Arrivederci amore, ciao

Giorgio Pellegrino è un ex terrorista di sinistra. Per non finire in galera fugge in Sudamerica tra i guerriglieri. Caduto il muro di Berlino decide di far ritorno in Italia, ma c’è un prezzo da pagare: deve rivelare i nomi dei suoi vecchi compagni per ottenere una riduzione della pena a due anni. Così fa e, una volta uscito, decide di accumulare un capitale attraverso l’illegalità. Quasi ci riesce, ma il passato torna a galla

Io ballo da sola

Lucy torna nella villa in Toscana dove è cresciuta per scoprire chi è il suo vero padre. In una comunità internazionale di ricchi annoiati, troverà invece l’amore. Bertolucci torna a raccontare una storia italiana dopo quindici anni, con aria distesa e occhio giovanissimo. Riunisce un cast bizzarro da vecchio cinefilo (da Jeremy Irons a Jean Marais a Stefania Sandrelli) e filma con curiosità lo schiudersi della bellezza nel corpo di Liv Tyler. Libero dalle sovrastrutture ideologiche che altrove lo ingabbiano, dà libero sfogo a un piacere di raccontare che si è visto in poche altre pellicole del decennio. Un film solare, un film di morte. E una descrizione di ricchi intellettuali che ad alcuni ha ricordato addirittura La regola del gioco di Renoir. Un film giovane, da conservare per i decenni a venire. (emiliano morreale)

Appassionate

Napoli, 1929: Michele uccide la moglie che lo tradisce dopo aver visto un film.
Napoli, oggi: Rosa sogna, ascoltando canzoni alla radio, un amore che non giunge mai, convinta che il padre sia morto. Caterina, sua sorella, ammazza l’ex amante che si è sposato con un’altra. Maddalena, una prostituta che ha assistito alla scena, sconvolta, decide di cambiare vita: uccide un suo cliente e poi si consegna ai carabinieri. In carcere conosce Caterina. Intanto, in una masseria di campagna, la Madonna delle Galline sorge dalla terra. Nonostante le polemiche e le ironie che hanno accolto il film di Tonino De Bernardi,
Appassionate
è e resta un capolavoro, uno dei pochi partoriti dal cinema italiano negli ultimi anni. De Bernardi possiede il dono di girare con una leggerezza sensuale e inusitata, nella quale sembrano ritrovarsi le illuminazioni rosselliniane, il realismo magico di Kiarostami e la plasticità del miglior cinema portoghese. A tutto ciò aggiunge una fame di vita che gli permette di riprendere i corpi incantandosi dinnanzi al loro splendore carnale. De Bernardi filma a frammenti, eppure tutto si muove fluido e generoso, congiungendosi con le lacrime dello spettatore nel luogo dove il cinema è situato ancora all’altezza del cuore. Sarebbe curioso, infine, abbinare
Appassionate
a
Rosatigre
, pellicola nella quale De Bernardi ritorna a Napoli ritraendola con un’urgenza e una furia che si decantano in una sorta di action painting del gesto filmante.
(giona a. nazzaro)

L’arcano incantatore

Bologna, anno 1750. Il seminarista Giacomo vacilla nella fede e ingravida una giovane. Dopo il fatto fugge e trova asilo presso un monsignore scomunicato, che vive in un misterioso maniero, pieno di misteriosi e terrificanti segreti. Un ritorno di Avati alle sue origini, per un film di genere ricco d’atmosfera.