Luci della ribalta

Storia sentimentale di un vecchio clown del music hall in rovina che salva la ballerina Bloom dal suicidio e riguadagna fiducia in se stesso mentre l’aiuta a rimettersi insieme. Sforzo eccessivamente lungo e indulgente di Chaplin, conserva alcune scene commuoventi, con l’accoppiata storica della commedia Chaplin/Keaton. La giovane Geraldine Chaplin (figlia del regista) debutta al cinema nella parte del monello da strada. Vinse l’Oscar per la colonna sonora nel 1972, anno in cui poté per la prima volta partecipare alla selezione, dato che il film non era mai stato proiettato in un cinema di Los Angeles fino ad allora!

La contessa di Hong Kong

Il tentativo del regista/sceneggiatore/compositore (ha persino una piccola parte da attore) Chaplin di far affondare questa vecchia commedia romantica — sebbene anche altri contribuiscano all’opera — è perfettamente riuscito. La Loren si imbarca clandestinamente nascondendosi nella cabina del diplomatico Brando. Girato malamente, mal sincronizzato e con una pessima colonna sonora. Un peccato, soprattutto perché si tratta del canto del cigno cinematografico di Chaplin.

La donna di Parigi

Una ragazza francese (Purviance) è decisa a sposare il suo amato (Miller) ma un malinteso la fa trasferire a Parigi, dove diventa la donna del ricco Menjou. Unico tentativo di Chaplin nel dramma (e in cui non è protagonista), piuttosto sofisticato per i tempi, e ancora interessante, perfino emozionante, oggi. Nel 1923 fu un fiasco commerciale; Chaplin lo rimontò, ma aspettò fino al 1977 per farlo uscire di nuovo, con una nuova colonna sonora da lui composta. Il regista ha un cammeo come facchino alla stazione, ma è praticamente irriconoscibile.

Monsieur Verdoux

Per mantenere la moglie paralitica e il figliolo, un impiegato di banca, licenziato dal lavoro, seduce mature e ricche signore, le sposa e poi le uccide, ereditando le loro sostanze. Chaplin realizza due film in uno, entrambi riusciti: da una parte la commedia, ricca di trovate comiche d’altissima qualità (con la complicità di una strepitosa Martha Raye); dall’altra il film di contenuto, che si riassume nel discorso finale del protagonista che pone i suoi ben modesti crimini a confronto con gli eccidi perpetrati dai potenti della Terra ai danni dell’umanità. Per girare il film, ispirato alla vicenda di Landru, Chaplin dovette sborsare una ingente somma a Orson Welles che, nello stesso periodo, stava lavorando a un progetto molto simile. (andrea tagliacozzo)

Il circo

Non si tratta di un capolavoro come La febbre dell’oro o Luci della città, ma la storia di Charlie che si unisce per caso al circo e si innamora della cavallerizza rimane pur sempre una perla. Spassoso, con un finale memorabile. Chaplin vinse un Oscar speciale per “versatilità e genio nello scrivere, recitare, dirigere e produrre” questo film.

Luci della città

Un vagabondo squattrinato ma generoso prende a cuore le sorti di una giovane fioraia cieca. Quando la ragazza si ammala, l’uomo si prodiga per non farle mancare il sostentamento. Volendo far sottoporre la giovane a un’operazione alla vista, chiede aiuto a un facoltoso amico al quale ha salvato la vita. Tra i capolavori della filmografia di Chaplin. Come in quasi tutti i lavori del regista, la magica fusione tra il comico e il patetico è semplicemente perfetta. Girato nell’arco di tre anni e realizzato con la tecnica del muto, nonostante il sonoro fosse già stato inventato e sperimentato con successo proprio mentre la lavorazione del film era già iniziata. (andrea tagliacozzo)

Tempi moderni

Charlie attacca l’era delle macchine in una maniera inimitabile, bersagliando anche gli altri mali sociali e la lotta per la sopravvivenza nella vita di ogni giorno. La Goddard è la ragazza di strada che diventa sua compagna. Ultimo film muto di Chaplin (sono suoi gli effetti sonori e la musica, incluso il pezzo Smile), spassoso e indimenticabile. La scena finale è tra le più famose e toccanti. Una delle sorelle della Goddard nel film è la giovane Gloria DeHaven (figlia dell’assistente regista).

La febbre dell’oro

Immortale classico di Chaplin, in cui il piccolo vagabondo Charlot affronta lo Yukon, l’interesse per una ballerina e i ghiribizzi di un corpulento cercatore d’oro. Il ballo dei panini, la cena a base di scarpone di pelle, la baracca che vacilla in cima al burrone sono tra i momenti migliori di questa meravigliosa commedia senza tempo. Chaplin ha rimontato il film nel 1942; quella versione, con lui in veste di narratore e le musiche, dura 72 minuti. Due nomination agli Oscar.

Il grande dittatore

Il primo film di Chaplin interamente parlato: un’insolita commedia che mischia slapstick, satira e analisi sociale in cui lui interpreta il doppio ruolo di un barbiere del ghetto ebraico e del dittatore di Tomania Adenoid Hynkel. In questo film unico e sorprendentemente efficace è presente anche Oakie nell’indimenticabile ritratto di “Benzino Napoloni” del paese rivale Bacteria. Cinque nomination agli Oscar.