Cincinnati Kid

Avrebbe dovuto dirigerlo Sam Peckinpah, ma è – insieme a
La calda notte dell’ispettore Tibbs
e
Rollerball
– uno dei vertici della filmografia di Norman Jewison.
Cincinnati Kid
, scritto dal compianto Ring Lardner jr. (uno dei «dieci di Hollywood» invisi al maccartismo, autore anche del copione di
M.A.S.H.
), è un piccolo classico sul fruttuoso binomio tra cinema e tavolo verde. Il film, il cui impianto ricorda molto quello de
Lo spaccone
di Robert Rossen, svolge sul terreno impervio dei tavoli da poker l’eterna ossessione americana del gioco. Il ritratto ambientale è potente, la suspense di prim’ordine e le molte parentesi private efficaci. L’allegorico conflitto tra l’anziano gambler Edward G. Robinson e il giovane e arrogante Steve McQueen si conclude con il riconoscimento da parte di quest’ultimo del magistero della vecchia guardia. Celebre la battuta finale del vecchio giocatore, il quale ammonisce il più giovane ricordandogli che dovrà sempre accontentarsi di un secondo posto. Almeno finché il più esperto resterà in circolazione.
(anton giulio mancino)

The Blues Brothers

All’uscita della prigione, dove ha scontato cinque anni per debiti, Jake Blues trova ad aspettarlo suo fratello Elwood. I due, decisi a salvare l’orfanotrofio dove sono cresciuti, fortemente indebitato con il fisco, provano a ricostituire il loro vecchio gruppo di rock-blues. Prima, però, devono rintracciare tutti i componenti. Il miglior film di John Landis, vero proprio oggetto di culto; complice uno scatenato John Belushi, una serie ininterrotta di trovate comiche e una colonna sonora a dir poco trascinante. Numerose le apparizioni speciali, tra le quali quella di Steven Spielberg nei panni di un impiegato delle poste.
(andrea tagliacozzo)