Una hostess tra le nuvole

Una povera ragazza persegue il proprio sogno di diventare hostess di volo prendendo come modello una donna un tempo steward e ora proprietaria di una compagnia aerea (Bergen). Per ultimo dovrà scegliere tra la carriera e l’uomo da lei amato. Il cast è coinvolgente e le azioni piacevoli, ma il suo gusto un po’ rétro lo fa sembrare un blando film della Hollywood anni Sessanta, eccezione fatta per Myers, il comico strabico i cui numeri sembrano provenire da un film totalmente diverso. George Kennedy non è accreditato. Super 35.

Ragazza Made In Paris

Divenuta la direttrice del negozio d’abbigliamento dove lavorava come commessa, una ragazza americana si reca a Parigi. Gli incontri con un famoso sarto francese e con un giornalista, fraterno amico del suo fidanzato, mettono in subbuglio la vita sentimentale della giovane. Film modesto e senza pretese ma tutto sommato piacevole, in gran parte incentrato sull’avvenenza e la bravura della protagonista, Ann-Margret (che in realtà si chiama Ann Margret Holsson ed è nata in Svezia nel 1941).
(andrea tagliacozzo)

Psycho

Lento, artificioso remake scena per scena assolutamente senza senso del classico di Hitchcock (con qualche maldestro nuovo tocco a macchiare la sua pretesa di essere una replica esatta). Il risultato è un insulto più che un tributo, a un film che è una pietra miliare.

Sfida oltre il fiume Rosso

Il fuorilegge Dan Blaine si redime e diventa sceriffo, ma non riesce a liberarsi della fama di grande tiratore. Un giovane pistolero arriva in paese deciso a sfidarlo e a dimostrare la sua abilità, ma Dan, che sa di essere superiore e ha preso in simpatia il ragazzo, vorrebbe evitare il duello. Ultimo film girato da Richard Thorpe, regista di moltissimi film d’avventura. Atipico il tema pacifista, ma il film, un western ordinario di scarso interesse, non ne trae giovamento.
(andrea tagliacozzo)

La febbre del gioco

L’ultimo film di Richard Brooks, che negli anni Cinquanta fu una delle vittime più illustri del maccartismo. Ryan O’Neal veste i panni un giornalista sportivo con la mania delle carte e del tavolo verde. Il vizio, che gli ha già procurato parecchi dispiaceri (inclusa la morte della moglie), rischia di metterlo nei guai. Un film poco incisivo, decisamente non all’altezza delle precedenti opere del regista. (andrea tagliacozzo)