Carandiru

Babenco ritorna al lavoro dopo una lunga malattia per dirigere questa storia tratta dalla biografia del dottor Drauzio Varella, che assunse l’incarico della prevenzione dell’Aids all’interno dell’orrendo penitenziario di stato di Carandiru, diventando un testimone delle degradanti condizioni che portarono alle mortali rivolte nel 1992. Il ritratto carcerario — del tutto convenzionale e con personaggi standard — è salvato dalla natura geniuna del racconto e dall’abilità di Babenco dietro la macchina da presa. Basato sul libro Estaµão Carandiru dello stesso Varella.