La banda degli onesti

In punto di morte, un ex impiegato della Zecca incarica il portiere Antonio di gettare nel Tevere il cliché per la fabbricazione delle diecimila lire che aveva sottratto anni addietro sul posto di lavoro. Il portiere, che naviga in brutte acque finanziarie, pensa bene invece di tenersi il maltolto per servirsene assieme a due amici. Uno dei migliori film di Totò, sostenuto, oltre che dall’ottima interpretazione dei tre protagonisti, anche da una sceneggiatura (firmata da Age e Scarpelli) più curata del solito.
(andrea tagliacozzo)

La cambiale

La cambiale di un industriale, finito in prigione per insolvenza, arriva nelle mani del proprietario di un negozio di animali che, a sua volta, la gira al suo ingenuo commesso. Questi dona la cambiale a una ragazza di facili costumi che se ne serve per imbrogliare un negoziante ed ottenere in cambio una pelliccia. Un cast davvero imponente di attori di casa nostra (per non parlare degli autori del copione, tra cui spiccano le prestigiose firme di Vittorio Metz e Lugi Magni) lasciato a briglia sciolta e banalmente sprecato per un’ideuzza non troppo malvagia, ma svolta con poca fantasia. Come al solito, quando c’è da improvvisare a mettersi in mostra è soprattutto Totò.
(andrea tagliacozzo)

Totò all’inferno

Antonio tenta in tutti modi di suicidarsi, ma gli va sempre male, fino a che un giorno, accidentalmente, cade in un fiume e muore annegato. Finito all’inferno, Antonio s’imbatte in Cleopatra da lui amata in una delle sue precedenti incarnazioni, quando era Marcantonio. La trama non brilla per coerenza, ma fornisce a Totò il pretesto per scatenarsi in uno dei suoi soliti tour de force comici di stampo surreale. Uno dei sei film girati dall’attore nel 1954.
(andrea tagliacozzo)

Gli eroi del doppiogioco

Il podestà fascista di un paesino tosco-emiliano ha tre figli: i primi due hanno seguito le orme paterne inserendosi nell’ordinamento politico del regime, mentre il terzo, tornato piuttosto provato nel fisico e nel morale dalla campagna di Russia, manifesta atteggiamenti contrari alle idee fasciste. Un momento delicato della storia del nostro Paese affrontato con piglio ironico e sorridente. Peccato che, tranne qualche occasionale risata, il risultato non sia dei migliori.
(andrea tagliacozzo)

Totò Story

Un’antologia di alcuni episodi tratti dai più noti del comico napoletano:
Totò sceicco, La banda degli onesti, Totò, Peppino e la malafemmina, Totò, Peppino e i fuorilegge, Totòtruffa ‘62, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi
e
Signori si nasce
. Nella scena tratta da quest’ultimo, una delle più divertenti dell’intera raccolta, Totò cerca di scroccare del denaro al fratello (interpretato da Peppino De Filippo) con la scusa di costruire una tomba di famiglia.
(andrea tagliacozzo)

Genitori in blue jeans

Le vicende di Peppino, il titolare di una rinomata sartoria romana, che, recatosi a Parigi con un amico, dopo essersi dato alla pazza gioia e aver tentato facili conquiste, s’innamora di una bella inglese. Commediola che si regge unicamente sulla verve degli interpreti. Il regista Mastrocinque aveva già diretto Peppino De Filippo in altre tre pellicole dove l’attore napoletano faceva coppia con Totò.
(andrea tagliacozzo)

Totò, Peppino e i fuorilegge

Totò si mette d’accordo con l’amico Peppino per truffare la ricchissima consorte: facendo credere di essere stato rapito dal famigerato bandito Ignazio, chiede alla donna un riscatto di cinque milioni. Come al solito le parti più divertenti del film sono gli impagabili duetti tra Totò e Peppino De Filippo. Irresistibile anche Titina De Filippo nel ruolo della moglie di Totò. Sempre nel ’56, Camillo Mastrocinque aveva diretto il comico partenopeo in
La banda degli onesti, Totò lascia o raddoppia
e
Totò, Peppino e la malafemmina
.
(andrea tagliacozzo)

Toto, Peppino e… la Malafemmina

Mentre è a Napoli per studiare, Gianni perde la testa per una ballerina, che segue fino a Milano. Totò e Peppino, zii del giovane, sono preoccupatissimi. Decidono quindi di recarsi nella città lombarda per far rinsavire il nipote. Forse la migliore delle commedie di Totò, incredibilmente ricca di gag, battute e indimenticabili duetti con Peppino De Filippo. Non si contano le scene d’antologia: i due che scrivono la lettera alla ragazza, l’arrivo a Milano, gli alterchi con il vicino Mezzacapa e altre ancora.
(andrea tagliacozzo)

Siamo uomini o caporali?

Rinchiuso in una clinica psichiatrica per aver dato in escandescenze, Totò racconta al medico la triste vicenda che lo vede perennemente vessato dai “caporali”, ovvero quei tipi che passano la vita a sfruttare gli altri, poveri e onesti “uomini” come lui che lavorano e sudano fatica. Uno dei lavori più celebri di Totò, esile ed episodico nella struttura, ma molto divertente. Ottimo Paolo Stoppa, interprete di tutti i personaggi che perseguitano il protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Vacanze d’inverno

Sullo splendido e innevato sfondo di Cortina d’Ampezzo, durante le vacanze di fine anno, s’intrecciano quattro storie che vedono un solo e unico protagonista: l’amore. Lo scenario comune, un lussoso albergo. C’è il ragioniere che ha vinto un viaggio che fa il cascamorto con una contessa; il conte ci prova con la figlia del portiere dell’hotel… e così via. Tra gli interpreti del film, Alberto Sordi imperversa con la sua travolgente comicità. Nello stesso anno, l’attore romano girò altre due pellicole d’ambiente vacanziero:
Costa Azzurra
e
Brevi amori a Palma di Maiorca.
(andrea tagliacozzo)

Totò a Parigi

A Parigi, il marchese Gastone, depositario di una ricca polizza sulla vita, organizza una truffa ai danni dell’agenzia di assicurazioni servendosi di un perfetto sosia, Totò, destinato a morire in sua vece. Quest’ultimo, ignaro del piano ordito alle sue spalle, accetta di buon grado di sostituirsi al nobile. Il tema del doppio, che ricorre in molte altre pellicole del comico napoletano, è ormai un po’ logoro. Le solite impennate di Totò salvano il film dalla più totale mediocrità.
(andrea tagliacozzo)