Bagliori ad Oriente

Film d’avventura discreto e politicamente fazioso su un contrabbandiere d’armi (Ladd) alle prese con le tensioni sociali e la rivolta nell’India rurale. La Kerr e Boyer elevano questa routine, rispettivamente nel ruolo di una ricercata donna cieca che si innamora di Ladd e di un ufficiale governativo tenacemente pacifista.

Kitty

In Inghilterra, nel diciottesimo secolo, Kitty (Paulette Goddard), ragazza dei bassifondi, viene ritratta nelle vesti di nobildonna dal celebre pittore inglese Thomas Gainsborough. Una serie di equivoci favoriscono l’entrata della giovane nei salotti dell’alta aristocrazia britannica, dove viene educata alle buone maniere da un simpatico giovanotto (Ray Milland). Commedia sofisticata diretta da un piccolo maestro del genere che offrì a Paulette Goddard uno dei ruoli migliori della sua carriera.
(andrea tagliacozzo)

Gli invincibili

Intorno al 1750, in Inghilterra, una ragazza che ha ucciso un militare viene confinata nelle colonie dell’America settentrionale. Durante il viaggio un ufficiale, cavalleresco e buono, s’innamora di lei. Ma ha un perfido rivale con cui dovrà fare i conti. Come al solito, De Mille punta tutto sulla spettacolarità, dimenticandosi quasi completamente di tutto il resto. Divertente, ma facilmente dimenticabile. (andrea tagliacozzo)

Ombre malesi

Leslie cerca di mantenere in piedi il proprio matrimonio nascondendo con la menzogna la vera natura dell’omicidio del proprio amante, senza però poter contrastare la vendetta della moglie dell’uomo; la rivelazione del segreto è racchiusa nei fogli di una lettera.
Italo Calvino diceva che sui testi classici si può attuare una lettura inesauribile, e rinvenire, dietro il riflesso di una luminosità apparente, l’ombra di un presente per niente rassicurante. Ombre malesi , il film più bello di William Wyler, uno dei registi più «classici» della grande Hollywood «classica», continua a dimostrarcelo. Perfetto melodramma esoticheggiante (ambientato a Singapore), crudele e più nero di tanti film noir, The Letter (tratto da un testo di William Somerset Maugham) nasconde dietro uno schema collaudato, tipico dell’epoca, non solo un malessere profondo ma anche il senso di un’ambiguità a tratti inquietante. Quella della protagonista è la cronaca della lotta contro un destino ineluttabile, nascosto dietro il volto impenetrabile – dai tratti fintamente asiatici – della vedova deuteragonista, l’affascinante Gale Sondegaard.
Ombre malesi segna un malessere storico ben diverso dalla fiducia nel futuro del cinema americano degli anni Trenta, e allo stesso tempo funge da specchio di quella crisi dell’individuo che avrebbe plasmato le migliori pellicole degli anni Quaranta. Ma è anche – se non soprattutto – il primo banco di prova per sperimentare la straordinaria complessità dei personaggi femminili di quel cinema, con Bette Davis che inaugura, con il suo inimitabile cinismo, la tradizione dei grandi women’s film che avrebbero contraddistinto la Hollywood del periodo. (michele fadda)

Geremia, cane e spia

Il primo film comico della Disney ha una buona premessa fantasiosa (un ragazzo trasformato in un cane pastore per un antico incantesimo) ma una sceneggiatura fiacca. Ci sono alcune buone gag, ma non all’altezza dei successivi standard Disney. Particina per Jack Albertson nel ruolo di un reporter. Sequel: Quello strano cane… di papà e un tv movie del 1987 The Return of The Shaggy Dog. Rifatto nel 2006 e per la tv nel 1994. Esiste anche in versione colorizzata al computer.

Ho sposato una strega

Fredric March, Veronica Lake, Robert Benchley, Susan Hayward, Cecil Kellaway, Elizabeth Patterson. Una strega (Lake) messa al rogo a Salem secoli addietro ritorna per dare la caccia ai discendenti del puritano (March) che la fece uccidere. Provocante commedia fantasy basata sulla storia di Thorne (“Topper”) Smith. Buoni anche gli effetti speciali. Una nomination agli Oscar per le musiche di Roy Webb.

Harvey

Harvey è un coniglio bianco alto circa due metri. Non esiste realmente, ma è l’amico invisibile di uno strambo e innocuo individuo, Elwood. La sorella di quest’ultimo, preoccupata per la sua saluta mentale, decide di farlo internare in una clinica psichiatrica. Dal lavoro teatrale di Mary Chase, una gradevolissima commedia dai toni surreali sorretta da un James Stewart in stato di grazia. La divertente Josephine Hull si aggiudicò l’Oscar come attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Il cardinale

Alla vigilia della prima guerra mondiale, Stefano Fermoyole, giovane prete americano, dubitando della sua vocazione si reca in Austria per insegnare. A Vienna, incontra una graziosa studentessa che, ignorando che il giovane è un sacerdote, s’innamora di lui. Stefano, sebbene sia attratto dalla ragazza, comprende che non può rinunciare alla sua missione di fede. Dal romanzo omonimo di Henry Morton Robinson, un film troppo prolisso, riuscito solo in alcune figure di contorno.
(andrea tagliacozzo)

Giovanna D’Arco

Mediocre versione hollywoodiana della storia della Pulzella d’Orleans che, da semplice pastorella, divenne condottiera di un immenso esercito, liberando la Francia dagli inglesi. Da ricordare solo per l’interpretazione di Ingrid Bergman, che ottenne la sua quarta nomination agli Oscar. L’attrice tornò nel ruolo di Giovanna d’Arco sei anni dopo nella versione cinematografica diretta da Roberto Rossellini.
(andrea tagliacozzo)

L’eterna Eva

Il motore di un aereo di linea s’incendia rischiando di far precipitare l’apparecchio. Tra i passeggeri a bordo si scatena il panico. Una giovane coppia di coniugi, credendo di essere in punto di morte, decide di farsi reciproche confessioni: lui ammette una relazione con la migliore amica della moglie. Passato il momento di pericolo, la donna chiede il divorzio. La commediola parte bene, con un’idea quasi intrigante, ma finisce ben presto per perdersi per strada.
(andrea tagliacozzo)