C’era una volta

Durante la dominazione spagnola, nel Mezzogiorno d’Italia, il principe Rodrigo s’innamora della bella campagnola Isabella, specialista nella preparazione di gnocchi dai poteri magici. Rosi cambia radicalmente genere rinnovando la favola di Cenerentola, ma senza rinunciare del tutto alla prediletta tematica meridionalista. Il risultato, comunque, è nettamente inferiore alle attese e all’epoca deluse non poco la critica.
(andrea tagliacozzo)

Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi

Carlo e Gabriella, giovani studenti, si conoscono durante una gara di nuoto e s’innamorano. Quando finalmente lui prende il diploma da geometra, decidono di sposarsi. Ma il primo incontro tra le rispettive famiglie non è tra più felici: i due padri hanno mentalità troppo diverse per andare d’accordo. Regia e sceneggiatura nella media, anche se a fare la differenza ci pensano Totò e Fabrizi che nei panni dei due genitori danno vita ad alcuni indimenticabili duetti.
(andrea tagliacozzo)

L’armata Brancaleone

Nell’Italia del tardo Medioevo, il soldato di ventura Brancaleone si associa a un gruppo di briganti per raggiungere il feudo di Aurocastro che, in base a un documento rubato a un viaggiatore, dovrebbe diventare suo. Esilarante avventura picaresca, realizzata con intelligenza, brio e grande inventiva, sia per quanto riguarda le situazioni comiche che per i dialoghi, parlati in un italiano finto arcaico che mescola il latino con l’italiano dell’alto Lazio. Grande prova di Gassman che cinque anni dopo, sempre diretto da Monicelli, tornerà a interpretare lo stesso personaggio in
Brancaleone alle crociate
.
(andrea tagliacozzo)

Prepotenti più di prima

Fiacco seguito de
I prepotenti
, girato l’anno precedente da Mario Amendola con lo stesso gruppo d’interpreti. Aldo Fabrizi e Nino Taranto sono un romano e un napoletano che, dopo il matrimonio della figlia del primo con il figlio del secondo, litigano aspramente per far stabilire i novelli sposi nelle rispettive città. Ma i giovani, esasperati, fuggono a Milano.
(andrea tagliacozzo)

Che gioia vivere

Nella Roma del primo dopoguerra, all’avvento del fascismo, un giovane s’impiega in una tipografia dove lavorano dei simpatizzanti anarchici. Per una serie di circostanze partecipa a un attentato antifascista, attirando l’attenzione dei gerarchi. Una gustosa commedia farsesca, diretta con grande mestiere e senso del ritmo da René Clement. Divertentissimo Tognazzi, tutto vestito di nero, nella parte di uno degli anarchici. (andrea tagliacozzo)