Gazebo

Uno scrittore di romanzi gialli, stanco di essere ricattato per alcune vecchie foto che comprometterebbero il suo matrimonio, uccide il delinquente che lo perseguita e lo seppellisce in giardino, sotto un enorme gazebo. Con grande sorpresa del romanziere, il cadavere dell’uomo viene però rinvenuto in tutt’altro luogo. Da un lavoro teatrale di Alec Coppel, un film piuttosto divertente, a dispetto del lugubre argomento. Nel 1971, lo stesso soggetto ispirò a Jean Girault il suo
Jo e il gazebo
con Louis de Funès.
(andrea tagliacozzo)

Scappatella con il morto

Harry, giovane e ambizioso medico, trascura la moglie Marjorie. Quest’ultima, su consiglio della sorella minore, decide di concedersi un’avventura extraconiugale. La donna si reca in una stanza d’albergo con un affascinante sconosciuto che, durante il rapporto, muore d’infarto. Solo più tardi Marjorie viene a sapere che l’uomo era il fratello del marito. Commedia nera dall’andamento altalenante. Non tutte le gag vanno a sempre a segno, ma l’insieme è tutto sommato divertente.
(andrea tagliacozzo)

Ho sposato un fantasma

Per colpa di un imbranatissimo santone, lo spirito della miliardaria Edwina Cutwater entra nel corpo di un avvocato quarantenne, Roger Cobb. Il poverino si ritrova così con due anime in un solo corpo. Soggetto esile, sceneggiatura ricca di trovate ma quasi anarcoide, entrambi più che sufficienti a far scatenare il funambolico Steve Martin in un lungo, esilarante showcase. L’attore e il regista Carl Reiner avevano già collaborato due anni prima nell’altrettanto divertente Il mistero del cadavere scomparso.
(andrea tagliacozzo)

Ocean’s Thirteen

Danny Ocean e compagni devono togliere dai guai l’amico di vecchi data Reuben Tishkoff (Elliot Gould), entrato in affari con il losco uomo d’affari Willy Banks (Al Pacino). Ocean ha così intenzione di rovinare la festa di inaugurazione del nuovo casinò di Banks, screditandolo agli occhi della stampa e vendicando il torto subito dall’amico.

Arrivano i russi, arrivano i russi

Un sommergibile russo si arena lungo la costa di una piccola isola americana. I marinai sovietici, scesi a terra in cerca di aiuto, si introducono nella casa di una famiglia del posto che, dopo una iniziale diffidenza, decide di dare loro una mano. Una intelligente commedia sulla distensione diretta con mano leggera da Nornan Jewison. Alan Arkin, al suo esordio sul grande schermo, si guadagnò una meritatissima nomination all’Oscar. Nell’87, Rick Rosenthal realizzerà uno scialbo rifacimento del film intitolato
Mamma ho acchiappato un russo
.
(andrea tagliacozzo)

Ho perso la testa per un cervello

Terza collaborazione tra l’attore Steve Martin e il regista Carl Reiner, iniziata nel 1979 con
Lo straccione
. Uno scienziato di grande fama, accortosi che la moglie mira solo al suo denaro, s’innamora del cervello di una ragazza, ormai defunta, con il quale riesce a comunicare telepaticamente. Trama ai limiti dell’assurdo e toni farseschi per un film ricco di gag, anche se non tutte colpiscono nel segno. Ma l’irresistibile interpretazione di Martin – che nella finzione porta l’esilarante ma impronunciabile nome Michael Hfuhruhurr – rende quasi d’obbligo la visione.
(andrea tagliacozzo)

Ocean’s Eleven

Un ladro-gentiluomo, Danniel Ocean (George Clooney), esce di galera dopo quattro anni e, senza pensarci un attimo, cerca di mettere in atto un altro colpo, il colpo del secolo: svaligiare tre casinò di Las Vegas. Per il suo piano ha bisogno di molti uomini, undici in tutto. Il suo socio è Rusty Ryan (Brad Pitt), un baro che insegna a giocare a poker a celebrità della televisione. Quando ormai è tutto pronto si scopre che il padrone dei tre casinò (Andy Garcia) è il nuovo compagno della sua ex moglie (Julia Roberts). Ocean non solo vuole rubare 160 milioni di dollari, ma anche riconquistare la sua dolce metà. Un cast impressionante per un film leggero, spassoso, che segue un canovaccio trito e ritrito, ma molto ben confezionato. Soderbergh si dimostra ancora una volta un mostro da box office, questa volta però la grande impresa non è stata dirigere il film, ma assemblare così tante prime donne di Hollywood che, così ci dicono, hanno lavorato in perfetta armonia e sottocosto. Una piacevole commedia con divertenti escamotage narrativi. Il resto lo fanno le star. Dedicato alle fan di Clooney, Pitt e Damon, un po’ meno a quelli della Roberts, che compare poco (ma bene).
(andrea amato)