Gorilla nella nebbia

Basato sulla vita di Diane Fossey. Negli anni Sessanta, in Congo, la giovane Diane studia il comportomento dei gorilla. La sua attività trova però ostacoli non indifferenti: la donna deve vedersela con una tribù locale e con un cinico commerciante di animali. Nel frattempo, s’innamora del fotografo Bob Campbell. Il film riuscito solo in parte, superficiale nell’affrontare la figura della Fossey, ma indubbiamente valido sul piano puramente spettacolare. Straordinaria, comunque, l’interpretazione di Sigourney Weaver, candidata senza fortuna all’Oscar 1988 (la statuetta poi andò a Jodie Foster, protagonista di Sotto accusa ). (andrea tagliacozzo)

F/X 2 – Replay di un omicidio

Rollie Tyler, che un tempo lavorava nel mondo del cinema come tecnico degli effetti speciali, viene contattato dalla polizia per provocare la finta morte di un uomo, ex marito della sua ragazza. Ma qualcosa va storto e l’uomo muore realmente. Rollie, nei guai fino al collo, chiede aiuto a un poliziotto di sua vecchia conoscenza, Leo. Banale thriller poliziesco che non regge minimamente il confronto con il precedente episodio realizzato da Robert Mandel nell’86.
(andrea tagliacozzo)

Cocktail

Il giovane Brian Flanagan tenta, senza riuscirci, di far carriera nella finanza. Nel frattempo, attratto dalla prospettiva di facili guadagni, sceglie di diventare una star come barman dei club più esclusivi dell’Upper East Side di Manahattan. Un film insulso e superficiale, di certo non degno di un attore come Tom Cruise – che l’anno precedente aveva tenuto testa a Paul Newman ne Il colore dei soldi – né tantomeno di un regista di media levatura come Donaldson, reduce dal tutt’altro che disprezzabile Senza via di scampo . (andrea tagliacozzo)

…e a alla fine arriva Polly

Perito assicurativo specializzato nel calcolo dei rischi, Ruben viene tradito dalla moglie durante il viaggio di nozze. Tornato a casa decide di lasciarsi il passato alle spalle e inizia a frequentare Polly, una sua vecchia compagna di scuola incontrata a una festa. Nonostante caratteri, gusti e abitudini molto diverse, tra i due sboccia l’amore. Ma l’ex moglie di Ruben rischia di rovinare tutto.

Negli Stati Uniti è stato un grande successo. Ha incassato 50 milioni di dollari durante i primi tre giorni di programmazione scalzando
Il ritorno del Re
dalla classifica dei film più visti. Cosa c’è di tanto speciale nella commedia diretta dall’esordiente Johm Hamburg, lo sceneggiatore di
Ti presento i miei?
Difficile dare una risposta. Si ride, è vero, ma con battute di grana grossa e doppi sensi volgari. Jennifer Aniston e Ben Stiller sono simpatici ma un po’ troppo sopra le righe. Il modello di riferimento di Hamburg sembra essere
Tutti pazzi per Mary,
sguaiatissima e mediocre commedia interpretata nel 1998 da Cameron Diaz e dallo stesso Stiller. Il contrasto tra i due protagonisti, metodico e ordinato lui, sconclusionata e pazzerella lei, funziona fino a un certo punto e dopo le prime gag inizia ad annoiare. L’unico a salvarsi, incredibile a dirsi, è Alec Baldwin, anch’egli non raffinatissimo ma perfettamente a suo agio in un inconsueto ruolo comico.
(maurizio zoja)