Good Morning Babilonia

Agli inizi del secolo, Andrea e Nicola, figli di un artigiano, partono per gli Stati Uniti decisi a fare fortuna con il lavoro appreso dal padre. Dopo un inizio non troppo felice, i due riescono ad inserirsi come capomastri in una produzione hollywoodiana agli ordini del regista David Ward Griffith. Indubbiamente ben girata, ma la metafora è fin troppo evidente e il film scade più volte nel ridicolo (come nel tragico finale). Le musiche del film (di gran lunga la cosa migliore) sono state composte da Nicola Piovani.
(andrea tagliacozzo)

China Moon – Linea mortale

Il poliziotto Harris desidera ardentemente la Stowe, infelicemente sposata, in questo lunatico noir ambientato in Florida. Un paio di trovate interessanti, ma la produzione è molto più che debitrice al migliore Brivido caldo. Debutto alla regia per Bailey, meglio conosciuto come uno dei migliori direttori della fotografia in circolazione (Gente comune, Nel centro del mirino). Girato nel 1991.

Swimming Pool

Una scrittrice di gialli in crisi d’ispirazione lascia Londra per trasferirsi nel Sud della Francia, ospite del suo editore. La ritrovata tranquillità è destinata a durare soltanto fino all’arrivo di Julie, bella e disinibita figlia del padrone di casa. La giovane si divide tra bagni in piscina e incontri con numerosi amanti, inducendo nella scrittrice un sentimento di amore-odio. Il lavoro intanto va avanti e la relazione tra le due diventa sempre più morbosa, finché un giorno…

«La piscina rappresenta qualsiasi cosa vi si voglia vedere. È acqua imprigionata. Le piscine, al contrario dei mari, possono essere controllate. Sarah, la scrittrice, entra nella piscina soltanto quando Julie è divenuta per lei una fonta d’ispirazione». Chiusa la parentesi surreale di

8 donne e un mistero
(2002), François Ozon torna alle tematiche che avevano caratterizzato
Sotto la sabbia
(2000), il suo precedente film. Anche in questo caso il giallo che sembra costituire l’evento centrale della storia è in realtà un pretesto per scoprire la verità sulla vita precedente dei suoi protagonisti. Anche in questo caso Ozon ha scelto come protagonista Charlotte Rampling, mettendole accanto l’intrigante Ludivine Sagnier, già apparsa in
8 donne e un mistero
in un ruolo piuttosto defilato. Anche la sceneggiatrice, Emmanuèle Bernheim, è la stessa di
Sotto la sabbia.
Eppure
Swimming Pool
non convince. La sceneggiatura zoppica, il finale lascia quantomeno perplessi e i due personaggi su cui si regge l’intero film, anche se ben interpretati dalla veterana Rampling e dalla rivelazione Sagnier, sono troppo stereotipati per risultare davvero credibili. Abilissimo nel non far capire allo spettatore se ciò cui ha appena assistito è finzione o realtà, Ozon ha girato un film ineccepibile dal punto di vista formale ma freddo, troppo freddo per essere all’altezza delle sue precedenti opere. Non bastano un’ottima fotografia e due splendide attrici se la storia che si vuol raccontare è a dir poco esile.
(maurizio zoja)

Misfatto bianco

Trasposizione cinematografica con immagini estremamente eleganti (ma fini a se stesse) dell’omonimo romanzo di James Fox. A Nairobi, durante la seconda guerra mondiale, incuranti delle sofferenze che i connazionali patiscono in Europa, alcuni nobili inglesi conducono una vita spensierata e corrotta. L’affascinante Lady Diana, moglie di Sir Delves Broughton, fa parlare di sé l’intera colonia britannica. Raffinato e interpretato da un ottimo cast d’attori, ma non del tutto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Gosford Park

1932, Gosford Park. In una tenuta inglese, si riuniscono per una battuta di caccia di fagiani un gruppo di aristocratici e no. Sir William, padrone di casa, e lady Sylvia, sua moglie, una coppia non propriamente affiatata né innamorata, ospitano una contessa, una coppia in crisi, un eroe della Prima Guerra Mondiale, un attore e cantante inglese, un produttore cinematografico americano… Ognuno si presenta nella residenza dei McCordle con valletti e camerieri (o cameriere) al seguito. Gli ospiti sono alloggiati nelle belle stanze del piano di sopra, la servitù ai piani bassi tra lavanderia, cucine e corridoi che non finiscono mai. I due mondi sono (sembrano) separati. La prima sera fila via liscia tra aperitivo e cena sontuosamente apparecchiata e servita. Eppure… Le coppie che non sono poi così felici, le signore ingioiellate non sono poi così ricche, le amicizie non sono poi così disinteressate… Al piano di sotto la servitù lavora, commenta, spettegola. Quando c’è buio, la padrona di casa adesca un valletto (che in realtà valletto non è), il padrone di casa fa altrettanto con una servetta, e via così con incontri clandestini che si consumano nella magione. Poi c’è il giorno della caccia, cui segue un omicidio. Sir William viene trovato morto nella sua biblioteca. Arriva l’ispettore di turno, iniziano le indagini che, però, non sconvolgono più di tanto la vita degli ospiti né della servitù… Del resto, a parte una domestica, nessunao rimpiange l’uomo.
Uno splendido ritratto della società britannica dei primi anni Trenta di Altman, perfetta l’ambientazione, perfetta la fotografia dei nobili, delle loro virtù e dei loro vizi. Ma altrettanto perfetta la fotografia del mondo del piano di sotto, di quei maggiordomi, cuoche e servette che non solo «parlano attraverso i loro padroni», ma animano un mondo tutto loro di piccoli vizi, grandi dedizioni, perfezionismo, ambizioni, snobismo e servilismo. Ecco, un umanissimo ritratto, quello in cui il regista americano è assoluto maestro. In un ordinatissimo intricarsi di classi sociali, sesso, generazioni… Un omaggio ad Agatha Christie, ma anche a Le regole del gioco di Renoir, alla commedia di maniera… Con un cast che è un who is who del cinema britannico, con una strepitosa Meggie Smith, candidata agli Oscar come miglior attrice non protagonista, nella parte della anziana zia supersnob ma senza una sterlina e di una irresistibile simpatia. Eccellenti anche Kristin Scott Thomas, nella parte della lady insoddisfatta ma che si toglie le sue soddisfazioni, Michael Gambon, il baronetto padrone di casa ucciso e da nessuno rimpianto, Helen Mirren, la governante Mrs Wilson, Eileen Atkins, la cuoca Mrs Croft… Con quella di Meggie Smith, il film si è guadagnato sei candidature agli Oscar 2002.