Ultra Violet

In seguito a una serie di sperimentazioni genetiche sfuggite di mano, che miravano a creare una schiatta di soldati invincibili, l’umanità risulta decimata. Tra i sopravvissuti vi sono esseri dalle fattezze umane, ma dotati in incredibile velocità, resistenza alla fatica e al dolore e molto intelligenti. Il loro “lato debole” è rappresentato dal fatto che… per sopravvivere devono cibarsi di sangue, come i vampiri. Una di queste creature «ematofaghe», Violet Song (Milla Jovovich) è impegnata nella lotta contro il terribile dittatore Ferdinand Daxus (Nick Chinlund), che per mettere al sicuro il suo potere ha deciso di sterminare gli ematofagi. Violet scopre che la chiave di tutto è il piccolo Six, un bimbo che possiede l’antidoto alla mutazione genetica che crea i superuomini. Se Daxus riuscirà a impossessarsene, sarà la fine per Violet e gli altri

Running

Joey Gazelle è un affiliato della mafia italiana guidata dal boss Perello a Grimley, New Jersey. Nel corso di un affare di droga organizzato in una squallida camera d’albergo, fa irruzione una banda di uomini a viso coperto intenzionati a portar via soldi e stupefacenti a Joey e ai suoi compagni: dopo un cruento scontro a fuoco, i gangster hanno la meglio e scoprono dai documenti dei banditi morti che questi in realtà sono poliziotti. Jimmy Tombs Perello, figlio del boss, affida a Joey l’incarico di sbarazzarsi delle armi compromettenti. L’uomo nasconde due pistole dietro un pannello di legno nella cantina di casa, ignaro che qualcuno lo stia osservando. Sembra tutto sistemato ma, la stessa sera, durante la cena con la sua famiglia, Joey rischia di essere ucciso dal colpo di una pistola esploso dalla casa accanto, in cui vivono Anzor, un affiliato della famiglia mafiosa russa Yugorsky, con la moglie e il figlioccio Oleg. Joey, pistola alla mano, si precipita a casa di Anzor e scopre che non è stato l’uomo a sparargli. Questo, infatti, è ferito gravemente alla spalla e racconta che a colpirlo è stato il giovane Oleg con un’arma che sembra essere proprio una delle pistole nascoste in precedenza da Joey. Inizia così una corsa contro il tempo per ritrovare, prima della polizia, il bambino e la pistola incriminante.

La recensione

L’immagine vibrante di semaforo rosso bruciato da una spider lanciata ad alta velocità. A bordo ci sono un uomo, Joey, che sembra appena uscito da una rissa, e un bambino spaventato, Oleg, con un’e

Thank You for Smoking

A Nick Naylor (Aaron Eckhart,

Erin Brockovich,
The Black Dahlia
di Brian De Palma, in concorso a Venezia 2006) il proprio lavoro piace. Non è un lavoro facile, ma se l’è scelto lui. Nick è un
lobbysta
al soldo di una multinazionale del tabacco retta con polso di ferro dal Capitano (Robert Duvall). In parole povere, Nick è pagato per difendere l’immagine e le ragioni dei fumatori, anche a costo di prendersi gli insulti delle associazioni antifumo, parare i colpi di un senatore del Vermont (William H. Macy) o essere sequestrato da un gruppo di salutisti-fondamentalisti e quasi mandato al creatore da un’overdose di nicotina. Per rilanciare il mercato calante delle sigarette – che comunque continuano a provocare 1200 morti al giorno – Nick ha l’idea di convincere il più potente tra gli agenti di Hollywood (un Rob Lowe sciroccato che vive come un orientale e dorme solo la domenica) a mettere in cantiere una pellicola che dovrà rinverdire i fasti del cinema dei bei tempi, quando tutti i divi fumavano come ciminiere e la sigaretta era un vero e proprio
status symbol.
Nick porta con sé il figlio adolescente Joey (Cameron Bright), nel tentativo di recuperare un rapporto incrinatosi in seguito alla separazione dalla moglie. Tutto sembra procedere bene, ma il lobbysta pecca di presunzione quando ignora i saggi consigli dei suoi migliori amici, coi quali forma il trio MDM (Mercanti Di Morte): Polly (Maria Bello), portavoce dell’industria degli alcolici, e Bobby Jay (David Koechner), lobbysta delle armi. Cede infatti alle grazie generosamente esibite da una giornalista rampante (Katie Holmes), finendo sbugiardato in prima pagina. Riuscirà a risollevarsi?

La recensione

Lungometraggio d’esordio, ben girato e divertente, sui toni della commedia (Primo Merito) di Jason Reitman – figlio di

Ivan