La battaglia dei tre regni

Nel 208 dopo Cristo, durante la Dinastia Han, malgrado la presenza dell’Imperatore Han Xiandi, la Cina è suddivisa in molti stati in guerra fra loro. L’ambizioso Primo Ministro Cao Cao, manovrando l’Imperatore come un pupazzo, dichiara guerra a Xu, un regno dell’ovest dominato da Liu Bei, zio dell’Imperatore stesso. L’intenzione di Cao Cao è di eliminare tutti i regni esistenti ed insediarsi come unico imperatore di una Cina unificata. Liu Bei spedisce il suo consigliere militare Zhuge Liang, in qualità di inviato, al Regno Wu, nel sud, nel tentativo di convincere il suo regnante, Sun Quan ad unire le forze. Là Zhunge conosce il Vicerè di Wu, Zhou Yu e i due diventano amici in questa non facile alleanza. Infuriato dall’apprendere che i due reami si sono alleati, Cao Cao invia un esercito di ottocentomila soldati e duemila navi a sud, nella speranza di prendere due piccioni con una fava. L’esercito di Cao Cao si accampa nella Foresta Crow, sulla sponda opposta di Red Cliff (Le Scogliere Rosse), sul Fiume Yangtze, dove gli alleati hanno stabilito la loro base. Gli alleati sembrano spacciati con i viveri che scarseggiano e in enorme inferiorità numerica rispetto all’esercito di Cao Cao. Zhou Yu e Zhuge Liang devono ricorrere alla loro intelligenza e alla loro esperienza militare per capovolgere l’esito delle battaglie. I numerosi scontri di armi e di astuzia, sia su terraferma che in acqua, culminano nella più famosa battaglia della storia cinese: duemila navi vengono incendiate e la storia della Cina viene cambiata per sempre. La battaglia è quella di Red Cliff.

Chinese Odyssey

Per sfuggire alla noia, la principessa Ping On fugge dal palazzo reale travestita da uomo. Giunta in un vicino villaggio, la giovane incontra un simpatico furfante chiamato Li Yat-Lung e la sorella di questi Phoenix. Quest’ultima, credendo Ping On un ragazzo, se ne innamora, mentre Yat-Lung, che si sente stranamente attratto dal nuovo arrivato, cerca di convincere la principessa a sposare la sorella. La vicenda s’ingarbuglia ulteriormente quando il fratello di Ping On, il futuro imperatore Ching Tak, parte alla ricerca della principessa.

Realizzato in occasione del Capodanno cinese (che, per una curiosa coincidenza, nel 2002 cadeva in concomitanza con il giorno di San Valentino), il film sembra riallacciarsi idealmente alle atmosfere surreali di
Dong Cheng Xi Jiu (The Eagle Shooting Heroes),
la geniale parodia di
Ashes of Time
realizzata nel 1993 dallo stesso Jeff Lau (con Tony Leung Chiu-wai in uno dei ruoli principali). Umorismo di stampo «Mo-lei-tau» («nonsense» in cantonese), un pizzico di romanticismo (non esasperato e presente solo nella parte finale) e perfino accenni (irresistibili, anche grazie alla principessa interpretata da Faye Wong) di Huangmei Opera (forma di teatro musicale che trae origine dalle canzoni folcloristiche delle provincie di Anhui, Hubei e Jiangxi) si amalgamano quasi alla perfezione in questa commedia anarchica, raffinata nella messa in scena e nella confezione (di straordinaria bellezza la fotografia di Ngor Chi-kwan e le scenografie di Tony Au), anche se leggermente inferiore per ritmo ed inventiva al già citato
Dong Cheng Xi Jiu,
così come ai due
Chinese Odyssey
realizzati nel 1995 da Lau con Stephen Chiau (che al posto del pur ottimo Tony Leung Chiu-wai avrebbe probabilmente fatto faville). Lau ha comunque il merito di sfruttare con una buona dose intelligenza un tema ormai tipico della commedia e della letteratura cinese come quello della confusione dei sessi (nel finale i due protagonisti si scambiano praticamente i ruoli, ripetendo una scena che a metà film veniva recitata a parti invertite con la Wong che fingeva di essere un uomo). Ottima la prova comica di Vicky Zhao nei panni di Phoenix (più in luce rispetto a Shaolin Soccer), ma si fa notare, in un ruolo breve ma fondamentale, anche Athena Chu. Come nel caso di
A Chinese Odyssey 1 & 2,
Lau torna a utilizzare frattaglie musicali di
Ashes of Time,
probabilmente con intenti parodistici. Sceneggiatura scritta dallo stesso regista, che si firma, come al solito, Kei On.
(andrea tagliacozzo)

Eros

Tre registi riconosciuti a livello internazionale si uniscono per realizzare una straordinaria (sulla carta) antologia. L’episodio di Wong è il più impegnativo, e sembra lungo il doppio: un giovane sarto rimane fedele a una cortigiana (Gong) durante tutta l’ascesa professionale di lei. Lo strizzacervelli Arkin e il suo paziente Downey sono i protagonisti della paradossale e deludente storia di Soderbergh. Il segmento di Antonioni, che descrive una relazione deteriorata, è la meno coerente ma la migliore da guardare: il maestro italiano dimostra di saper ancora girare con stile.