Il disprezzo

Un produttore cinematografico affida a uno scrittore italiano la stesura di un’importante sceneggiatura. Invaghitosi della moglie di quest’ultimo, fa di tutto per conquistarla. Trasposizione dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia, che il regista Godard ha girato alla sua maniera, quasi sperimentale, cogliendo l’occasione per compiere una riflessione personale sul cinema e sul suo ambiente. La versione italiana venne completamente rimaneggiata dal produttore Carlo Ponti.
(andrea tagliacozzo)

La ragazza del peccato

Un cinquantenne avvocato di successo accetta di difendere una giovane e disinibita ragazza di provincia implicata in un processo per rapina a mano armata. L’uomo riesce a farla assolvere e, nonostante sia sposato a una donna che ama e rispetta, s’innamora perdutamente della ragazza. Da un romanzo di Georges Simenon, un dramma interessante ma non del tutto riuscito. Al termine delle riprese del film, Gabin, inizialmente diffidente, ebbe parole d’elogio per la giovane Bardot. (andrea tagliacozzo)

Le grandi manovre

Alla vigilia del primo conflitto mondiale, un aitante ufficiale dell’esercito francese (Gèrard Philippe) scommette con alcuni commilitoni che riuscirà a conquistare una bella e agiata signora (Michèle Morgan). L’impresa riesce, ma il soldato s’innamora davvero. Elegante e sfarzosa ricostruzione del periodo della belle époque, con una bellissima Brigitte Bardot, all’epoca ventunenne.
(andrea tagliacozzo)

Mio figlio Nerone

L’imperatrice Agrippina (Gloria Swanson) vorrebbe liberarsi dell’intrigante nuora Poppea (Brigitte Bardot) e mandare il figlio Nerone (Alberto Sordi), ozioso e dissoluto, a combattere contro i Britanni. Nerone, dal canto suo, cerca in tutti modi di eliminare la madre, ma ogni attentato ai danni della donna si rivela un fallimento. Grande cast per un film tutto sommato modesto che si risolve in un tour de force comico per Alberto Sordi, esilarante come al solito. Quest’ultimo tiene degnamente il confronto con Ettore Petrolini, che aveva interpretato il personaggio dell’imperatore romano negli anni Trenta.
(andrea tagliacozzo)

Le pistolere

Una ragazza vorrebbe acquistare il ranch che una bella criminale ha scelto come base per la sua banda formata da sole donne. La giovane affronta la rivale con l’aiuto dei quattro fratelli che, però, perdono la testa per le affascinanti fuorilegge. La Cardinale e la Bardot fanno il verso ai cowboy del cinema americano, ma il risultato, complice la regia poco ispirata di Christian-Jacque, è piuttosto fiacco e poco divertente.
(andrea tagliacozzo)