Kean, genio e sregolatezza

Vittorio Gassman, al suo esordio dietro la macchina da presa, s’ispira all’opera di Alexandre Dumas per raccontare la vita di Edmund Kean, popolarissimo e istrionico attore inglese degli inizi dell’Ottocento. Amante del bere, pieno di debiti e dongiovanni impenitente, Kean contende al principe di Galles l’amore per la moglie dell’ambasciatore di Danimarca. Un soggetto ideale per le istrioniche doti di Gassman, che se la cava discretamente anche nella regia (coadiuvato da Francesco Rosi e Giulio Questi).
(andrea tagliacozzo)

Riso amaro

Francesca, complice del fidanzato Walter in una rapina, cerca di far perdere le proprie tracce mescolandosi alle mondine. Walter la raggiunge nelle risaie, tenta di recuperare la collana rubata e subito progetta il furto dell’intero raccolto. De Santis fu uno dei teorici più lucidi del neorealismo italiano: ne capì la natura ibrida, e da subito lavorò sui suoi paradossi. Più che il lavoro di un intellettuale organico,
Riso amaro
è un grande fumettone, con l’esorbitante Mangano – che è già quella di Anna e Mambo – e poi Raf Vallone e Gassman… Il film, coraggioso e abbastanza folle, ha una solidità e un fascino irresistibili. Oggi, com’è giusto, ci appare più vicino a Matarazzo che a De Sica. Un capolavoro non lo era nemmeno allora, ma è forse un esempio irripetuto di grande spettacolo nazional-popolare di «sinistra». E poi, al di là dei partiti presi, si vede che De Santis amava le facce delle persone che inquadrava; amava i luoghi, amava le donne…
(emiliano morreale)

Destinazione Piovarolo

Nel ’22, essendosi classificato ultimo alle selezioni di un concorso delle Ferrovie dello Stato, Antonio La Quaglia deve accontentarsi di un posto come capostazione in uno sperduto paesino dove non passa più di un treno al giorno. In attesa di un nuovo trasferimento, il tempo passa e la società italiana attraversa continue trasformazioni. Una commedia agrodolce, ben interpretata da Totò, spesso spalleggiato da una straordinaria Tina Pica. Nello stesso anno, Paolella diresse Totò ne
Il coraggio.
(andrea tagliacozzo)