Un’estate da ricordare

Un giovane sordomuto, introverso e scontroso, non vede di buon occhio il nuovo compagno della madre. La singolare amicizia con un intelligentissimo orango, con il quale riesce a comunicare attraverso il linguaggio dei segni, lo aiuta a uscire dal guscio. Nonostante l’origine televisiva, un ottimo prodotto, interpretato da un cast decisamente eccellente.
(andrea tagliacozzo)

I trasgressori

Vince e Don, due vigili del fuoco bianchi dell’Arkansas, entrano in possesso di una mappa che dovrebbe condurli a un tesoro nascosto in un fatiscente capannone industriale di East St. Louis. Si recano quindi sul posto e si mettono al lavoro, ma di lì a poco sopraggiungono alcuni spacciatori di colore fra i quali si consuma un feroce regolamento di conti: la scoperta dei due intrusi, scambiati per spie o sbirri, innesca un vero e proprio assedio, al termine del quale… Nel mazzo delle pellicole realizzate da Hill negli anni Novanta,
I trasgressori
è assai probabilmente la migliore: azione pura, tesa e concentrata, senza fronzoli o appesantimenti legati, per dirne una, all’appartenenza razziale dei protagonisti. Lo script di Gale e Zemeckis, risalente a qualche anno prima, consente al regista americano di ritrovare la secchezza e la geometria di
Driver
e de
I guerrieri della palude silenziosa
, lavorando sull’unità di luogo – nonché sulla sua funzionalità scenica – e sull’approfondimento dei caratteri in maniera quasi kurosawiana (con esiti indubbiamente assai più felici rispetto al posteriore
Ancora vivo
, direttamente ispirato a
La sfida del samurai
e ai suoi calchi leoniani). In origine il film avrebbe dovuto intitolarsi
Looters (I saccheggiatori)
, ma dopo gli eventi di Los Angeles e il caso-Rodney King la produzione ha pensato bene di lasciar perdere. Purtroppo questo non è stato l’unico cambiamento imposto a Hill dai cervelloni della Universal: infatti anche il notevole e «sincopato»
score
composto da John Zorn (successivamente pubblicato dal musicista newyorkese nel secondo volume della serie «Filmworks» col curioso titolo «Music from an Untitled Film by Walter Hill») è stato ritenuto troppo ardito e sconveniente, tant’è che lo si è rimpiazzato in quattro e quattr’otto con un paio di rap – tanto per giustificare la presenza nel cast dei due Ice, T & Cube – e soprattutto con tre o quattro accordi di
steel guitar
stile-
Paris, Texas
del solito Ry Cooder, chiamato all’ultimo momento per metterci una pezza alla bell’e meglio. Una curiosità: con tutta probabilità
I trasgressori
è il primo film nel quale i telefoni cellulari – che all’epoca erano ancora un gadget, e che squillano spesso inopinatamente e nei momenti meno opportuni – assumono una certa qual rilevanza narrativa.
(marco borroni)

Basic Instinct

La bellissima Catherine Tramel, scrittrice di romanzi gialli, è sospettata dell’omicidio di un ex cantante rock. Il detective Nick Curran, al quale è stato affidato il caso, si lascia ammaliare dalla donna, che ostenta un comportamento provocante e disinibito. Thriller intrigante, furbo e ben fatto, quasi un aggiornamento anni Novanta dei noir dell’epoca d’oro di Hollywood (dove il sesso non era mai mostrato ma solo suggerito). Non tutto funziona, ma la dinamica regia di Paul Veroheven attenua le cadute di tono della sceneggiatura. La Stone aveva già lavorato con il regista olandese due anni prima in Atto di forza. (andrea tagliacozzo)

Via dall’incubo

Una ragazza, Slim, dal passato difficile, fa la cameriera in una tavola calda a Los Angeles. Un giorno incontra l’uomo della sua vita, Mitch, in maniera fortuita. Si sposano, comprano una casa bellissima, fanno una bambina, Gracie. Tutto sembra perfetto, la felicità sembra fare parte della vita di quella famiglia. Una sera, dopo otto anni, in maniera incidentale, Slim scopre l’amante del marito, che cambia subito atteggiamento. Da premuroso e affettuoso che era, diventa arrogante, violento e prepotente. Dopo mesi di violenze e soprusi, Slim prende la bambina e scappa, inseguita dal marito e dai suoi scagnozzi. La caccia dura per molto tempo, fino a quando la donna si stanca di scappare e inizia a rincorrere. Detto così potrebbe anche sembrare un film interessante, nonostante la poca originalità della trama. Invece si tratta di una delle peggiori pellicole dell’anno, interpretata da una delle peggiori attrici dell’anno. Non si capisce come si possa pensare di buttare via soldi per produrre film del genere, o forse si spera che la presenza di una star come Jennifer Lopez possa fare da traino. Non c’è un’idea originale, tante citazioni maldestre e goffe e anche nei momenti più drammatici la gente non può fare a meno di ridere per il grottesco in cinemascope. Con tutto quello che c’è nelle sale, questo è proprio un film da evitare. (andrea amato)