The Million Dollar Hotel

Storia eccentrica alla Davis e Lisa di due giovani amanti mentalmente instabili, ambientata in un piccolo albergo della previdenza sociale di Los Angeles. Bono (degli U2) ha collaborato alla stesura di una sceneggiatura confusa e tortuosa che mette a dura prova la pazienza degli spettatori. Per fortuna l’acume di Wenders si riflette nella poesia figurativa, mentre Davies e la Jovovich svolgono al meglio la loro parte di protagonisti. Un aiuto alla riuscita del film viene da un colorito cast di supporto, anche se Gibson nella parte di un agente dell’FBI con il busto per la schiena sembra appartenere a tutt’altro film. Panavision.

Anche gli uccelli uccidono

Un giovanotto ritardato, che si nasconde sotto il tetto dell’osservatorio di Houston, progetta uno strano apparecchio con cui vorrebbe volare. Tutti quelli che cercano di ostacolarlo nell’impresa trovano la morte in circostanze misteriose. Un film corrosivo, allo stesso tempo amaro e divertente, realizzato da Robert Altman subito dopo il grande successo di M.A.S.H.. Il regista privilegia ancora una volta i toni grotteschi e surreali del racconto, ma senza commettere l’errore di trasformare i personaggi in anonime macchiette. Ottimo Bud Cort, in seguito protagonista del bellissimo Harold e Maude . Tra i migliori film di Altman, nonostante la poca fama. (andrea tagliacozzo)

Harold e Maude

Commedia nera imperniata sulla relazione amorosa tra fra il ventenne Cort, ossessionato dal pensiero della morte, e l’arzilla settantanovenne Gordon. Passato sottotraccia all’epoca dell’uscita, col tempo è diventato un film di culto, pietra miliare dello sceneggiatore Colin Higgins. Da non perdere gli esilaranti tentativi di suicidio di Cort. Musica di Cat Stevens.

Le avventure acquatiche di Steve Zissou

Steve Zissou è un leggendario esploratore subacqueo, «vanesio e anche un po’ stronzo» (sono parole sue). Durante la sua ultima missione il suo migliore amico nonché socio di lunga data, Esteban, è stato da divorato da un feroce squalo giaguaro. Nell’ambiente si mormora che Steve non sia più quello di una volta, una voce che l’oceanografo vuole mettere a tacere organizzando una nuova missione, durante la quale intende rintracciare lo squalo giaguaro e ucciderlo per vendicare il suo amico. Proprio alla vigilia della partenza, a un equipaggio già sufficientemente ricco di eccentrici personaggi, si aggiungono anche un’affascinante giornalista, incinta di qualche mese, e un pilota d’aerei che, presentandosi a Steve, sostiene di essere suo figlio.
Già regista del memorabile I Tenenbaum, Wes Anderson fa il bis con una strepitosa commedia girata a Cinecittà. Esilarante, geniale e a tratti toccante, Le avventure acquatiche di Steve Zissou riprende numerosi elementi del precedente film del regista (la centralità della famiglia, il mito della seconda possibilità, l’età dell’oro ormai terminata, un’estetica a cavallo fra anni Settanta e anni Ottanta, i personaggi sempre vestiti allo stesso modo, come nei fumetti) applicandoli a una nuova storia.
Un film riuscitissimo, sia dal punto di vista della narrazione, che tiene lo spettatore avvinto all’attesa di sapere cosa sta per succedere, sia soprattutto da quello delle trovate comiche, che è meglio non svelare in sede di recensione per non togliere al lettore il gusto della visione in sala.
Molto bella anche la colonna sonora, curata da Mark Mothersbaugh dei Devo e contenente diversi classici di David Bowie reinterpretati in versione voce-chitarra e in lingua portoghese da Seu Jorge, popstar brasiliana che recita anche nel film nei panni del marinaio Pelé Dos Santos. (maurizio zoja)