Non dirmi addio

Una giovane donna, gravamente malata e prossima alla morte, non volendo lasciare solo il marito, decide di adottare una bambina. Un melodramma convenzionale, diretto con mestiere ma poca ispirazione da Walter Lang (solitamente più a suo agio con la commedia). Il film ebbe altre due versioni: la prima, nel ’58, per il cinema, con il titolo
Dono d’amore
; la seconda nell’84, per la televisione, con Jaclyn Smith nel ruolo della protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il sergente di ferro

Meticolosa versione del classico romanzo di Victor Hugo: il ladruncolo March prova a seppellire il passato e a diventare un rispettabile sindaco, ma l’ispettore di polizia Javert (Laughton) non glielo permetterà. John Carradine recita la piccola parte di uno studente radicale. Sceneggiatura di W.P. Lipscomb, quattro nomination agli Oscar.

Tutto mi accusa

Espulso dall’Accademia Navale con l’accusa di aver rubato un vaglia di cinque scellini, un ragazzo, appartenente a una vecchia famiglia inglese, si dichiara innocente. Il padre fa di tutto per ottenere che il caso venga riesaminato e assume in difesa del figlio un celebre legale. Tratto da Il cadetto Winslow di Terence Rattigan (coautore anche della sceneggiatura), uno dei migliori film di Anthony Asquith, ottimamente interpretato da uno stuolo di grandi interpreti. Robert Donat, che veste i panni dell’avvocato, nel 1939 aveva vinto l’Oscar come miglior attore con Addio, Mr Chips!. Rifatto nel 1999 da David Mamet con il titolo Il caso Winslow. (andrea tagliacozzo)

Nodo alla gola

Nel corso di una lite, due giovani uccidono involontariamente un loro amico. Nascosto il cadavere nella cassapanca del salotto, i due ricevono alcuni ospiti per un party programmato in precedenza. Un Hitchcock minore ma estremamente godibile, anche se il film costituisce soprattutto un ardito esperimento tecnico: è stato girato in otto riprese da dieci minuti (la durata di un rullo) come un’unica, lunghissima sequenza. Da un lavoro teatrale di Patrick Hamilton, adattato per il grande schermo da Arthur Laurents.
(andrea tagliacozzo)

Notre Dame

Celebre riduzione del romanzo di Victor Hugo. Ambientata nella Parigi del 1400, la triste vicenda di Esmeralda, una bella zingara contesa da un coraggioso capitano, da un nobile poeta e da un sordido giudice. La ragazza rischia più volte la vita, ma riceve l’aiuto di Quasimodo, il mostruoso ma gentile campanaro della cattedrale di Notre-Dame. Notevole soprattutto per il preziosismo figurativo del regista William Dieterle e per la magistrale interpretazione di Charles Laughton, costretto a recitare con un pesante trucco sul volto. Esistono diverse altre versioni del romanzo, tra le quali una a cartoni animati della Disney. Della pellicola del ’39 esiste anche una versione colorata.
(andrea tagliacozzo)
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I dieci comandamenti

Vivida narrazione orale ai massimi livelli. Kolossal biblico che ripercorre la vita di Mosè dalla nascita e l’abbandono fino alla maturità, con la schiavitù e le prove affrontate nel portare gli ebrei fuori dall’Egitto. Poche sottigliezze nel secondo approccio di De Mille a questo soggetto (il primo è del 1923), ma anche pochi momenti di staticità. La divisione delle acque del Mar Rosso e la scrittura delle tavole sacre sono momenti clou indimenticabili. Oscar agli effetti speciali. VistaVision.