Notorious

Negli Stati Uniti, un tedesco, sposato a un’americana, viene arrestato per spionaggio a favore dei nazisti e muore suicida in carcere. La figlia accetta di entrare nel controspionaggio americano per introdursi, a Rio De Janeiro, negli ambienti nazisti. Scritto da Ben Hecht, uno dei film più noti del grande Hitchcock, perfettamente in bilico tra suspense e pulsioni mélo. Celebre soprattutto la scena del lunghissimo bacio tra Cary Grant e Ingrid Bergman. Numerose, oltre a questa, le sequenze da antologia, come la memorabile carrellata volante che parte dall’alto, attraversa un salone e va ad inquadrare in primo piano uno dei protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Notte e dì

Biografia ampiamente romanzata del grande compositore americano Cole Porter (al quale viene attribuita perfino una moglie mai esistita). Appartenente a una famiglia di grandi tradizioni, il giovane Cole scandalizza i parenti quando decide di dedicarsi alla musica. Allo scoppio della prima guerra mondiale, il musicista si arruola e parte per l’Europa dove, in Inghilterra, conosce una graziosa infermiera. Eccellente, ovviamente, la colonna sonora.
(andrea tagliacozzo)

Sciarada

A Parigi, una ragazza americana apprende che il marito, dal quale stava per divorziare, è morto in circostanze misteriose. Uno sconosciuto aiuta la giovane a sfuggire ad alcuni brutti ceffi che cercano di recuperare un’ingente somma trafugata anni prima dal consorte. Un intricatissimo giallorosa, divertente, ironico, ma anche ricco di suspense, con un insolito Walter Matthau nella parte del cattivo. Straordinari anche gli altri due protagonisti, con un Cary Grant attempato ma in grande forma. Elegante la regia di Stanley Donen. (andrea tagliacozzo)

Arsenico e vecchi merletti

Un giovane, prossimo alle nozze, scopre che due anziane zie, che credeva le persone più care di questo mondo, sono in realtà due pazze assassine. Avendo altri precedenti in famiglia, l’uomo teme di avere ereditato il terribile tarlo della pazzia e vorrebbe rinunciare al matrimonio. Un capolavoro dell’humour nero, tratto da una commedia teatrale di Joseph Kesselring. Tra gli ingredienti, un ritmo incessante e un cast semplicemente perfetto: spumeggiante Cary Grant, spassoso Raymond Massey che fa il verso a Boris Karloff. (andrea tagliacozzo)

L’erba del vicino è sempre più verde

Una divertente commedia sofisticata diretta dal regista di Cantando sotto la pioggia. In Inghilterra, Lord Victor, in grave crisi finanziaria, apre le porte del suo magnifico castello ai turisti. Uno di questi, l’americano Charlie, s’innamora della moglie del nobile. La donna, a sua volta, rimane colpita dal fascino del nuovo arrivato. Impeccabili gli interpreti. Mitchum dimostra di saperci fare anche con i ruoli brillanti. (andrea tagliacozzo)

Il sospetto

Una ragazza sposa, contro il volere dei genitori, un affascinante giovanotto e va a vivere con lui in una lussuosa villa. Ben presto però l’uomo si rivela uno spiantato bugiardo che vive di espedienti. Dal romanzo «Before the Fact » di A.B. Cox, un thriller psicologico abilmente costruito che, nonostante i compromessi con la produzione (che praticamente impose un lieto fine, anche se ambiguo), contiene numerosi momenti d’antologia. Tra tutti, la famosa sequenza del bicchiere di latte che si presume avvelenato, reso luminoso da una lampadina posta all’interno. La bravissima Joan Fontaine – più giovane di un anno della già famosa sorella Olivia de Havilland – vinse meritatamente l’Oscar 1941.
(andrea tagliacozzo)

Intrigo internazionale

In seguito a un equivoco, un agente pubblicitario viene coinvolto in un complicato intrigo di spionaggio internazionale. Ricercato dalla polizia per un omicidio che non ha commesso, l’uomo viene aiutato da una bella sconosciuta. Ma poi scopre che anche questa è una spia. Summa del cinema di Hitchcock, con la sua perfetta fusione tra thriller e commedia nel più puro stile del maestro del brivido. Trama arzigogolata (perfino lo stesso Cary Grant durante le riprese non riusciva a capire cosa stesse succedendo) funzionale all’atmosfera di completa perdita dell’orientamento che voleva creare il regista. Non poche le sequenze da antologia del cinema: una su tutte (se non la migliore, sicuramente la più famosa) quella in cui Cary Grant viene inseguito da un aeroplano in mezzo a una landa desolata.
(andrea tagliacozzo)

Scandalo a Filadelfia

Una ricchissima e bisbetica ereditiera di Filadelfia si divide dal marito decidendo di sposare un giovanotto semplice e ingenuo. Ma il respinto non si rassegna e, con l’aiuto di un giornalista, prova a riconquistare il cuore dall’ex consorte. Una delle migliori commedie sofisticate mai prodotte a Hollywood, splendidamente recitata dai tre protagonisti e da uno stuolo di ottimi caratteristi. James Stewart, nei panni del reporter, vinse l’Oscar nel 1940 come miglior attore. Una statuetta andò anche allo sceneggiatore Donald Odgen Stewart che aveva adattato una commedia di Philip Barry.
(andrea tagliacozzo)

Susanna

Un timido professore universitario viene perseguitato da una bella miliardaria, al seguito della quale finisce in Connecticut cercando di recuperare un osso di dinosauro e un finanziamento per le proprie ricerche. Uno dei capolavori della commedia sofisticata americana. Sofisticata, poi, fino a un certo punto: Hawks devasta tutto, mostra la lotta dei sessi mostrando con acida e acuta misoginia la supremazia femminile ma riconducendo tutto al regno animale: il finale – tra cani, leopardi e dinosauri – è un bestiario che porta il conflitto tra maschi e femmine fuori della civiltà. Magistrali, non c’è bisogno di dirlo, i due protagonisti, che si destreggiano in un campo minato di gag e di doppi sensi pesantissimi (comprensibili solo nella versione originale); e Katharine Hepburn, oltretutto, era davvero sexy. Esilarante e perfetto, un film brillantemente filosofico.
(emiliano morreale)

Operazione sottoveste

Durante la seconda Guerra Mondiale, il sommergibile «Sea Tiger», viene danneggiato da un bombordamento. A rimetterlo in sesto, però, ci pensa il suo comandante, con il determinante aiuto di uno scaltro ufficiale di bordo che rimedia a destra e a sinistra i pezzi di ricambio. Una commedia sofisticata dai ritmi praticamente perfetti (la sceneggiatura ottenne la nomination all’Oscar) in cui Cary Grant e Tony Curtis – due attori per certi versi speculari ma separati da circa un paio di generazioni – si cimentano in una personale gara di bravura e simpatia. L’anno precedente, Edwards aveva Curtis l’attore nell’altrettanto brillante
In licenza a Parigi
. Nel cast, compare anche la figlia di Curtis, Jamie Lee, che diventerà famosa molto più tardi.
(andrea tagliacozzo)

Un amore splendido

Rifacimento di
Un grande amore
, diretto dallo stesso Leo McCarey nel 1939, tratto dal racconto di Mildred Cram. Un uomo, aspirante pittore, deve recarsi a New York per sposare una ricca ereditiera. Sulla nave che lo sta portando a destinazione, conosce una giovane cantante. Sebbene anche la donna sia in procinto di sposarsi, tra i due nasce a poco a poco un reciproco sentimento d’affetto. I due protagonisti sono straordinari, ma il film rimane una spanna al di sotto della precedente versione. Rifatto ancora nel ’94 con il titolo
Love Affair – Un grande amore
da Glenn Gordon Caron.
(andrea tagliacozzo)

Il gran lupo chiama

Penultimo film di Cary Grant, che due anni più tardi, terminate le riprese di
Cammina, non correre
, si ritirerà definitivamente dalla scene. In un’isola dei mari del Sud, durante il secondo conflitto mondiale, un ex professore di Storia riceve dalla marina il compito di segnalare il passaggio degli aerei giapponesi. Una gradevole commediola che si salva dalla mediocrità grazie al consumato mestiere e alla simpatia dei due protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Ero uno sposo di guerra

Durante la guerra, un capitano francese sposa una graziosa ragazza, tenente dell’esercito americano. Lei vorrebbe che il marito la raggiungesse negli Stati Uniti, ma legge che permette al coniuge di guerra di seguire il congiunto è prevista solo per le donne. Un classico della commedia americana, diretto da un Howard Hawks in stato di grazia sulla base di uno script praticamente perfetto (firmato da Charles Lederer, Leonard Spigelgass e Hagar Wilde, da un soggetto di Henri Rochard, il vero protagonista della vicenda). Da antologia, ovviamente, la sequenza in cui Cary Grant è costretto a vestirsi da donna.
(andrea tagliacozzo)

Le mie due mogli

Un uomo, che sette anni prima ha perduto la moglie in un naufragio, sta per risposarsi, quando la defunta ricompare. La situazione si fa ancora più imbarazzante allorché si scopre che la rediviva ha passato tutto quel tempo su un’isola deserta in compagnia di un altro superstite. Una scatenata commedia sofisticata, sorretta da una affiatata coppia d’interpreti e un copione brillante (al quale ha messo mano anche Leo McCarey, il regista de
La guerra lampo
dei fratelli Marx e di alcune delle migliori comiche di Stan Laurel e Oliver Hardy).
(andrea tagliacozzo)

Caccia al ladro

Cary Grant è un ladro di gioielli che si è riscattato grazie ad azioni coraggiose durante la Resistenza. Deve aiutare, in Costa Azzurra, la polizia a smascherare un altro ladro che ricalca il suo stile. Controlla i turisti danarosi tra i quali Grace Kelly di cui si innamora. Era il periodo più felice del cinema di Hitchcock, e non solo del suo. Oggi però rischia di sfuggirci quanto in realtà fosse un cinema già neo-classico, girato da dentro la morte degli studios, in cerca di altri set, di contaminazioni di generi, con un distacco ironico e malinconico. I registi delle nuove leve venivano già tutti dalla tv. Questo film ha un che di crepuscolare, con Grace Kelly abbagliante e il vecchio e glamouroso Grant ladro-gentiluomo in un incastro di perfezione assoluta. Un gioco di superfici che sembra incrinarsi a ogni momento (si muore davvero, in questo film, e con cattiveria), e i personaggi sembrano sempre sul punto di far cadere la maschera. Un giorno, poi, mentre Hitchcock guardava i giornali, arrivarono Claude e François, due giovani e goffi giornalisti francesi, per fargli un’intervista… Eh sì, era già l’inizio della fine. Premio Oscar per la fotografia.
(emiliano morreale)

Il diavolo è femmina

Una coppia di simpatici imbroglioni e una ragazza, figlia del più anziano dei due, vivono organizzando truffe ai danni di poveri sprovveduti. Mentre tentano un ennesimo raggiro ai danni di un pittore, la giovane finisce per innamorarsi dell’artista. Intelligente variazione sulla classica struttura della
screwball comedy
. Bravissima Katharine Hepburn, che veste panni maschili per quasi tutta la durata del film. Cary Grant ha un ruolo ingrato, simpatico ma immorale e negativo, anche se riesce a interpretarlo nel migliore dei modi. Il film non ebbe molto successo all’uscita, ed era costato moltissimo alla RKO, anche a causa del personaggio della Hepburn e del primo bacio fra donne apparso sugli schermi (la Hepburn travestita viene baciata da una ragazza che la crede un uomo, cameriera di una famiglia ricca che il trio vuole derubare).
(andrea tagliacozzo)

L’intraprendente signor Dick

Ad una conferenza, una diciassettenne (Shirley Temple) s’innamora di un aitante pittore (Grant). Ma l’artista, scapolo impenitente, sembra più interessato alla sorella maggiore, severa ma attraente giudice in gonnella (Myrna Loy). Scatenata commedia interpretata da un Cary Grant all’apice della sua forma. Gara di bravura tra l’attore e l’altrettanto straordinaria Myrna Loy. La brillante sceneggiatura di Sidney Sheldon vinse l’Oscar 1947. Grant e la Loy tornarono a far coppia un anno più tardi in
La casa dei nostri sogni
.
(andrea tagliacozzo)