Presidente degli Stati Uniti a sventare l’invasione della Terra da parte di un gruppo di minacciosi alieni.
Raccolto il testimone da Keenen Ivory Wayans, regista dei primi due episodi della serie, David Zucker si cimenta nuovamente nel genere che ha contribuito a creare: la parodia del film di grande successo. L’autore de L’aereo più pazzo del mondo e della serie di Una pallottola spuntata riesce a piazzare nella stessa scena la ragazzina di The Ring, l’Oracolo di The Matrix e gli alieni di Signs, confezionando una pellicola irriverente in cui prende in giro tutto e tutti, compreso il presunto pedofilo Michel Jackson. «Ma è una femmina!», esclama Charlie Sheen quando il cantante cerca di appartarsi con sua figlia. Il protagonista di Hot Shots è solo una delle tante stelle di un cast che comprende anche Leslie Nielsen nel ruolo del Presidente degli Stati Uniti, Queen Latifah in quello dell’Oracolo e Macy Gray nei panni di se stessa. Persino Jenny McCarthy e Pamela Anderson rivelano un’insospettabile autoironia interpretando due improbabili ragazzine cattoliche. Nessun genere viene risparmiato, dall’horror alla fantascienza passando per un’esilarante sequenza che si fa beffe di 8 Mile, la biografia cinematografica di Eminem. Un film davvero divertente, anche per chi non ha visto tutti gli originali oggetto di parodia. (maurizio zoja)

Uomini al passo

Esordio dietro alla macchina da presa di Martin Sheen. Nel 1965, il giovane disertore Franlin Bean viene inviato in un campo di prigionia militare in Germania. Il rapporto con i compagni, tutti afroamericani, è tutt’altro che idilliaco. La reclusione è resa ancora più difficile dalla severità del superiore, il sergente McKinney. Un’opera prima senza macchia e senza lode. La trama è un po’ scontata, mentre i personaggi avrebbero meritato un maggiore approfondimento psicologico.
(andrea tagliacozzo)

Il giallo del bidone giallo

Due netturbini di Las Plaias, che hanno trovato in un bidone della spazzatura il cadavere del sindaco della città, sospettano di una donna che il giorno prima avevano visto litigare con la vittima. Ma dietro c’è ben altro. Seconda regia di Emilio Estevez, migliore di Wisdom, desolante esordio dell’86, ma ancora lontana da un livello accettabile. Charlie Sheen, co-protagonista della vicenda, è il fratello di Estevez (i due sono entrambi figli dell’attore Martin Sheen). (andrea tagliacozzo)

Young Guns – Giovani pistole

Sei giovani teppisti, presi sotto la protezione e inciviliti da un gentiluomo britannico (Stamp), trovano difficile mantenere il proprio equilibrio quando vengono abbandonati a se stessi e scagliati in un impeto di violenza dalla loro nuova recluta William Bonney, che ben presto sarà meglio noto come Billy the Kid (Estevez). Un western pensato in chiave contemporanea, che adotta il linguaggio e le sensibilità proprie degli anni Ottanta ma sconta una trama che presenta tanti buchi quanto alcune delle vittime di Billy. Comunque passabile, con interpretazioni avvincenti. Provate a riconoscere Tom Cruise nei panni di un bandito che viene colpito. Con un sequel.

Lucas

Un precoce ragazzo di quattordici anni scopre di provare un sempre più profondo sentimento d’affetto nei confronti di una sedicenne che si è da poco trasferita in città. Un intelligente ritratto dei giovani degli anni Ottanta realizzato con grande sensibilità dallo sceneggiatore David Seltzer, qui al suo debutto dietro la macchina da presa. Film d’esordio di Winona Ryder.
(andrea tagliacozzo)

Hot Shots! 2

Sequel obbligatorio, con un Sheen in stile Rambo che, chiamato in azione per salvare alcuni soldati americani che hanno tentato di soccorrere altri soldati (e così via…), viene fatto prigioniero dopo l’operazione “Desert Storm”. Farcito di gag e parodie cinematografiche a non finire, stavolta però se ne fallisce tante quante ne centra, specie nel secondo tempo. Il cast se la cava egregiamente, in particolare Sheen, Bridges e Crenna (che prende in giro il suo stesso ruolo nella serie di Rambo).

Wall Street

Bud Fox, giovane e ambizioso agente di borsa, fa di tutto per entrare nelle grazie di Gordon Gekko, affarista senza scrupoli ricco e potente. Per poter lavorare con questi, il giovane non esita a fornirgli informazioni riservate. Oliver Stone descrive l’universo della finanza con un ritmo vertiginoso, fino quasi a stordire lo spettatore con le continue evoluzioni della macchina da presa. La storia, però, è prevedibile e didascalica, e il tono moralistico che emerge soprattutto nel finale è quasi insopportabile. Michael Douglas, nel ruolo del magnate, vinse l’Oscar 1987 come miglior attore protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Platoon

Il giovane Chris, partito volontario per la guerra del Vietnam, è l’attonito testimone di ogni genere di atrocità e degli aspri contrasti tra lo spietato sergente Barnes e il più comprensivo sergente Elias. Una delle migliori pellicole sulla guerra del Vietnam (nonché una delle più riuscite dello stesso Oliver Stone), visionaria e vigorosa, di grande impatto spettacolare, anche se non priva della retorica e degli scivoloni didascalici che, con sempre maggiore evidenza, accompagneranno il regista nei suoi film successivi. Quattro Oscar, tra i quali miglior film, regia, suono e montaggio. In quello stesso anno, Stone aveva ricevuto anche altre due nomination (compresa quella per la sceneggiatura di
Salvador
).
(andrea tagliacozzo)

Navy Seals – Pagati per morire

Un addestratissimo corpo speciale della marina americana, denominato SEALS (da Sea, Air e Land; ovvero mare, cielo e terra), viene inviato in Medio Oriente per liberare alcuni aviatori statunitensi tenuti prigionieri da terroristi arabi. Durante il blitz effettuato nella base nemica, i militari scoprono l’esistenza di una ingente quantità di missili. Banale film d’avventura, con tutte le ingenuità e le incongruenze comuni ai lavori di questo genere.
(andrea tagliacozzo)

Hot Shots!

Il regista Jim Abrahams – che assieme ai fratelli Zucker aveva preso in giro i film catastrofici con L’aereo più pazzo del mondo e le pellicole di spionaggio con Top Secret – fa il verso ai personaggi e le situazioni di Top Gun. Topper Harley (Charlie Sheen) è un valoroso pilota che torna nell’esercito per compiere una missione suicida. Qualche trovata risulta divertente, ma la formula demenziale alla lunga si è fatta ripetitiva e comincia a stancare. (andrea tagliacozzo)

La recluta

A prima vista si tratta di un film diretto e interpretato da Clint Eastwood per ragioni strettamente alimentari. Per intenderci, nulla a che vedere con Gli spietati . Eppure La recluta , film con il quale l’autore si rifà dell’insuccesso commerciale di Bird e Cacciatore bianco , cuore nero, non è un banale tentativo di riproporre – aggiornandolo sul piano spettacolare – il modello dei polizieschi eastwoodiani degli anni Settanta, molto graditi dalla «maggioranza silenziosa» nixoniana. Non è, insomma, un Callaghan appena cammuffato. Innanzitutto la classica coppia di poliziotti dalla vicenda (il giovane Charlie Sheen e l’anziano Clint Eastwood) non esprime affatto una dialettica educativa ed edificante, ma un goliardico assemblaggio di differenti prospettive generazionali, cui l’autorità, la disciplina e il senso civico stanno piuttosto scomodi. Alle prese con una spietata banda di ladri d’auto, i due superpoliziotti fanno cialtronescamente, ma con efficacia, il loro dovere senza troppo atteggiarsi a eroi. Congegno narrativo semplice e perfetto, azione alle stelle e punte di erotismo ironico, culminante nell’amplesso «inflitto» da Sonia Braga a Clint Eastwood legato mani e piedi. (anton giulio mancino)