Crimini del cuore

In un paese del Mississippi, la non più giovanissima Lenny vive assieme al nonno. In occasione del suo compleanno, le sorelle Meg e Babe arrivano per festeggiarla. Con loro, nella vecchia casa paterna, tornano improvvisamente a galla ricordi, rimpianti e antichi rancori. Tratto dall’omonima commedia di Beth Henley vincitrice del prestigioso premio letterario Pulitzer. Bravissime le attrici, ma l’origine teatrale del film, inevitabilmente statico e claustrofobico, è palese. (andrea tagliacozzo)

Tender Mercies – Un tenero ringraziamento

Film avvincente ma estremamente misurato su un cantante country che trova l’ispirazione per riordinare la propria esistenza quando incontra una giovane e bella vedova con figlio. La prova da Oscar di Duvall è il vero punto forte, sebbene tutto il cast sia pregevole; anche se la sceneggiatura di Horton Foote (anch’egli premiato con l’Oscar) non è tanto una storia quanto una successione di bozzetti. Per la cronaca, Duvall ha scritto due delle sue canzoni per il film.

Colpevole d’innocenza

Una donna viene condannata per l’omicidio del marito, ma mentre sconta la detenzione scopre che l’uomo è vivo: medita quindi vendetta, soprattutto perché non può essere processata due volte per lo stesso delitto. Un film che scorre e diverte, e finisce col dare più di ciò che ci si aspetta. Panavision.

Alla ricerca dello stregone

Grossolana, mal fatta trasposizione cinematografica del romanzo di William Boyd su un diplomatico inglese (Friels) poco volenteroso — e molto spesso insopportabile — in una nuova nazione africana; la sceneggiatura realizza poco più di un ritratto dei neri secondo stereotipi sciocchi e poco credibili. Connery è dolorosamente sprecato nel ruolo di un comprensivo dottore. Boyd è autore dello script e co-produttore insieme a Beresford.

A spasso con Daisy

Dalla commedia di Alfred Uhry – Premio Pulitzer 1988 – sceneggiata dallo stesso autore. Ad Atlanta, verso la fine degli anni ’40, un’anziana signora ebrea viene obbligata dal figlio ad assumere un autista di colore. I rapporti tra quest’ultimo e la donna sulle prime sono tesi e difficili, poi con l’andare del tempo gradualmente migliorano. Indubbiamente ben realizzato e interpretato, ma con fin troppa astuzia e calcolo nel dosare elementi di dramma, commedia e ovvi messaggi interrazziali. Oscar ’89 al film, a Jessica Tandy come attrice protagonista, alla sceneggiatura e al trucco. (andrea tagliacozzo)

Alibi seducente

Un giallista di successo tenta di superare una momentanea fase di stallo escogitando un alibi inossidabile per una sospetta omicida (Porizkova): per riuscire nell’impresa, la ospita nella propria casa di campagna, deciso a studiarne il comportamento. Una commedia gustosa ma discontinua che beneficia di due protagonisti di prim’ordine e di un’interessante cast di contorno: ve lo vedete Wayne con tanto di codino e chiassosi pantaloni da golfista?

Aria

Terribile collezione di corti, ognuno (teoricamente) ispirato a una famosa opera lirica. Pochi riescono a mettere insieme qualcosa che c’entri con la musica, mentre la maggior parte dei tentativi sono francamente imbarazzanti. Le parti migliori — relativamente parlando — sono quelle di Roddam e di Beresford, rispettivamente sulle note del Tristano e Isotta di Wagner e della Tote Stadt di Korngold. Questo incredibile spreco di tempo e di talento segna anche il debutto di Bridget Fonda.

Il club

Il protagonista è un ex asso del football australiano, ora allenatore con alterna fortuna. Le sue frustrazioni crescono quando si accorge che la società sportiva, di cui da tanti anni è una colonna, sta cadendo nelle mani di affaristi e dirigenti corrotti. Dall’autore di
Crimini del cuore
e
A spasso con Daisy,
un’analisi mediamente interessante dell’ambiente sportivo tratta da un lavoro teatrale di David Williamson.
(andrea tagliacozzo)

King David

Solida storia biblica segue la vita di Davide dalla battaglia con Golia quando era un ragazzino al non facile regno da re; va male solo nella seconda metà, quando la precipitazione indebolisce la narrazione. Visivamente notevole, con la fotografia di Donald McAlpine, il grande vantaggio della musica di Carl Davis, insieme all’interpretazione di spicco di Woodward nel ruolo del deposto re Saul. Panavision.

Alibi seducente

Uno scrittore di romanzi gialli assiste casualmente al processo di un romena accusata di omicidio. Persuaso della sua innocenza, decide di fornirle un alibi, ma una serie di strane circostanze, inducono ben presto lo scrittore a dubitare della ragazza. Il film si regge soprattutto sulla simpatia del protagonista, sulla bellezza della modella cecoslovacca Paulina Porizkova e su alcune gag abbastanza azzeccate. Un po’ poco.
(andrea tagliacozzo)