Rocky V

Il campione di un tempo ha toccato il fondo (di nuovo). Finisce nel suo vecchio quartiere, al verde e ostracizzato (di nuovo). Allena un giovane pugile che si rivela un ingrato, e nonostante il suo danno cerebrale (dopo il combattimento di Rocky IV) desidera rischiare il tutto per tutto in un altro incontro. Di nuovo. Si paga il biglietto e si ottiene quel che ci si aspetta da questa sceneggiatura di Stallone, ma il brivido è svanito. Il vero figlio di Stallone interpreta Rocky jr.

Hindenburg

Nel 1937, un colonnello della Luftwaffe sale a bordo del dirigibile tedesco Hindenburg, che si appresta a compiere la sua seconda trasvolata dell’Atlantico, per scoprire tra i 97 passeggeri un misterioso attentatore antinazista. Un film decisamente minore del regista di
West Side Story
, a cui non basta un cast d’eccezione per tenere sveglio l’interesse. La trama, debitamente romanzata, s’ispira a un fatto realmente accaduto. Oscar per gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

Rocky V

Quinta (ed ultima?) puntata della fortunata, ma ormai stanca serie sul pugile italo-americano Rocky Balboa. Rocky apprende che a causa di alcune gravi lesioni al cervello deve abbandonare il ring. Come se non bastasse, il suo commercialista lo ha lasciato senza un soldo. L’ex campione decide quindi di diventare l’allenatore di un promettente boxeur. In cabina di regia torna John G. Avildsen, regista del primo episodio della serie, anche se la magia dell’originale è ormai definitivamente perduta. Nella parte del figlio del protagonista, Rocky Jr., recita il vero figlio di Sylvester Stallone.
(andrea tagliacozzo)

Rocky

Rocky, giovane pugile di Philadelphia, sbarca il lunario con qualche sporadica vittoria sul ring e lavorando per un piccolo boss locale. Quando il campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed decide di dare a un qualsiasi esordiente l’opportunità di sfidarlo, il giovanotto, preso sotto l’ala protettrice di un anziano boxeur, coglie al volo l’occasione. Scritta dallo stesso Sylvester Stallone (fino ad allora un perfetto sconosciuto), una parola del Sogno Americano fin troppo scoperta, ma tutto sommato sincera, commovente ed efficace nella sua pur prevedibile struttura narrativa. Del film, vincitore di tre premi Oscar (film, regia e montaggio), verranno realizzati ben quattro seguiti, nessuno dei quali minimamente all’altezza dell’originale. (andrea tagliacozzo)

Stato di grazia

L’agente di polizia Terry Noonan viene infiltrato nel quartiere irlandese di New York, dove è nato e cresciuto in mezzo al crimine. I vecchi amici non sanno che lavora per conto delle forze dell’ordine e si fidano ciecamente di lui. Ritrova così Kathleen, la ragazza della quale era innamorato molto anni addietro, sorella dell’amico d’infanzia Jackie. Un gangster movie originale ed elegante. Ottima la regia iperbolica di Phil Joanou (
Analisi finale
) e l’interpretazione di Gary Oldman nel difficile ruolo del nevrotico Jackie.
(andrea tagliacozzo)

Madame X

Tratto da un lavoro teatrale di Alexandre Bisson, più volte portato sul grande schermo. Holly Parker, sposata al ricchissimo Clayton Anderson, ha una breve relazione extraconiguale con Phil Benton. Durante un alterco con quest’ultimo, al quale ha comunicato l’intenzione di troncare ogni legame, la donna provoca accidentalmente la morte dell’amante. Un dramma a tratti stucchevole, ma ben sorretto dall’indubbio mestiere della Turner. Ultimo film di Constance Bennet, scomparsa il 24 luglio del 1965 in seguito a un’emorragia cerebrale.
(andrea tagliacozzo)