Un marito ideale

Dall’omonima commedia di Oscar Wilde. In Inghilterra, un giovanotto, segretario di un importante politico, approfitta della propria posizione per arricchirsi e fare rapidamente carriera. Diversi anni più tardi, divenuto una personalità di spicco del governo britannico, l’uomo viene ricattato da una ragazza che minaccia di rivelare le sue malefatte. Il film è eccessivamente lento e risente di un’impostazione troppo teatrale.
(andrea tagliacozzo)

I crociati

Amore, azione e grandi macchinari da assedio nella versione di DeMille delle crociate medievali. Molto avvincente, con la Young nella parte di una fulgida regina rapita dagli infedeli; Riccardo Cuor di Leone (Wilcoxon) dovrà salvarla. Attenzione alla breve apparizione di Ann Sheridan nella parte di una giovane cristiana.

Il giardino di Allah

Su un treno che la conduce al deserto algerino, una bella e ricca vedova conosce un giovane russo che, a causa di una profonda crisi morale, ha passato un lungo periodo in convento. I due s’innamorano e, dopo breve tempo, decidono di sposarsi. Tipico esempio di esotismo hollywoodiano, spettacolare ma totalmente falso, reso memorabile dalla fotografia a colori di W. Howard Greene e Harold Rosson (premiati con un Oscar speciale).
(andrea tagliacozzo)

La regina Cristina

Richiesta da molti pretendenti che vorrebbero sposarla per ragioni di Stato, Cristina (Greta Garbo), regina di Svezia nel XVII secolo, s’innamora dell’ambasciatore di Spagna. Per amore di questi, la sovrana decide di abdicare. Ma un membro della corte sfida il diplomatico spagnolo a duello. E la regina sarà condannata alla solitudine… Film cucito addosso alla Garbo (la regina è convinta di dover «indossare» abiti e modi maschili per ricoprire il suo ruolo), diretto con stile raffinato dal Rouben Mamoulian, scelto dalla stessa atrice. Al posto di John Gilbert avrebbe dovuto esserci Laurence Olivier, che fu rifiutato dalla diva, così come Leslie Howard e Franchot Tone prima di lui. el resto tutti sapevano, nel 1933, che la Garbo e Gilbert avevano avuto una relazione nella vita reale. Passata alla storia del cinema, la sequenza della Garbo che guarda lontano in modo enigmatico. Miglior film al Festival di Venezia del 1933.
(andrea tagliacozzo)

Si riparla dell’uomo ombra

La coppia di detective più alcolica dello schermo di nuovo insieme — anche se Nora beve di meno, adesso che è diventata mamma — per risolvere un misterioso caso di omicidio a Long Island. Terzo episodio di questa fortunata serie, l’ultimo a essere tratto da un racconto di Dashiell Hammett.

Cleopatra

Questa opulenta versione della vicenda di Cleopatra firmata da DeMille è fedele all’ambientazione storica e si distingue come uno dei migliori film del regista, grazie soprattutto alle buone interpretazioni di tutti. Intrattenimento al top, con la fotografia (vincitrice dell’Oscar) di Victor Milner.

Dieci piccoli indiani

Un giallo di Agatha Christie, pieno di tensione e suspense. In dieci vengono invitati su un’isola deserta: verranno uccisi uno dopo l’altro. Grande sceneggiatura di Dudley Nichols, superbe trovate visive. Con tre remake.

Rebecca, la prima moglie

Tratto dal romanzo di Daphne du Maurier. Un vedovo molto ricco, proprietario di un magnifico castello, sposa una ragazza timida e ingenua che la governante, ossessionata dal ricordo della prima moglie dell’uomo, fa sentire quasi un’estranea. La nuova moglie non viene mai nominata per tutto il film. Esordio hollywoodiano del maestro del brivido – che qui compare nel suo solito ruolo cameo fuori da una cabina telefonica – con un film cupo, inquietante e suggestivo. Oscar 1940 per il miglior film e per la fotografia di Gorge Barnes. Joan Fontaine, anche lei candidata, rimase a mani vuote, ma si rifece l’anno dopo vincendo l’ambita statuetta con
Il sospetto
(altro film di Hitchcock).
(andrea tagliacozzo)

Piccole donne

Riduzione cinematografica dell’omonimo celebre romanzo di Louisa May Alcott. Durante l’assenza del capofamiglia, richiamato sotto le armi, la famiglia March, nonostante una difficile situazione finanziaria, continua a condurre la solita vita. Il film descrive i turbamenti sentimentali delle quattro figlie, Jo, Meg, Amy e Beth. Indubbiamente ben realizzato, anche se l’edizione del ’33, diretta da George Cukor e interpretata da Katharine Hepburn, era nettamente migliore.
(andrea tagliacozzo)