Rumori fuori scena

Energica trasposizione cinematografica della commedia di Michael Frayn: un’intelligente variazione della tradizionale farsa britannica sul sesso, con l’aggiunta della dimensione del tumulto dietro le quinte di una troupe di attori. Questo genere di commedia da porte sbattute non sempre funziona sullo schermo: ma Bogdanovich se la cava come nessuno prima, supportato da un cast volenteroso.

Laureata…. e adesso?

Ryden è una giovane laureata che vuole mettersi alla prova nel mondo del lavoro. Dopo l’università, però, trovare un impiego si dimostra più complicato del previsto… non parlaimo poi di trovare il ragazzo giusto.

Un matrimonio

Sguardo generale sugli intrighi attorno un matrimonio tra nuovi ricchi; ci sono alcuni momenti divertenti e delle buone caratterizzazioni, ma non ha una forma ben precisa. Dopo Nashville, un altro film-mosaico corale, lucido e ghignante sotto l’apparenza caotica. La morale è amara ma non gridata., mentre il divertimento é genuino  e immediato.

Prima pagina

Dal lavoro teatrale di Ben Hecht e Charles Mac Arthur, una commedia già portata sullo schermo nel ’31 da Lewis Milestone e nel ’39 da Howard Hawks (col titolo La signora del venerdì). Un cronista di Chicago, in procinto di sposarsi e di cambiare lavoro, è costretto dal proprio direttore a intervistare un condannato a morte. Quest’ultimo riesce a fuggire durante un interrogatorio nascondendosi proprio nella Sala Stampa della prigione. Sicuramente non si tratta di una delle migliore regie di Billy Wilder, anche se il tocco del maestro affiora qua e là e gli interpreti sono a dir poco impeccabili. (andrea tagliacozzo)