Jurassic World – Il regno distrutto

Jurassic World – Il regno distrutto

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Chris Pratt in Jurassic World

Il 7 giugno 2018 è uscito nelle sale cinematografiche italiane e britanniche Jurassic World – Il regno distrutto, sequel di Jurassic World del 2015. Diretto da Juan Antonio Bayona, il film avrà come protagonisti Chris Pratt e Bryce Dallas Howard. L’anteprima mondiale avvenuta a Madrid ha ricevuto una standing ovation di dieci minuti e le prime critiche sono state positive. La pellicola arriverà anche negli Stati Uniti, il 22 giugno 2018.

Isla Nubar, tre anni dopo che i dinosauri hanno distrutto il parco Jurassic World. L’isola è stata ormai abbandonata e i dinosauri vivono incontrollati nella giungla. Ma il peggio deve ancora arrivare: il vulcano dell’isola sembra essersi risvegliato. Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) organizza una spedizione sull’isola e coinvolge anche Owen (Chris Pratt), il quale spera di ritrovare Blue, il primo velociraptor da lui allevato e ancora disperso. Arrivati alla loro destinazione, scopriranno che una grande minaccia incombe su tutta l’umanità.

Jurassic Park: un franchise di successo

Due romanzi, cinque film, una saga di videogames, un parco a tema e una miniserie a fumetti. Tutto questo fa parte di Jurassic Park, un media franchise multimilionario. Innanzitutto, nel 1990, lo scrittore Michael Crichton pubblica Jurassic Park, un romanzo di genere fantascientifico che diventa il best seller dell’anno. Gli Universal Studios, di conseguenza, decidono di acquistare i diritti dell’opera, dietro consiglio di Steven Spielberg. Allo stesso autore viene quindi commissionata una bozza di sceneggiatura per il primo film, Jurassic Park del 1993. Tale film ottiene un successo così clamoroso da essere inserito tra le pellicole con i più alti incassi nella storia del cinema.

Il secondo romanzo, Il mondo perduto, viene pubblicato nel 1995. Ne segue, ovviamente, un altro film: Jurassic Park – Il mondo perduto (1997). Nel terzo capitolo, Jurassic Park III (2001), Joe Johnston sostituisce Spielberg come regista. Nonostante abbia ottenuto incassi superiori al budget, questo film si rivela un parziale insuccesso a causa delle critiche alla trama e alla regia. La saga si risolleva con Jurassic World, guadagnando apprezzamenti e i maggiori incassi di tutta la serie. Non ci aspetta, dunque, niente di meno anche dal quinto capitolo. Jurassic World – Il regno distrutto sarà presto al cinema.

Spider-Man 3

Peter Parker ha trovato l’amore e la propria dimensione di eroe dotato di super poteri al servizio della più che mai splendida New York. Ha regolato i conti con i nemici che minacciavano la città e tutto sembra perfetto, ma una meteora precipita durante una romantica notte stellata preannunciando una minaccia e la carriera di attrice della dolce Mary Jane non brilla a Broadway. Nel frattempo un malvivente evaso dal carcere è vittima di un esperimento scientifico e si trasforma nel tremendo Uomo Sabbia. L’amico/nemico Harry Osborn non si dà pace per la morte del padre e ne raccoglie l’eredità nelle vesti del Nuovo Goblin, nel proposito di vendicarsi di Spider-Man. Inoltre un intraprendente e spregiudicato
free-lance
cerca di sottrarre il posto di fotografo del povero Peter al
Daily Bugle,
diventando Venom, la sua nemesi e il suo nemico più terribile.

La recensione

L’attesa è terminata e finalmente il terzo episodio cinematografico di Spider-Man arriva nelle sale con i consueti numeri da record: anni di lavorazione, migliaia di persone coinvolte, budget elevatis

As You Like It

Kenneth Branagh con questo Come vi piace è alla sua quinta regìa shakespeariana, dopo Pene d’amore perdute, Amleto, Enrico V e Molto rumore per nulla. Stavolta il regista ha deciso di ambientare il suo film nel Giappone della fine del secolo XIX, motivando la scelta anche con precise ragioni storiche. A suo dire, nel Giappone fine Ottocento esistevano enclave di stranieri, che, per motivi commerciali e industriali, avevano creato piccoli feudi intorno a dei treaty ports, ovvero porti con moli per il carico di merci come seta, riso e simili. Questi europei, commercianti ma anche avventurieri, avevano finito col riproporre una sorta di vita di corte occidentale, anche se influenzata dalla cultura locale.
Confesso la mia ignoranza storica in materia, ma riferisco anche per cercare di togliere quell’impressione di estraniamento e di pastiche postmodernista che il film mi ha dato. Che, comunque rimane, nonostante questa premessa storicizzante, per nulla convincente dal punto di vista artistico. As You Like It è una delle pièce di Shakespeare più difficili da trasporre in altre ambientazioni storiche, legata com’è a quel genere pastorale-idilliaco, tipico del contesto culturale dell’epoca, in cui rappresentava per altro un genere in esaurimento.
Ora, è vero che il genio di Shakespeare è capace, all’interno di una forma letteraria, di operare qualsiasi stravolgimento, ma quel che riesce al bardo nazionale non sempre si confà all’inventiva un po’ frettolosa e pasticciona di Branagh come regista (vedi anche Molto rumore per nulla). La sua giustificazione storicizzante sa di bizzarra trovata, di elegante formalismo esotico più vicino a Mikado (Gilbert&Sullivan) che non al teatro elisabettiano. As You Like It shakespeariano è un ibrido drammaturgico tra i più complessi da mettere in scena. Nasce come cupo dramma di potere, duplice come è duplice in altre opere di Shakespeare (si pensi al King Lear): due duchi, quello cattivo ha spodestato il buono, che si è rifugiato nella foresta di Arden con i figli e un manipolo di fedeli; due fratelli, il maggiore odia il minore perché ha tutte le qualità che a lui mancano e cerca di ucciderlo; quindi anche costui si rifugia nella foresta; dove infine si ritrovano tutti, comprese le due ragazze, Rosalinda e Celia, cugine, figlie rispettivamente del duca buono e di quello cattivo.
Ben presto però la pièce, abbandona i toni tragico-conflittuali e cede alla convenzionalità pastorale: sono convenzionali come devono essere gli incontri d’amore, meno convenzionali invece la magia della foresta e l’incanto della natura, il suo peso sul dominio degli uomini; incanto sempre ambiguo e sfuggente come sottolineano acutamente in contraltare i fowls rituali, Touchstone (in traduzione: Paragone) e il melanconico Jacques (forse portavoce dell’autore). Questa seconda parte, quella della foresta, con la sua atmosfera, gli equivoci, gli incontri e i canti è indubbiamente la più bella. E anche nel film è quella che più convince, con una fantastica chiusa in chiave di musical: una danza campestre postmatrimoniale che coinvolge tutti gli attori e che la musica felicissima di Patrick Doyle (qui anche in veste attoriale come Amiens) restituisce con grande efficacia.
L’epilogo, poi, di Rosalinda (Bryce Dallas Howard) ci riporta, giustamente (“tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori” afferma Jacques, nel celebre brano delle sette età dell’uomo) nella finzione scoperta, e cioè nel set della lavorazione, tra le roulotte degli attori e i macchinari scenici.
Insomma: se il pasticcio multietnico (i nobili fratelli sono neri) e postmodernista (quei soldati giapponesi ricordano Guerre stellari) rimane un garbuglio poco probabile, la voce di Shakespeare, la bravura degli interpreti (tra cui va ricordato Brian Blessed nel doppio ruolo dei duchi, David Oyelowo come Orlando e uno straordinario Kevin Kline nella figura-perno di Jacques) e l’abilità furba di Branagh salvano lo spettacolo. (piero gelli)

Manderlay

Dopo Dogville arriva Manderlay. Lars Von Trier prosegue con il secondo episodio della sua trilogia. Anno 1933. Grace, il padre e i suoi scagnozzi hanno abbandonato Dogville. Si stanno dirigendo a Denver, ma durante il loro viaggio, si fermano per riposarsi in Alabama, presso la piantagione di Manderlay. Qui, nel momento in cui se ne stanno andando, vengono fermati da una donna di colore che..

Hereafter

George é un operario che per uno strano scherzo del destino riesce a comunicare con i morti, ma non é interessato a farlo. La sua strada però, si incrocerà con quelle di due donne che per diversi motivi hanno avuto a che fare con la morte, e contatteranno George, per avere delle risposte o forse solo un po’ di conforto…