Morte di un commesso viaggiatore

Il dramma sociale di Arthur Miller, vincitore del premio Pulitzer, su un uomo di mezza età in completa crisi interiore viene portato fedelmente sullo schermo con l’aggiunta di alcuni flashback teatrali. Nel ruolo del protagonista, March non riesce a spiegarsi i fallimenti nella propria vita privata e professionale; La Dunnock è la sua comprensiva moglie, McCarthy e Mitchell i figli disillusi. Superbo. La Dunnock, Mitchell e Smith riprendono i loro personaggi teatrali; McCarthy — al suo debutto cinematografico — ripropone la parte che ha recitato in teatro a Londra.

Amami o lasciami

La giovane Ruth, cantante alle prime armi, si esibisce in un locale di Chicago dove viene notata da Marty Snyder, un potente gangster locale. Colpito dal talento della ragazza, dal suo grande fascino, l’uomo decide di farle da impresario. Ruth, grazie ai consigli e all’influenza di Marty, arriva rapidamente al successo. Un insolito melodramma, tutt’altro che edulcorato dalla patina hollywoodiana, splendidamente interpretato da James Cagney e Doris Day. Il soggetto, ispirato alla storia vera di Ruth Etting, vinse l’Oscar 1955. La canzone I’ll Never Stop Loving You , candidata senza fortuna alla conquista statuetta, divenne uno dei grandi hit di Doris Day. (andrea tagliacozzo)

L’ultimo dei vichinghi

Tornato a casa dopo l’ennesima scorreria, Harold, figlio del re dei vichinghi, scopre che il padre è stato ucciso. Sul trono siede lo spietato Sveno, che si è rintanato nel suo inespugnabile maniero. Il coraggioso Harold si presenta al castello dell’usurpatore sotto le mentite spoglie dell’ambasciatore di Danimarca. Dignitosa pellicola d’avventura, tipico prodotto del cinema di serie B italiano. Paradossalmente il punto debole del film sta proprio nei tanto celebrati attori americani (in questo caso Cameron Mitchell ed Edmund Purdom) che si calano

alquanto svogliatamente nei rispettivi ruoli.
(andrea tagliacozzo)

L’ospite d’onore

Commedia piacevole ambientata nel 1954, che racconta le vicende del giovane autore di uno spettacolo di varietà per la televisione, cui viene dato l’incarico di accompagnare l’ospite d’onore di quella settimana, un idolo dello schermo, ma un accanito bevitore lontano dai riflettori, Alan Swann, interpretato alla perfezione da “O’Toole. Ci sono troppi cambi di direzione, ma il film offre anche momenti brillanti e interpretazioni affascinanti (come quella di Bologna nella parte di una star della tv). La donna con cui “O’Toole balla nel night-club è Gloria Stuart. Debutto alla regia per Benjamin. Dieci anni più tardi ne è stato fatto un musical per Broadway (sempre con Kazan).