Fury

Sesto film del regista Brian De Palma, tratto dal romanzo omonimo di John Farris, autore anche della sceneggiatura. I servizi segreti americani decidono di utilizzare, a scopi militari, individui dotati di capacità extrasensoriali. Il giovane Robin, figlio di un ex agente federale, è uno di questi, ma rimane vittima di un rapimento. Un curioso horror d’azione diretto con sfoggio di grande tecnica da Brian De Palma. Ridondante, esagerato, ma divertente e ricco di pezzi di bravura da parte del regista e del direttore della fotografia, Richard H. Kline. Ottimo Kirk Douglas. (andrea tagliacozzo)

Nudi in paradiso

Un’insegnante (Warren) si lascia trascinare dalle amiche in un locale di strip maschile, dove l’attrazione principale è uno studente (Atkins) che lei sta per bocciare. Questo insolito dramma sentimentale scritto da Joan Tewkesbury aveva buone possibilità, ma molte pare siano rimaste sul pavimento della sala di montaggio (si noti la breve durata). Vale comunque una sbirciatina per la bella interpretazione della Warren.

Il cavaliere pallido

Nelle montagne del Nord America, un enigmatico straniero, noto come il «predicatore», aiuta un piccolo gruppo di cercatori d’oro a difendersi dai soprusi di un ricco uomo d’affari. Il film segnò il ritorno di Clint Eastwood al western dopo nove anni di diserzione dal genere (l’ultimo, nel ’76, era stato il memorabile Il texano dagli occhi di ghiaccio ). Il tema è lo stesso di sempre: quello dell’uomo misterioso che appare (o riappare, come nel caso de Lo straniero senza nome [High Plains Drifter] del 1972) come un fantasma per riparare alle ingiustizie, per poi allontanarsi all’orizzonte a lavoro terminato. La lucidità di Eastwood regista, però, è sempre più notevole e lo arricchisce di nuovi risvolti. Straordinari come al solito il contributo tecnico degli usuali collaboratori dell’attore: la fotografia di Bruce Surtees, il montaggio di Joel Cox e le musiche di Lennie Niehaus. (andrea tagliacozzo)

La legge di Murphy

Charles Bronson, diretto da uno dei suoi registi preferiti (J. Lee Thompson), interpreta il solito ruolo del poliziotto dai metodi violenti e sbrigativi. Qualcuno, con l’evidente intenzione di incastrarlo, gli sottrae la pistola e gli uccide l’ex moglie. Ingiustamente messo in manette, il nostro eroe scappa e si rifugia presso un ex collega. Il film, concepito su un cliché ormai collaudato, sembra la brutta copia di decine di altre pellicole interpretate dello stesso Bronson (con in testa quelli della serie de
Il giustiziere della notte
).
(andrea tagliacozzo)