Alfredo Alfredo

Con l’aiuto di un amico, il timido Alfredo riesce a portare all’altare la ragazza che ama, la farmacista Maria Rosa. Fin dai primi giorni di matrimonio, il giovanotto comprende di aver commesso un terribile sbaglio: la moglie, possessiva ed isterica, gli rende la vita impossibile. Alfredo trova conforto nell’amicizia di Carolina, della quale s’innamora. Non è tra le cose migliori di Pietro Germi, ma contiene alcuni momenti davvero divertenti. Buona la prova di Dustin Hoffman, che aveva già lavorato in Italia nel ’68 in
Un dollaro per 7 vigliacchi
.
(andrea tagliacozzo)

Un giorno da leoni

Nella confusione che si è venuta a creare all’indomani dell’otto settembre 1943, tre giovani, riusciti miracolosamente a sfuggire alla cattura da parte dei tedeschi, si uniscono a un gruppo di militari decisi a compiere una pericolosa azione di sabotaggio. Primo film importante di Nanni Loy – in precedenza già autore di lavori più «leggeri» come
Parola di ladro
,
Il marito
e
L’audace colpo dei soliti ignoti
. Alle prese con un progetto piuttosto complesso, il regista si dimostra un narratore puntuale ed efficace. L’anno dopo, Loy realizzerà
Le quattro giornate di Napoli
, ambientato più o meno nello stesso periodo storico. Sceneggiatura firmata dallo stesso Loy e da Alfredo Giannetti.
(andrea tagliacozzo)

Tutti a casa

L’armistizio dell’8 settembre 1943 coglie di sorpresa il sottotenente Innocenzi che, sciolta la compagnia, cerca disperatamente di tornare a casa, nell’Agro Pontino, assieme a pochi altri soldati del suo reparto. Un’ottima interpretazione di Alberto Sordi, abilmente in bilico – così come il film – tra il tragico e il comico. Il momento storico è ricostruito con grande sensibilità da Comencini, in una delle sue prove registiche migliori. Straordinari anche gli interpreti di contorno, compresa una giovanissima Carla Gravina.
(andrea tagliacozzo)

L’erede

Bart, giovane erede di un grande complesso siderurgico ed editoriale, affida a un detective l’incarico di far luce sulla morte del padre, avvenuta in circostanze misteriose. Il neo capitano d’industria, deciso a rinnovare la conduzione dell’azienda, si accorge che qualcuno sta tramando contro di lui. La banalità del soggetto è in parte riscattata dalla bravura degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Banditi a Milano

La storia della banda di Piero Cavallero, che insanguinò Milano il 25 settembre 1967, raccontata da Carlo Lizzani con uno stile scarno e asciutto, quasi con piglio giornalistico. Un gruppo di quattro uomini prepara e realizza una serie di colpi, l’ultimo dei quali, al Banco di Napoli, coinvolge diversi inermi cittadini. Eccellente Gian Maria Volontè nei panni di Cavallero.
(andrea tagliacozzo)