Don Juan De Marco, maestro d’amore

Un bizzarro giovane è convinto di essere una reincarnazione di Don Giovanni. Va da un vecchio psicanalista che cerca senza molta fortuna di curarlo. Ma forse il ragazzo ha davvero ragione… Un regista senza nerbo dirige una propria sceneggiatura, curiosa e onirica: ne viene fuori una pellicola bizzarra e del tutto sbilenca, piena di cadute di ritmo e sdolcinature eccessive, che probabilmente verrà ricordata più che altro per lo scontro di grandi attori che mette in scena. Marlon Brando, pur enormemente imbolsito, fornisce infatti una delle sue prove più carismatiche degli ultimi tempi, forse stimolato dall’avere di fronte l’unico erede della generazione sua e dei Montgomery Clift. Depp in effetti è straordinario e domina il film, duettando con una Faye Dunaway ormai di plastica ma molto autoironica: convincente quando è romantico, conserva sempre un’aria folle, slapstick, in qualche modo burtoniana.
(emiliano morreale)

Funerale a Los Angeles

Un killer francese arriva a Los Angeles con il compito di uccidere un vecchio e ricchissimo boss della malavita. Dopo aver assolto al suo compito con incredibile facilità, l’uomo scopre che i mandanti dell’assassinio sono il figlio e la giovane moglie del defunto. Buon poliziesco alla francese diretto da un esperto nel genere come Jacques Deray (autore di
Borsalino and Co.
e
Flic Story
).
(andrea tagliacozzo)